CAST & CREDITS

cast:
Jason Statham, Clive Owen, Robert De Niro, Dominic Purcell, Aden Young, Yvonne Strahovski

regia:
Gary McKendry

distribuzione:
Lucky Red

durata:
116'

sceneggiatura:
Gary McKendry; Matt Sherring

fotografia:
Simon Duggan

montaggio:
John Gilbert

costumi:
Katherine Milne

musiche:
Reinhold Heil, Johnny Klimek

Killer Elite | Recensione | Ondacinema

Killer Elite

di Gary McKendry

azione, Usa/Australlia (2011)

di Giuseppe Gangi

Voto: 4.0

Film d'esordio del regista nord-irlandese Gary McKendry, passato alla direzione di un lungometraggio dopo una lunga gavetta nei commercials, "Killer Elite" si ispira ad accadimenti reali ed è tratto dal romanzo di Sir Ranulph Fiennes.

L'autore è infatti un ex-agente della Special Air Service (S.A.S.) e ha raccolto alcune vicende nel romanzo "The Feather Men", rimanendo però vago sulla veridicità degli eventi, dopo una forte pubblicità su tale aspetto che aveva causato non poche controversie all'epoca dell'uscita del libro (1991). Gli uomini piuma del titolo del romanzo sono un gruppo di dirigenti dell'ormai sciolta S.A.S. che sorvegliano sull'equilibrio fra i servizi segreti di Sua Maestà e quelli delle fazioni avverse e manovrano varie pedine sullo scacchiere internazionale rimanendo sempre dietro le quinte, non lasciando traccia del loro tocco.

Di questo lato spionistico che, vero(simile) o meno, ha le affascinanti caratteristiche degli intrighi che si dipanano per mezza Europa sul finire della Guerra Fredda, "Killer Elite" si disinteressa quasi completamente, affacciandosi di tanto in tanto nelle stanze dei bottoni attraverso il personaggio di Clive Owen che, come gli altri protagonisti del film, è "soltanto" un uomo d'azione.

Infatti l'opera prima di McKendry è soprattutto questo: un action movie che si muove tra Londra, Parigi e Medio-Oriente in maniera brusca e ipercinetica; un b-movie, residuato bellico degli anni 80, prodotto con trent'anni di ritardo, che cerca di fare leva sul carisma degli attori protagonisti.
Jason Statham, un action-man che in questi anni è riuscito a farsi un nome grazie a  interpretazioni solide e muscolari, ma sempre venate da un'autoironia prettamente inglese che hanno alleggerito e reso particolari i suoi personaggi, in "Killer Elite" riveste un ruolo che si sviluppa in maniera seriosa e scontata: Danny è un assassino mercenario che compie pericolose missioni insieme al suo amico e maestro Hunter (Robert De Niro, "voce dell'esperienza" del gruppo), ma quella che vediamo svolgersi all'inizio del film è per lui l'ultima. Appesa la pistola al chiodo, se ne torna nella natia Australia, dove rincontra un'amica di infanzia della quale si innamora. Come ci si aspettava in quei cinque minuti di noia, il passato fa in fretta per tornare a bussare alla porta dell'uomo: Hunter, dopo aver accettato a scatola chiusa un compenso di sei milioni di dollari da parte di uno sceicco dell'Oman, saputo il contenuto della missione, tenta di fuggire ma viene fermato e rapito. Danny dovrà quindi sostituirlo e compiere la missione al suo posto, se vuole rivedere vivo l'amico. Lo sceicco dà al mercenario sei mesi di tempo perché trovi gli assassini dei suoi tre figli, registri la loro confessione e poi li uccida. Considerando che si tratta di ex-membri delle S.A.S. e che lo sceicco chiede espressamente che gli omicidi vengano mascherati come incidenti si intuisce il motivo che aveva spinto Hunter a tagliare la corda.
Danny tenacemente rimette insieme la sua squadra, scova gli agenti da assassinare e inizia a operare tra la regione dell'Oman e l'Inghilterra, ma sulla sua strada si mette Spike/Clive Owen, capo della sicurezza degli "uomini piuma" che capisce il disegno dietro gli assassini dei suoi ex-compagni d'armi.

La progressione dello scontro a distanza tra Danny e Spike ha l'abilità di non scatenare neppure dieci secondi di adrenalina durante lo spettacolo. Quasi 120 minuti di fughe super-atletiche e missioni impossibili finiscono per pesare parecchio, soprattutto quando l'ironia latita e i protagonisti vorrebbero tornare a occuparsi d'altro: Spike spera di ricominciare a giocare alla guerra, mentre Danny vorrebbe volare in Australia con la sua compagna per lunghe passeggiate bucoliche. In sostanza il totale disinteresse per lo sviluppo dell'intreccio parte dagli stessi personaggi che oltre a suonarsele di santa ragione e organizzare arzigogolati omicidi si impegnano solo il minimo indispensabile per portare ai titoli di coda una pellicola fiacchissima.