La ragazza dei miei sogni | Film | Recensione | Ondacinema

Ondacinema

recensione di Stefano Guerini Rocco
4.5/10

Ci sono film che, grazie a una caleidoscopica miscela di spunti eterogenei e suggestioni differenti, provano coraggiosamente a sfuggire ogni etichetta di genere e ogni facile catalogazione. Selezionato come film d'apertura del Bif&st 2017, "La ragazza dei miei sogni" è uno di questi.
Al centro di un intricato intreccio di amori, vendette, incubi, congiure e occultismi di varia natura, c'è il malinconico P., trentenne frustrato e irrisolto che si barcamena tra un lavoro insoddisfacente e un'amica maliarda alla quale non riesce a confessare i propri sentimenti. Tutto però cambia quando irrompe nella sua vita la misteriosa Sofia, caschetto patinato e accento suadente, che si manifesta prima come apparizione onirica e poi in tutta la sua eccitante e pericolosa carnalità. Tra i due giovani esplode subito un'attrazione irresistibile, ma l'ambigua Sofia sembra nascondere più di un segreto. L'amico Alessandro,programmatore informatico con l'hobby della negromanzia, aiuterà l'ingenuo P. ad aprire gli occhi sulla vera natura della ragazza.

Reduce dalla solida commedia "Qualche nuvola", in concorso nella sezione Controcampo italiano a Venezia 68, Saverio Di Biagio torna dietro alla macchina da presa adattando il romanzo omonimo di Francesco Dimitri, anche autore la sceneggiatura. Il risultato, uno urban fantasy che alterna dramma sentimentale e thriller esoterico, appare senz'altro come un corpo estraneo nella carriera del documentarista formatosi sui set di autori come Wilma Labate, Daniele Vicari e Gianfranco Mingozzi. Con "La ragazza dei miei sogni" Di Biagio cambia infatti decisamente registro, realizzando un'opera bizzarra e straniante, ambiziosamente atipica nel panorama del cinema nostrano contemporaneo, non priva di fascino, eppure sconsolatamente goffa, sconclusionata, inafferrabile.

La pellicola, in verità, non manca di pregi, soprattutto nel giocare a mescolare generi poco frequentati dal cinema italiano e nel fotografare una Puglia inusuale, lontana dalle cartoline formato Film Commission à la Ferzan Ozpetek. Tuttavia, non senza una nota di rammarico, bisogna arrendersi di fronte alla desolante inconsistenza e alla pochezza de "La ragazza dei miei sogni", che sconta una regia piattamente priva di guizzi e una sceneggiatura raffazzonata e claudicante, ai limiti della cialtroneria amatoriale. L'elaboratissimo plot giallo, infatti, affastella uno dopo l'altro indizi, piste, ammiccamenti ed evocazioni che, con il progredire della narrazione, si rivelano sempre più gratuiti e ridondanti, in una rincorsa all'effetto spaventevole che sfocia fatalmente nel nonsense e nel ridicolo involontario. Inoltre, nonostante le buone intenzioni, a Di Biagio difettano tanto l'estro immaginifico quanto la statura autoriale necessari per caricare di un portato significante i multiformi elementi del romanzo di Dimitri, o per farne almeno delle intriganti suggestioni visive.

Sprofondati in questo caotico zibaldone senza capo né coda, i giovani attori protagonisti non possono che apparire spaesati e confusi: Primo Reggiani e Nicolas Vaporidis non perdono occasione di mostrarsi a petto nudo o variamente svestiti, forse per ricordare allo spettatore il loro passato da promettenti sex symbol all'amatriciana, mentre la dolcezza mite della spagnola Miriam Giovanelli, luminosa presenza, non è sufficiente a riscattare un personaggio inerme e incerto. Solo il belloccio Marco Rossetti strappa qualche cinica risata coi racconti "da rimorchio" dei suoi viaggi filantropici nella pampa argentina, che sembrano una gustosa e corrosiva (si spera non inconsapevole) parodia delle tragicomiche imprese dell'onorevole pentastellato Di Battista.

"La ragazza dei miei sogni" rimane dunque un esperimento interessante e a suo modo coraggioso, che però scivola malamente tra ambizioni velleitarie, incongruenze grossolane e una messinscena banale. Rimane la curiosità di vedere cosa avrebbero saputo fare, maneggiando lo stesso materiale, autori visionari del calibro di Lucio Fulci, Lamberto Bava, Michele Soavi, Ruggero Deodato. Altri tempi, altri cinema.


26/04/2017

Cast e credits

cast:
Primo Reggiani, Nicolas Vaporidis, Miriam Giovanelli, Chiara Gensini, Marco Rossetti, Remo Girone, Nicola Nocella


regia:
Saverio Di Biagio


distribuzione:
Draka Distribution


durata:
96'


produzione:
Draka Production, Seven Dreams Productions


sceneggiatura:
Francesco Dimitri


fotografia:
Francesco Di Giacomo


montaggio:
Marco Spolentini


Trama

Il trentenne P. si barcamena tra un lavoro insoddisfacente e un’amica maliarda alla quale non riesce a confessare i propri sentimenti. Tutto però cambia quando irrompe nella sua vita la misteriosa Sofia, caschetto patinato e accento suadente, che si manifesta prima come apparizione onirica e poi in tutta la sua eccitante e pericolosa carnalità. Tra i due giovani esplode subito un’attrazione irresistibile, ma l’ambigua Sofia sembra nascondere più di un segreto. L’amico Alessandro,programmatore informatico con l’hobby della negromanzia, aiuterà l’ingenuo P. ad aprire gli occhi sulla vera natura della ragazza.

Link

Sito ufficiale