La banda dei babbi natale
di Paolo Genovese
commedia, Italia (2010)
Al, John e Jack sono tornati. Dopo il terribile flop de "Il cosmo sul comò", i tre ormai celebri comici devono aver pensato: "così non va, il film a episodi è stato un disastro, abbiamo fatto almeno tre buone pellicole, può essere che sia già esaurita la nostra vena comica?" Devono averlo pensato sì, perché stavolta sono tornati più agguerriti che mai e "La banda dei babbi natale", a dispetto del suo banalissimo titolo, è proprio una bella commedia.
Inutile star qua a fare polemiche e paragoni. D'altronde ci hanno già pensato loro, i protagonisti del film, sulle pagine del Corriere qualche settimana fa. Il messaggio era chiaramente rivolto ai cinepanettoni. Aldo, Giovanni e Giacomo in effetti hanno sempre prediletto la via della comicità relativamente non volgare (escludendo le parolacce, naturalmente) e gli va riconosciuto il merito di riuscire a circondarsi sempre di attori notevoli.
"La banda dei babbi natale" non fa eccezione. I comprimari recitano bene (Angela Finocchiaro su tutti), si percepisce che si divertono e questa euforia di fondo contagia anche lo spettatore. I momenti divertenti non mancano e le citazioni, come da consuetudine, si sprecano.
Aldo, Giovanni e Giacomo sono dei cinefili. I riferimenti sono palesi: su tutti il tarantiniano "Le Iene", ma anche "Il grande Lebowski" dei Coen e "Matrix" dei Wachowski. Abbondano ovviamente anche i tipici cliché del trio: Aldo terrone, Giacomo mentalmente confuso col problema del "superIo", Giovanni "mister so tutto mì". La solita connotazione però non storpia, efficacemente inserita all'interno di una trama ben oliata, furbamente incrociata avanti e indietro nel tempo.
Aggiungetevi un cameo esilarante di Mara Maionchi, la presenza vocale di Mina (colonna sonora efficacissima) e il tocco di Paolo Genovese, la cui regia attenta non invade gli spazi della commedia ma si prende comunque il meritato lusso di sperimentare un po' con i generi cinematografici.
Insomma, Aldo Giovanni e Giacomo si sono "ripigliati" e il loro ultimo film è forte.
Un biglietto ben speso, via. Per una serata in compagnia di tutta la famiglia.
Inutile star qua a fare polemiche e paragoni. D'altronde ci hanno già pensato loro, i protagonisti del film, sulle pagine del Corriere qualche settimana fa. Il messaggio era chiaramente rivolto ai cinepanettoni. Aldo, Giovanni e Giacomo in effetti hanno sempre prediletto la via della comicità relativamente non volgare (escludendo le parolacce, naturalmente) e gli va riconosciuto il merito di riuscire a circondarsi sempre di attori notevoli.
"La banda dei babbi natale" non fa eccezione. I comprimari recitano bene (Angela Finocchiaro su tutti), si percepisce che si divertono e questa euforia di fondo contagia anche lo spettatore. I momenti divertenti non mancano e le citazioni, come da consuetudine, si sprecano.
Aldo, Giovanni e Giacomo sono dei cinefili. I riferimenti sono palesi: su tutti il tarantiniano "Le Iene", ma anche "Il grande Lebowski" dei Coen e "Matrix" dei Wachowski. Abbondano ovviamente anche i tipici cliché del trio: Aldo terrone, Giacomo mentalmente confuso col problema del "superIo", Giovanni "mister so tutto mì". La solita connotazione però non storpia, efficacemente inserita all'interno di una trama ben oliata, furbamente incrociata avanti e indietro nel tempo.
Aggiungetevi un cameo esilarante di Mara Maionchi, la presenza vocale di Mina (colonna sonora efficacissima) e il tocco di Paolo Genovese, la cui regia attenta non invade gli spazi della commedia ma si prende comunque il meritato lusso di sperimentare un po' con i generi cinematografici.
Insomma, Aldo Giovanni e Giacomo si sono "ripigliati" e il loro ultimo film è forte.
Un biglietto ben speso, via. Per una serata in compagnia di tutta la famiglia.

cast: Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, Angela Finocchiaro, Sara D'Amario
regia: Paolo Genovese
distribuzione: Medusa
durata: 100'
produzione: Paolo Guerra per Medusa Film e Agidi srl
sceneggiatura: Aldo, Giovanni, Giacomo, Valerio Bariletti, Morgan Bertacca, Giordano Preda
fotografia: Giovanni Fiore Coltellacci
scenografie: Eleonora Ponzoni
montaggio: Marco Spoletini
costumi: Bettina Pontiggia
