CAST & CREDITS

cast:
Mary Elizabeth Winstead, Joel Edgerton, Ulrich Thomsen, Eric Christian Olsen, Adewale Akinnuoye-Agbaje

regia:
Matthijs van Heijningen Jr.

durata:
103'

produzione:
Marc Abraham

sceneggiatura:
Eric Heisserer

fotografia:
Michel Abramowicz

montaggio:
Peter Boyle, Julian Clarke, Jono Griffith

musiche:
Marco Beltrami

La cosa | Recensione | Ondacinema

La cosa

di Matthijs van Heijningen Jr.

horror, Usa/Canada (2011)

di Simone Pecetta

Voto: 4.5

Indubbia è la fortuna cinematografica del racconto "Who Goes There?" (Chi va là?, 1930) dello scrittore di fantascienza John Wood Campbell che infatti nel corso degli anni ha in diverse misure ispirato "La cosa da un altro mondo" ("The thing from another world", 1951), "L'invasione degli ultracorpi" ("Invasion of the body snatchers", 1956), "Alien" (1979) e "La cosa" ("The Thing", 1982). L'ambiguità tra amici e nemici che si viene a creare nel corso del racconto proietta un'ombra chiaroscurale che il cinema ha cercato di sfruttare nelle più diverse maniere, attraendo l'interesse di maestri della settima arte come Ridley Scott e John Carpenter che dell'elemento viscerale e della penombra in cui il racconto si muove hanno fatto virtù.

A questo giro di boa è l'esordiente regista olandese Matthijs van Heijninger Jr. a prendere in mano le redini dell'ennesima pellicola che si ispira all'opera di Campbell, ma il più diretto interlocutore di questo "La cosa" è, sin dal titolo, il film carpenteriano del 1982 che viene pedissequamente seguito in un quasi-remake passivo ed opaco. L'arte del ri-fare un film è sempre stata questione discussa, i casi di Hitchcock che ha due volte diretto il medesimo film "L'uomo che sapeva troppo" nel 1934 e nel 1956 o del più recente Haneke con "Funny Games" nel 1997 e a distanza di un decennio "Funny Games US" conducono il discorso alle sue estreme conseguenze e a facili demonizzazioni del fenomeno. Lungi dall'accodarci alle fila dei puristi del "buona la prima" non possiamo che constatare le possibilità produttive del remake, un recente esempio è la brillante rilettura che nella passata stagione cinematografica i fratelli Coen avevano saputo dare de "Il Grinta", ma anche lo stesso Carpenter potrebbe ancora insegnare una "cosa" o due a riguardo.

Peccato che oggi la grossolana manifattura del regista olandese con "La cosa" ci consegna un film che accende i riflettori sugli angoli bui della pellicola carpenteriana illuminando a giorno con una fotografia che "smarmella" le ambiguità spalmandole letteralmente con le budella colanti dei protagonisti. A ben vedere però più che ad un remake ci troviamo dinanzi ad un (re)make-up della pellicola di Carpenter che cerca di evitare sin dal principio un'inevitabile confronto col capolavoro fantahorror del regista americano retrodatando la storia narrata al modo d'un prequel che vada ad indagare l'origine della misteriosa creatura che viene "da un altro mondo". Ma se la pellicola del 1982 si reggeva su di una sottile alchimia tra l'affilata recitazione di Kurt Russell (impossibile non ricordare gli splendidi sodalizi Russell-Carpenter in "1997 - Fuga da New York" e "Grosso guaio a Chinatown"), le sottili e tese atmosfere disegnate dalle musiche di Ennio Morricone e la paranoia che magistralmente Carpenter faceva scivolare sullo schermo, invece, "La cosa" che vediamo oggi sul grande schermo è un meccanico replay da videogioco - insert coin, try again - che poco cambia e nulla aggiunge, ma molto disperde. Pur non pretendendo dall'olandese van Heijininger una lucida analisi della contemporaneità come quella che aveva saputo tessere Carpenter nel sottotesto del suo lavoro indicando la disgregazione del tessuto sociale americano, non più coeso, ma lacero e ridotto a brandelli nella società dell'homo homini lupus dove la diffidenza nei confronti degli altri è la necessaria condizione per la sopravvivenza ci saremmo comunque potuti aspettare un tentativo di ripercorre la pellicola anche ad un livello meno superficiale, ma come spesso accade anche ora le attese vengono deluse. E la pellicola di Carpenter resta più contemporanea di questo giocattolino poco impegnativo.

"La cosa" che possiamo vedere oggi al cinema è insomma una pallida rivisitazione del film del 1982 dove gli effetti speciali digitali si sostituiscono ai geniali trucchi di Rob Bottin, dove l'angoscia e la paranoia collassano in un thrilling spicciolo che a parte poche meritevoli sequenze (la scena della ricerca delle otturazioni su tutte) si limita a replicare la superficie del suo grande predecessore rinviando lo spettatore ad un tanto inevitabile quanto impietoso confronto.