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Le ultime 24 ore

di Brian Smrz

thriller, fantascienza, Sudafrica/Cina/Usa (2017)

CAST & CREDITS

cast:
Ethan Hawke, Xu Qing, Paul Anderson, Rutger Hauer

regia:
Brian Smrz

distribuzione:
Eagle Pictures

durata:
93'

produzione:
Fundamental Films, Thunder Road Pictures, Film Afrika Worldwide

sceneggiatura:
Ron Mita, Jim McClain, Zach Dean

fotografia:
Ben Nott

scenografie:
Fred Du Preez

montaggio:
Elliot Greenberg

costumi:
Kate Carin

musiche:
Tyler Bates

Le ultime 24 ore | Recensione | Ondacinema

Le ultime 24 ore

di Brian Smrz

thriller, fantascienza, Sudafrica/Cina/Usa (2017)

di Antonio Pettierre

Voto: 4.0
Nel periodo estivo nei cinema italiani si vedono distribuiti pochi film interessanti e molti recuperi di opere che potrebbero essere anche lasciate al loro oscuro destino. Non fa eccezione questo "Le ultime 24 ore", action thriller con una spruzzata di fantascienza, con un attore di grido come Ethan Hawke, il vecchio "replicante" Rutger Hauer e come co-protagonista l'attrice cinese Xu Quing.

Un'azienda di contractor paramilitare americana, la Red Mountain, con sede in Sudafrica, ha sviluppato un siero che può far ritornare in vita per altre 24 ore una persona morta. Le sue azioni nelle guerre "sporche" e le sperimentazioni su cavie umane tra i poveri della periferia di Cape Town sono in procinto di essere svelate alle autorità da un traditore interno. Un loro uomo decide di testimoniare sui crimini perpetrati dalla agenzia paramilitare all'Interpol e per questo motivo diventa obiettivo dei sicari della Red Mountain che tentano di eliminarlo, ma senza successo grazie al coraggio e alle capacità dell'agente Lin. Per questo motivo viene richiamato dalla Red Mountain l'agente Travis Conrad (Ethan Hawke), in aspettativa per la morte della moglie e del figlio, che passa il tempo a ubriacarsi con il suocero (Rutger Hauer) sulle spiagge della Florida.

"Le ultime 24 ore" inizia subito con un conflitto a fuoco al confine tra la Namibia e il Sudafrica, dando immediatamente la cifra della pellicola, e procede su questo tono per il resto del film nelle strade di Cape Town con continui scontri e sparatorie per impedire all'agente Lin di portare il testimone davanti al giudice. Il personaggio di Ethan Hawke, ovviamente, non può essere totalmente cattivo e se in un primo momento viene ingaggiato dal suo vecchio partner Jim Morrow (Paul Anderson) per assassinare il testimone e Lin, dopo che viene ucciso da quest'ultima e riportato in vita dall'agenzia, nella seconda parte del film, durante le ulteriori ventiquattro ore concesse post mortem dalla procedura sperimentale della Red Mountain, agisce invece per difendere Lin e suo figlio.

Scritto da ben tre sceneggiatori (senza che il prodotto ne abbia giovato), "Le ultime 24 ore" è un film derivativo tra "John Wick" e "In Time", dove il protagonista ha continui flashback onirici della moglie e, soprattutto, del suo bambino che lo rendono un killer pieno di rimorsi e dubbi. Il film non risponde a cosa potremmo fare se avessimo a disposizione un giorno in più da vivere, ma utilizza questo spunto solo per fornire a Conrad una possibilità di redenzione attraverso l'unico mezzo espressivo che conosca: la violenza bieca e cieca.

Prodotto pensato soprattutto per il mercato orientale (significativa la presenza dell'attrice cinese e la trasferta a Hong Kong), il film si trascina verso un finale catartico tra inseguimenti, uccisioni, sparatorie, con un ritmo serrato, interrotto dalle visioni di Conrad di suo figlio morto che, a dire la verità, se vogliono dare una profondità emotiva al personaggio (non riuscendoci), interrompono il ritmo della vicenda, causando un doppio danno alla fluidità dello sviluppo filmico.

Diretto dal carneade Brian Smrz, esperto stunt man che però non riesce nemmeno a filmare con efficacia le scene di azione, il film risulta alla fine un guazzabuglio senza capo né coda, mancando pure l'obiettivo del puro divertimento, risultando a tratti ripetitivo, con soluzioni scontate e frettolose (il tradimento dell'amico Morrow, l'estrema cattiveria del capo della Red Mountain, l'invincibilità dell'agente Lin). E si può anche capire che un attore come Ethan Hawke possa accettare ruoli anche per pura necessità "alimentare" - per ottenere compensi che gli permettano di lavorare a progetti più personali e originali (lo faceva persino Orson Welles) - ma non si può accettare che la recitazione sia al di sotto dei minimi sindacali, accontentandosi di fare il verso al John Wick di Keanu Reeves.