CAST & CREDITS

regia:
Seong-yun Oh

distribuzione:
Mediterranea Productions

durata:
93'

produzione:
Seong-yun Oh, Sun-ku Kim, Eun Lee, Jae-myung Shim

sceneggiatura:
Seonmi Hwang, Eunjeong Kim

Leafie - La storia di un amore | Recensione | Ondacinema

Leafie - La storia di un amore

di Seong-yun Oh

animazione, avventura, Corea del Sud (2011)

di Simone Pecetta

Voto: 7.0

Non con poche remore ci si appresterebbe a vedere questo "Leafie - La storia di un amore", le premesse non lascerebbero scrutare celesti orizzonti: film coreano, paese dalla pressoché nulla tradizione nel campo dell'animazione, opera prima del regista Seoung-yun Oh, totale silenzio mediatico attorno alla pellicola che esce in sordina nelle sale cinematografiche italiane apparentemente come tappabuchi tra la solita commedia di Allen che fa discutere critici e intellighenzia, e varii colossi da botteghino come "Battleship" e "The Avengers".

A visione ultimata non resta, invece, che fare i complimenti alla Mediterranea Productions per la coraggiosa scelta nella distribuzione che ci consegna questa piccola perla animata: "Leafie" è una moderna fiaba orientale (adattamento di un racconto della scrittrice Seonmi Hwang) impregnata dall'inizio alla fine da uno struggente senso di morte; dolce e crudele al contempo narra delle avventure della gallina Leafie che fuggendo da una batteria d'allevamento all'inseguimento d'un sogno di libertà dovrà affrontare numerose avversità tra amori impossibili, già nelle premesse destinati al tragico esito, e le naturali ostilità di feroci predatori passando attraverso l'odissea di una maternità sui generis.

Volendo fare dei paragoni con pellicole occidentali per rendere vagamente l'idea di questo misterioso oggetto che ci troviamo di fronte dovremmo pensare a "Bambi" e "La collina dei conigli" shakerati insieme a "La gabbianella e il gatto", ma resteremmo ancora lontani dall'appropriarci dell'identità di questo gioiello d'animazione coreana che non nasconde l'amaro sotto ad una cortina di zucchero. Ciò che in primo luogo sorprende di questa pellicola sono gli sfondi e l'accuratezza con cui sono stati tratteggiati dalle matite dei disegnatori nella loro variegata ricchezza: l'occhio ci si perde e banchetta in tanta opulenza visiva. Nell'era delle animazioni digitali ci troviamo davanti ad una rivisitazione del più classico stile di disegno arricchito da un gusto quasi impressionista che ci getta nel mondo che ci offre inondandoci di forme e colori che in modo avvolgente ingannano e trascinano in un gioco sinestetico anche gli altri sensi.

Classica è anche la storia che ci viene raccontata con quella semplicità che commuove e fa innamorare bambini ed adulti, restando nei pressi del conosciuto riesce a non scadere nelle grinfie del già-visto "Leafie" sorprende per come schiva semplicistiche conclusioni e la melassa d'un buonismo da quattro soldi che spesso ci investe come una tempesta di buoni sentimenti di plastica. Se, per buona parte, l'animazione occidentale si sta concentrando sulla spettacolarizzazione delle pellicole che propone (ovviamente con le debite eccezioni, si veda ad esempio il colto ed interessantissimo "L'illusionista" di Chomet) ci troviamo, invece, ora dinanzi alla più semplice delle storie che sembra sgorgare da qualche archetipo che scorre nelle nostre vene con tutta la sua scorta di personaggi vivi e vividi, singolari ed indimenticabili.

"Leafie" è innanzitutto la storia della ricerca della libertà. Della fuga, anche, dall'oppressione omologatrice per scoprire una propria identità e indipendenza. Semplice a dirsi, ma le avventure del mondo oppongono continui ostacoli all'autoaffermazione e alla ricerca del sé: prima tra tutte le traversie è l'odissea nella diversità che rende necessario il confronto con ciò che non si è, con l'altro e l'assolutamente-altro, col diverso che non può essere semplicemente alienato, ma attraverso il quale ci si scopre in quanto se stessi. "Leafie" è, infine e soprattutto, la storia di un sacrificio che l'amore puro impone quando la legge del cuore travalica l'hakuna matata per abbracciare la natura spietata, insensata.

Leafie, gallina madre d'un anatroccolo, sperimenterà tutto questo; noi l'accompagneremo per provare a rubare qualche momento di autentica dolcezza nel roboantre trambusto della vita quotidiana.

Mentre ci apprestiamo a celebrare adeguatamente uno dei maestri dell'animazione orientale come Hayao Miyazaki (già onorato da Ondacinema per "La città incantata") che presto sbarcherà nelle nostre sale cinematografiche col suo bellissimo "Il castello nel cielo", ingiustamente ignorato dalla distribuzione italiana per oltre un quarto di secolo, dobbiamo rendere merito anche all'astro nascente Seoung-yun Oh che seguiremo in futuro con tutta l'attenzione che merita sperando che questo "Leafie" sia solo il preludio ad una nuova avventurosa stagione del cinema d'animazione.