CAST & CREDITS

cast:
Miley Cyrus, Nora Dunn, Lina Esco, Thomas Jane, George Finn, Ashley Greene, Ashley Hinshaw, Douglas Booth, Demi Moore, Austin Nichols

regia:
Lisa Azuelos

distribuzione:
Moviemax

durata:
98'

produzione:
Double Feature Films

sceneggiatura:
Lisa Azuelos, Kamir Aïnouz

fotografia:
Kieran McGuigan

scenografie:
Happy Massee

montaggio:
Kieran McGuigan

costumi:
Hope Hanafin

musiche:
Rob Simonsen

LOL - Pazza del mio migliore amico | Recensione | Ondacinema

LOL - Pazza del mio migliore amico

di Lisa Azuelos

commedia, Usa (2011)

di Paolo D'Alessandro

Voto: 4.5

Di letteratura filmica sull'argomento adolescenza non sembra essercene mai abbastanza, specie in tempi in cui la necessità di inseguire gli ultimi aggiornamenti in fatto di tecnologia si è fatta asfissiante, dietro l'illusione collettiva che l'"attuale", in tutte le declinazioni dell'aggettivo, sia ineluttabilmente "vero".  Di qui, "LOL - Pazza del mio migliore amico" è esattamente il film che sembra essere: una leggerissima commedia di formazione, con protagonisti ormoni impazziti, diari segreti e messaggistica istantanea, con contorno di slang, montage trasognati e slow-motion di rinforzo. Insomma, un torpore a cui siamo abituati anche dai prodotti di casa nostra. 

Il plot è lo stesso dell'originale francese del 2008, scritto e diretto dalla stessa Liza Azuelos, al timone anche di questo adattamento americano: Lola (Miley Cyrus) è un'adolescente come tante altre, immersa nell'amicizia inossidabile con Emily (Ashley Hinshaw) e con l'aspirante musicista Kyle (Douglas Booth), i tira e molla con la madre Anne (Demi Moore), e la relazione ormai chiusa con Chad (Goerge Finn). La nascita dell'amore con il "best friend" Kyle e l'"accidentale" lettura del suo diario segreto da parte della madre costringono Lola a fare i conti con la propria maturità, mentre si avvicina il momento fatidico di un viaggio scolastico a Parigi.

Date per buone le considerazioni sull'artificiosità di tutto l'impianto, stupisce quanto coerentemente "LOL" si dimostri un film interamente incentrato sul linguaggio, e quindi sulla comunicazione.  Per quanto tecnologicamente ormai già superato (!),  il film tenta di scimmiottare il linguaggio ibridissimo di cui i teen sono nativi, aperto a contaminazioni di codice e quasi forgiato per assecondare l'impulsività tumultuosa della loro emotività - ovviamente dentro i binari conformisti e rassicuranti di una svilente rappresentazione dell'adolescenza di questo calibro. In "LOL", la "comunicazione" va cercata ad ogni costo: la sua presenza è bombardante, il suo potere salvifico inesorabile. Sullo sfondo, si delinea una volta di più l'idea di una società eternamente adolescente, che giustifica a oltranza le proprie pur legittimissime incostanze e suggestionabilità, appiattendo tutti i momenti della vita a un teatrino di gossip traslabile su qualsiasi piattaforma.

Crudele concludere sulla nota incassi: la sorte ha voluto che "LOL" sia stato snobato in patria, tanto da essere arrivato in sala solo per una clausola contrattuale. E, vista la collocazione ancora in periodo di esodo vacanziero, la sua sorte potrebbe non essere florida anche qui da noi. Essere ruffiani, una volta tanto, non paga.