CAST & CREDITS

cast:
Danny Trejo, Mel Gibson, Michelle Rodriguez, Cuba Gooding Jr., Charlie Sheen, Lady Gaga

regia:
Ethan Maniquis e Robert Rodriguez

distribuzione:
Twentieth Century Fox C.I.S., Wild Bunch Distribution

durata:
107'

produzione:
Aldamisa Entertainment, 1821 Pictures

sceneggiatura:
Kyle Ward, Marcel Rodriguez, Robert Rodriguez

fotografia:
Robert Rodriguez

scenografie:
David Hack

montaggio:
Rebecca Rodriguez, Robert Rodriguez

costumi:
Nina Proctor

musiche:
Robert Rodriguez, Carl Thiel

Machete Kills | Recensione | Ondacinema

Machete Kills

di Ethan Maniquis e Robert Rodriguez

thriller, action movie, Usa (2013)

di Piero Calò

Voto: 7.0

Il signor Cortez è investito dal Presidente degli Stati Uniti d'America in persona di una missione impossibile per chiunque ma non per lui, Machete (Danny Trejo), che dovrà vedersela con pazzi, trasformisti, rivoluzionari, miliardari e trafficanti d’armi.

Partiamo dalla fine: ancor prima dell’epilogo di questo episodio, il secondo della serie "Machete", siamo già informati che il nostro impavido eroe tornerà presto sul grande schermo dove predicherà la raffinata arte del taglio addirittura nello Spazio.
D’altra parte "Machete" può essere considerato come un infinito "prossimamente", in cui ogni singolo episodio non è altro che la promessa di una nuova avventura.
Nato come un divertissement, "Machete" è ormai un genere cinematografico a sé, in parte rispolvero dell’exploitation ma anche action-movie, wuxiapian in salsa chili, raffinato esercizio citazionista, passerella di vecchie glorie travolte dalla hybris e di donnine spietate e bellissime.
Questa volta è il turno di Mel Gibson che nei panni del miliardario Luther Voz è in possesso di un bel missile ad alto potenziale puntato direttamente sullo Studio Ovale di un pragmatico (e puttaniere) Presidente americano (Charlie Sheen).
Coadiuvato da un guerriero clonato in decine di esemplari e dall’ineffabile El Chameleòn, il camaleonte che come suggerisce il nome cambia faccia all’occorrenza ed è interpretato da, nell’ordine, Walton Goggins, il redivivo Cuba Gooding Jr, Lady Gaga (!) e Antonio Banderas, il vecchio Mel indossa con disinvoltura i panni del Male che nell’eterna lotta contro il Bene le prende e le dà con la stessa energia di quando era una Arma Letale.

Robert Rodriguez si conferma un signor regista che ha trovato la sua precisa collocazione all’interno dell’industria cinematografica con la prestigiosa qualifica di "one man band" che non solo dirige il film ma se lo sceneggia, lo sonorizza con musiche e canzoni scritte da lui e infine se lo monta pure in quell'ottica del controllo totale dell’opera che, fatte le dovute proporzioni, trova il suo eguale in sir Charles Chaplin.
Già la sua maniera di usare la cinepresa testimonia il desiderio di una libertà illimitata: la gran parte delle scene del film sono girate in esterno e di giorno, nel sole accecante del Messico e del confine texano; la messa in forma delle azioni si avvale, senza prediligere una all’altra, dei movimenti di macchina, della cinepresa fissa in campo lungo sfruttando il montaggio interno della recitazione attoriale e in ultima istanza del montaggio vero e proprio sempre e comunque velocizzato dai "cut" all’interno della stessa sequenza o da brevi dissolvenze in nero quando si interrompe l’unità di luogo, tempo o azione.
A differenza dei tradizionali tournage che si immaginano (e normalmente sono) noiosi e pedissequi, i set di Rodriguez si immaginano facilmente come dei ritrovi giovali, sempre pronti alla risata e all’allegria in generale come sembra testimoniare l’arbre magique che sventola allegro all’interno di un elicottero traballante oppure nella serie delle coltissime citazioni quali quella in cui Machete cavalca con sicurezza un missile, immagine "suggerita" da quella medesima del Dottor Stranamore di Kubrick o nella bonaria presa in giro dei virtuosismi di Christopher Nolan quando Mel Gibson si trasforma in una sorta di "Due Facce".

E infine ci teniamo per buon ultimo lui, Danny Trejo, il simpatico pendaglio da forca che anche più di Edward Bunker, suo collega di una vita intera passata al fresco e per un periodo anche compagno di cella, si scopre corpo attoriale definitivo, la cui bruttezza è una calamita per corpi femminili del calibro di Michelle Rodriguez, Jessica Alba o Linsday Lohan oppure ancora Lady Gaga.
E, potete esserne sicuri, tante altre ancora ne verranno.
Un personaggio, Danny, le cui rarissime frasi hanno già lo statuto di sentenze definitive con cui marchiare a fuoco le t-shirt ("Machete improvvisa", "Machete non twitta"...) e che, come un angelo della vendetta, ha trovato negli smaglianti machete la sua arma di distruzione di massa.
Divertimento assicurato.