CAST & CREDITS

cast:
Gael García Bernal, Fele Martinez, Daniel Gimenez-Cacho, Lluis Homar, Francisco Boira, Javier Cámara

regia:
Pedro Almodóvar

distribuzione:
Warner Bros

durata:
105'

produzione:
Agustín Almodóvar, Pedro Almodóvar

sceneggiatura:
Pedro Almodovar

fotografia:
José Luis Alcaine

La Mala Educación | Recensione | Ondacinema

La Mala Educación

di Pedro Almodóvar

drammatico, Spagna (2004)

di Luca Baroncini

Voto: 6.0
Il nero del peccato e il rosso della carnalita' si fondono nei poster stracciati che compongono i bellissimi titoli di testa, mentre la parola "passione" suggella la fine della torbida vicenda imbastita da Pedro Almodovar. In mezzo tutte le sue ossessioni: il film nel film, il marcato anticlericalismo, le icone gay del cinema (questa volta Sara Montiel nel drammone "Esa Mujer"), i colori vivaci spalmati con estro e brio, gli amori impossibili, il gusto per la provocazione, i dettagli sessuali piccanti, i tradimenti, le lacrime, i tacchi a spillo, i seni posticci, i vestiti pacchiani e le parrucche cotonate. Insomma, tutto l'universo bizzarro a cui il regista spagnolo ci ha da sempre abituati.

Da spettatori viziati ed esigenti, però, finiamo per dare per scontata la ricchezza visiva e, grattando la sofisticata superficie, questa volta restiamo un po' delusi. L'aspetto più interessante, alla lunga purtroppo anche il limite maggiore, è il complicato intersecarsi di tre diversi livelli narrativi che intrecciano, spesso senza soluzione di continuità, flashback, fiction e realtà, dando vita a una progressione suggestiva e ai limiti del virtuosismo, ma non così efficace. Se l'impianto riesce a sedurre, infatti, le motivazioni dei personaggi e il forte pulsare dei loro cuori, unito all'accendersi dei sensi, disperdono il potenziale coinvolgimento in una meccanicità poco comunicativa. E l'ennesimo amore omosessuale in chiave clerico-pedofila finisce per stiracchiarsi troppo nel passaggio dalla commedia al noir, dando vita a un teatrino grottesco che matura incapace di esplodere, e la cui drammatica vitalità resta perlopiù nelle intenzioni.

Poco giova alla riuscita del film la scelta come protagonista di Gael Garcia Bernal, sguardo furbetto tutt'altro che languido e movenze da calciatore in panchina, vittima di un personaggio cruciale ma un po' irrisolto: travestito per caso, gay per necessità o amante per desiderio? Il film prova a renderne le molteplici sfaccettature, ma si perde in altri interrogativi, non altrettanto brucianti, disseminati lungo un racconto labirintico e cerebrale.

(in collaborazione con Gli Spietati)