CAST & CREDITS

cast:
Angelina Jolie, Elle Fanning, Sharlto Copley, Juno Temple, Lesley Manville, Imelda Staunton, Sam Riley, Brenton Thwaites

regia:
Robert Stromberg

distribuzione:
Walt Disney Pictures

durata:
97'

produzione:
Walt Disney Pictures, Roth Films, Moving Picture Company (MPC)

sceneggiatura:
Linda Woolverton, John Lee Hancock

fotografia:
Dean Semler

scenografie:
Gary Freeman, Dylan Cole

montaggio:
Chris Lebenzon, Richard Pearson

costumi:
Anna B. Sheppard

musiche:
James Newton Howard

Maleficent | Recensione | Ondacinema

Maleficent

di Robert Stromberg

fantasy, Usa (2014)

di Giancarlo Usai

Voto: 2.5

C'era una volta Walt Disney e la sua industria fabbrica-sogni, con quel gusto per l'epica così strettamente legata al sapore classico delle sue storie e dei suoi protagonisti. Nei film d'animazione e, solo in parte, nei live­-action, la Disney è sempre riuscita nel miracoloso tentativo di riportare al cinema le ambientazioni fiabesche dei più grandi narratori.

Uno di questi è senza dubbio Charles Perrault e una di queste favole è "La bella addormentata nel bosco". Tornare alla vicenda di Aurora dall'altro versante, cercando di mettere in scena il "lato oscuro" della vicenda, quello della perfida Malefica che vive nell'oscurità e vuole il male della giovane principessa, era davvero rischioso. In primo luogo, perché, come sempre, "plasmare" per esigenze commerciali una pietra miliare del cinema fantasy lascia sempre interdetti per la sua inutilità. E poi, in questo caso specifico, le controindicazioni erano almeno altre due: da una parte il passaggio dal cartone animato a un kolossal abbondantemente debitore alla computer grafica, e dall'altra la scelta di virare il racconto (fondamentalmente un prequel non dichiarato) su toni horror.

Si sa, nell'immaginario collettivo il cinefilo è sempre affascinato dalle sfaccettature del personaggio negativo, del villain, dalle sue molteplici personalità. Ma sgombriamo subito il campo dagli equivoci: di misterioso e seducente il personaggio di Malefica, nel disastroso adattamento diretto da Robert Stromberg, non ha davvero nulla. Bidimensionale nonostante il 3D, piatto e anonimo nonostante i lineamenti sinuosi e inconfondibili della diva delle dive, quell'Angelina Jolie che si diverte a pronunciare frasi autoironiche come "Io odio i bambini", la strega del bosco è il frutto di troppe menti in sede di sceneggiatura, con idee poche e confuse.

Se nella fiaba di Perrault e nel cartoon Disney avevamo riconosciuto il rispetto dei ruoli, per cui Malefica contrastava il Bene in quanto naturale suo contrappeso, in questo episodio della storia si tenta una vacua rilettura dello stereotipo del Male stratificato, proveniente da traumi e delusioni che ne hanno indirizzato la strada verso la crudeltà. In mezzo a scenografie ormai sempre uguali, a sfondi in digitale fin troppo riconoscibili e ricopiati di pellicola in pellicola, la macchina da presa va a catturare i ricordi di una giovane fata protettrice del Bosco, attaccato da esseri umani spietati e cinici. Il ribaltamento dell'animo di Malefica è solo consequenziale ai tradimenti perpetrati dall'uomo nei confronti suoi e della natura rigogliosa.

Il film è un terribile fallimento da qualsiasi angolazione lo si guardi. È irrisolto nel rapporto fra le due protagoniste femminili, drammaticamente sciatto nell'uso degli effetti speciali visivi e della grafica computerizzata, incomprensibile, infine, nella sua stessa ragion d'essere. La povertà di idee di soggettisti e sceneggiatori, a quanto pare, affligge anche un paradiso perduto come la Disney, costretta a dileggiare e violare i propri miti pur di ricavarne nuove occasioni per imbastire mostruosità macina-dollari. Con il problema del lieto fine e del nemico sconfitto, così, per le favole classiche non resta che ricorrere ai prequel, al "vediamo da dove si è arrivati al punto nodale".

Seppure la premessa non è eticamente irreprensibile, pure qualche volta ci siamo concessi il beneficio del dubbio per farci sorprendere positivamente: ma nelle confuse origini di Malefica non c'è nulla da salvare. Quel lato oscuro da indagare è, purtroppo, solo e nient'altro che un pretesto per un'esplosione di magniloquenza visiva fuori controllo. Una cosa resta nella mente: il rossetto abbagliante e il sorriso irripetibile della Jolie che tenta, anche in veste di produttrice, di dare un po' di nerbo a un personaggio inutilmente resuscitato per essere vilipeso agli occhi delle giovani generazioni di spettatori.