CAST & CREDITS

cast:
Meryl Streep, Amanda Seyfried, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgård, Julie Walters, Christine Baranski, Dominic Cooper

regia:
Phyllida Lloyd

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
108'

produzione:
Universal Pictures, Playtone, Littlestar Productions, Internationale Filmproduktion Richter

sceneggiatura:
Catherine Johnson

fotografia:
Haris Zambarloukos

scenografie:
Maria Djurkovic

montaggio:
Lesley Walker

costumi:
Ann Roth

musiche:
ABBA (Stig Anderson, Benny Andersson, Björn Ulvaeus)

Mamma Mia! | Recensione | Ondacinema

Mamma Mia!

di Phyllida Lloyd

musical, Usa/Uk (2008)

di Diego Capuano

Voto: 6.0

Gli svedesi ABBA furono uno dei gruppi più celebri della storia della musica leggera con qualcosa come 370 milioni di copie vendute in tutto il mondo. A lungo bistrattati dalla critica musicale e collocati alla stregua del più classico dei gruppi da canzonetta usa e getta, in anni più recenti hanno ottenuto le proprie rivincite, tanto che anche artisti di prim'ordine li hanno citati tra i grandi compositori della musica pop. Come in ogni diatriba che si rispetti continueranno a schierarsi i due partiti, i pro e i contro, ma, fatto sta, che alcuni brani del gruppo restano innegabilmente contagiosi.

Uno dei più celebri, "Mamma Mia!" (dall'omonimo, terzo album, "ABBA", 1975) è anche il titolo del musical in due atti scritto dalla drammaturga inglese Catherine Johnson.
Semplice la trama: la giovane Sophie è prossima al matrimonio e per il grande giorno vorrebbe accanto a sé il padre che non ha mai conosciuto. Chiamerà a rapporto i tre possibili candidati, scatenando turbamenti e incertezze dalla madre Donna.
Il musical debuttò il 9 aprile 1999 al teatro Prince Edward di Londra. Impiegò non molto tempo ad approdare a Broadway, quando il 18 ottobre 2001 fu messo in scena al Winter Garden Theatre, dove ebbe e dove continua ad avere un successo strepitoso.
Dalla canzone omonima a "Honey, Honey", da "Dancing Queen" a "Voulez-Vous", da "S.O.S." a "I Do, I Do, I Do, I Do, I Do", da "Waterloo" a "The Name of the Game": le canzoni più celebri della band ci sono quasi tutte.

La versione cinematografica di "Mamma Mia!", diretta da Phyllida Lloyd, altro non è che una fedele trasposizione del musical teatrale, anche se entrambi si rifanno ad un semi-sconosciuto film del 1968 interpretato da Gina Lollobrigida: "Buonasera, Signora Campbell" di Melvin Frank.
La fotografia di Haris Zambarloukos è perennemente luminosa, così da rendere la piccola isola di Kalkairi, in Grecia (per gli esterni il film è stato davvero girato nello stato dell'Europa Meridionale, mentre gli interni sono stati realizzati nei Pinewood Studios in Inghilterra) un luogo in continuo stato di buonumore che nemmeno l'arrivo di tre diverse personalità può scalfire ma, anzi, renderà l'ambiente ancora più scintillante di colori e di musica.

La pellicola, però, è lontana sia dal musical post-moderno (vedi "Moulin Rouge") sia dall'opera rock ("The Rocky Horror Picture Show" o "Jesus Christ Superstar") sia dai numeri musicali fedeli allo spirito broadwayano (da "Cabaret" a "Chicago"). Tornano piuttosto in mente alcuni musical di Stanley Donen e in partcolar modo "Sette spose per sette fratelli", di cui "Mamma Mia!" potrebbe essere l'ingenuo nipote. Manca la maestria registica che fu del maestro e se la scelta di optare per una paesaggistica che non scade nell'effetto cartolina ma vi finisce in maniera del tutto consapevole è sanamente anacronistica, il film sembra come imprigionato da uno schema privo di personalità e per questo alla lunga un po' stancante. Come un onesto scherzo da luna park, con un cast ricco di nomi di punta, a cominciare da una Meryl Streep canterina (ma in "Radio America" di Robert Altman era tutt'altra cosa), che offre nella maggior parte dei casi la sensazione di divertirsi un mondo anche se, bisogna dirlo, il risultato potrebbe apparire agli occhi dello spettatore tanto spiritoso e divertente quanto irritante, a seconda dei gusti.

E "Mamma Mia!" è tutto qui, in questo tuffo nel musical degli anni 50 attraverso spiriti e umori dei 70, nel suo sprizzare energia e gioia di vivere che pure potrebbe essere contagiosa.
Ma se non si è ben predisposti più che pagare il biglietto per il film è consigliabile procurarsi un buon Greatest Hits degli ABBA.