Ondacinema

recensione di Luca Sottimano
7.5/10

Situazioni surreali, personaggi stralunati, scambi nonsense e brevissima durata: in "Mandibules", presentato fuori concorso alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia, non manca nessuno degli ingredienti che costituiscono la riconoscibile firma del suo regista, il francese Quentin Dupieux. Lo spunto di partenza del suo nuovo lavoro ha tinte coeniane e raiminiane: quando Jean-Gab e Manu, due amici un po’ sempliciotti, trovano una mosca gigantesca intrappolata nel bagagliaio di un’auto, decidono di addestrarla per farci un sacco di soldi. Dopo varie peripezie, incontrano per strada una ragazza che, scambiando Jean-Gab per un vecchio compagno di scuola, li invita nella sua villa, dove sta trascorrendo le vacanze con due amiche.

Ma Dupieux è debitore solo verso se stesso. Da "Réalité" (che narra di un cinghiale dalle cui interiora fuoriesce una videocassetta e un eczema immaginario che colpisce un conduttore televisivo) riprende il motivo "fantastico" come innesco della trama, senza però sconfinare mai in territori horror (nonostante più volte ne imposti gli assunti, ingannando gli spettatori) quanto invece, come l’ha presentata il regista, in una "commedia sincera e genuina sull’amicizia". Da "Doppia Pelle" (prima sua opera arrivata nel nostro paese, seppur solo in streaming) smorza infatti i toni dark per sterzare verso toni grotteschi più leggeri e di facile accesso. Di "Au poste!" ritroviamo invece la parlata francese gergale e biascicata, allora pronunciata dal personaggio interpretato da Benoît Poelvoorde. Veicolare il grottesco attraverso il linguaggio può ricordare quanto fatto (in maniera molto più estrema) da Bruno Dumont col il commissario di polizia delle miniserie "P'tit Quinquin" e "Coincoin et les Z'inhumains", ma qui la principale fonte di ilarità è incanalata da una ragazza che, a causa di un danno celebrale, non può fare a meno di urlare ogni volta che apre bocca. La sua interprete è Adèle Exarchopoulos che, rivelando una notevole e inaspettata vena comica, cerca di svestire i panni dell’altra Adele con cui è ancora oggi conosciuta.

Ma non si pensi a una commedia escapista: come nei lavori sopra citati, rimane la sensazione che sotto l’apparenza Dupieux tracci un discorso semplice ma efficace. Coincidenza o meno, riprende una dinamica assai diffusa ultimamente: l’invasione dello spazio dei ricchi da parte della classe meno abbiente. Se subito associabile a "Parasite", è in verità da lunga data ricorrente in tutto il cinema asiatico: "Ferro 3", "Vive l'amour". Trascendendo però da qualunque riflessione classista o sociale: la crisi economica resta sullo sfondo e non ci è dato sapere se la vita di espedienti dei due protagonisti sia coatta o libera scelta. Gli interessa piuttosto evidenziare un essenziale assioma: Jean e Jean-Gab e Manu sono ben consci del loro livello di imbecillità, se ne divertono, lo sfruttano e arrivano alla conclusione che "non importa avere tanti soldi, conta stare sempre insieme". Sono i giovani ricchi i veri squinternati, storditi dall’opulenza, velo sotto cui tentare di nascondere o superare problemi irrisolti con i genitori ora assenti e incomprensioni con coetanei, nell’illusione che basti una piscina in giardino ad alleviarli. Ma tra amiche non riescono a comunicare, tra fratelli non fanno che pungersi, e cadono vittime di un (involontario) tranello di cui loro stessi sono la miccia.

Questa volta l’intrusione di un corpo estraneo non è l’innesco con cui far implodere un intero nucleo famigliare (come in "Teorema" di Pasolini, vero urtex del filone), ma forse quanto almeno una sveglia con cui accendere le loro coscienze intorpidite. Peccato allora che l'etichetta "commedia surreale" non sia (ancora) un buon biglietto da visita per entrare ai Festival: "Mandibules" avrebbe meritato di concorrere nella selezione ufficiale.


08/09/2020

Cast e credits

cast:
Roméo Elvis, India Hair, Adèle Exarchopoulos, Grégoire Ludig, David Marsais


regia:
Quentin Dupieux


titolo originale:
Mandibules


distribuzione:
Memento Films


durata:
77'


produzione:
Chi-Fou-Mi Productions


sceneggiatura:
Quentin Dupieux


fotografia:
Quentin Dupieux


scenografie:
Joan Le Boru


montaggio:
Quentin Dupieux


costumi:
Isabelle Pannetier


musiche:
Metronomy


Trama
Quando Jean-Gab e Manu, due amici un po’ sempliciotti, trovano una mosca gigantesca intrappolata nel bagagliaio di un’auto, decidono di addestrarla per farci un sacco di soldi.
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