CAST & CREDITS

cast:
Maggie Smith, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Judi Dench, Dev Patel, Penelope Wilton, Celia Imrie, Ronald Pickup

regia:
John Madden

distribuzione:
Twentieth Century Fox Film Corporation

durata:
124'

produzione:
Fox Searchlight, Partecipant Media, Imagenation Abu Dhabi

sceneggiatura:
Ol Parker

fotografia:
Ben Davis

scenografie:
Alan MacDonald

montaggio:
Chris Gill

musiche:
Thomas Newman

Marigold Hotel | Recensione | Ondacinema

Marigold Hotel

di John Madden

commedia, Gran Bretagna (2011)

di Paolo D'Alessandro

Voto: 7.0

Neanche in tarda età, quando l'esperienza e il troppo tempo per riflettere richiamano alla sobrietà e al (cinico?) realismo, si può ignorare il richiamo alla rinascita. Specie se il richiamo proviene dall'India, per elezione e cliché luogo in cui "ritrovare se stessi". Sprovvisti di zainetti e furgonicini wolksgwagen propri di altre generazioni, ma con lo stesso malcelato disorientamento, un'assortita squadra di inglesi agée si ritrova al "Best Exotic Marigold Hotel" di Jaipur, nel cuore della maestosa regione del Rajasthan: attratti dalla prospettiva di un hotel restaurato di fresco, completo di ogni lusso, i sette si trovano in una bettola gestita da un indiano maldestro ma determinato (Sonny, interpretato da Dev Patel). Attratti dalla prospettiva di una vacanza rilassata, di un disimpegno esistenziale, si troveranno a fare i conti con le proprie vite.

"Marigold Hotel" è soprattutto una grande impalcatura per incastrare sette grandi attori in un impianto di commedia che, come il mestiere inglese vanta da decenni, macina situazioni comiche ed emotive (quasi) a orologeria, senza preoccuparsi troppo di sottotesti e connotazioni. Il film è impastato con la stessa medietas borghese di cui sono fatti i protagonisti: l'importante è l'amenità del viaggio (per quanto simpaticamente funestato), non certo le possibili deviazioni. Ed ecco in proscenio i nostri senili sette: Evelyn (Judi Dench), casalinga da poco vedova e conseguentemente squattrinata; Douglas (Bill Nighty), ex funzionario governativo vessato dalla moglie Jean (Penelope Wilton); la ex-maggiordoma Muriel (Maggie Smith), in odore di altezzosità e razzismo; il giudice Graham (Tom Wilkinson) che torna in India in occasione del pensionamento; il casanova Norman (Ronald Pickup), in cerca di nuove avventure amorose; e la pluridivorziata Madge (Celia Imrie), altrettanto incline al corteggiamento.

Al di là dell'intrattenimento offerto dal meccanismo e dal finissimo incastro del cast, diverte lo sguardo di John Madden sulla terza età, una volta tanto "disinfettato" dal trattamento riservatole dallo spirito dei tempi (fin dalla dicitura 'terza età', c'è da dire): c'è ancora tanto da dire, da vivere, e da mettere in discussione anche all'inizio del "viale del tramonto", c'è anche qualche spinta positiva altra dal mettere poeticamente i puntini sulle i a qualche percorso incompiuto. Ma, per quanto rassicurante, questa versione della vecchiaia sa di artificioso, di un'edulcorazione che resta chiusa fra le pareti crepate di questo "grazioso" alberghetto indiano. Per due ore e qualcosa, il sorridente e vitale commiato che questi allegri vegliardi si offrono negli ultimi anni di vita sembra persino la migliore delle prospettive possibili, lontano dalla solitudine e dal naturale declino che la nostra cultura (e di conseguenza il nostro cinema) deve ancora imparare a elaborare.