CAST & CREDITS

cast:
Jamel Debbouze, Alain Chabat, Fred Testot, Lambert Wilson, Géraldine Nakache, Liya Kebede, Patrick Timsit

regia:
Alain Chabat

distribuzione:
Made in Italy Film

durata:
104'

produzione:
Amandine Billot, Alain Chabat

sceneggiatura:
Alain Chabat, Jeremy Doner

fotografia:
Laurent Dailland

scenografie:
Matthieu Beutter

montaggio:
Maryline Monthieux

costumi:
Olivier Bériot

Marsupilami | Recensione | Ondacinema

Marsupilami

di Alain Chabat

comico, Francia (2013)

di Vincenzo Lacolla

Voto: 4.5
Popolarissimo in Francia, il Marsupilami, buffo e raro animaletto dotato di notevole scaltrezza, di una coda lunghissima e d'un morbido pelo giallo e maculato, è già stato protagonista di alcune strisce a fumetti (disegnate da André Franquin nel 1955) e di due serie animate (una delle quali trasmessa anche dalla televisione italiana). Approda ora sul grande schermo grazie ad Alain Chabat, volto molto noto oltralpe nonché figura jolly dello spettacolo: attore comico al cinema e in televisione, occasionalmente regista, produttore, e, in origine, anche fumettista. Dentro il suo "Marsupilami", Chabat ha miscelato un po' tutte queste sue svariate competenze, confezionando un pastiche sconclusionato e grossolano, tutto costruito sul goffo protagonista da lui stesso interpretato, il giornalista Dan Geraldo, che, pur di procurarsi uno scoop eccezionale e salvare la sua carriera, si ritrova nella fittizia ed esotica Palombia insieme a un'improbabile guida locale, il "veterinario" Pablito, che lo trascinerà in un avventuroso giro nella giungla durante il quale i due incontreranno il leggendario animale, realizzando un' antica profezia che salverà il mondo.

C'è un po' di tutto in questo giocattolone per famiglie non proprio sofisticato che ha riscosso grande successo in patria. Il bizzarro sodalizio che s'instaura tra i due protagonisti è una simpatica (e banale) cornice buddy che lega tante scenette più o meno riuscite, schierate in rapida sequenza. Nell'inarrestabile susseguirsi di carnevalate allegre e pacchiane, balletti variopinti, scopiazzature più o meno manifeste e (poche) trovate abbastanza spassose, spicca l'ampia parentesi satirica affidata a Lambert Wilson, strampalato dittatore con la mania di Céline Dion che ci ricorda inevitabilmente il più felice collega Sacha Baron Cohen.

Registicamente Chabat conferma la tendenza dei suoi lavori precedenti e ne conserva pressoché tutti i difetti (si veda in particolare il suo "Asterix & Obelix - Missione Cleopatra"). Eppure, tra diverse banalità pseudo-ecologiste più o meno implicite, profluvi di scene fracassone e momenti decisamente scult (su tutti l'avance di un arzillo chihuahua che finisce per usare impropriamente il condotto uditivo dello sventurato Pablito), in "Marsupilami" si avverte un mestiere abbastanza collaudato che, proprio perché del tutto legato a una comicità immediata, frivola e prettamente corporea, esprime, forse inavvertitamente, un retrogusto vagamente nostalgico. Probabilmente anche in virtù di questo è meno insopportabile di tante inutili "trappole per famiglie" e, nel suo essere orgogliosamente demenziale ma non troppo idiota, può riuscire a intrattenere un pubblico per niente esigente, disposto a sorbirsi un pastrocchio tutto sommato lieve e privo di pretese.