Recensioni

La maschera di cera

di Jaume Collet-Serra

horror, Usa (2005)

CAST & CREDITS

cast:
Elisha Cuthbert, Chad Michael Murray, Paris Hilton, Brian Van Holt

regia:
Jaume Collet-Serra

distribuzione:
Warner Bros

durata:
113'

produzione:
Dark Castle/Village Roadshow Pictures

sceneggiatura:
Chad Hayes, Carey W. Hayes

fotografia:
Stephen Windon

La maschera di cera | Recensione | Ondacinema

La maschera di cera

di Jaume Collet-Serra

horror, Usa (2005)

di Alex Poltronieri

Voto: 7.0
In mezzo a tanti horror anemici e insipidi, nati sulla scia del successo del metafisico "The Ring", ecco spuntare un oggetto quasi anomalo e demodé.
Trattasi di "La maschera di cera" di Jaume Collet-Serra, remake solo nominale del film con Vincent Price del '53.

Nulla di epocale ovviamente, il plot non potrebbe essere più scontato e sembra quasi la copia carbone di quello del recente remake di "Non aprite quella porta": un gruppo di giovani in viaggio, rimane in panne con l'auto proprio nei pressi di una cittadina deserta e del suo sinistro museo delle cere. Inutile dire che l'imponente e spettrale edificio, e i suoi temibili proprietari, nascondono più di un segreto, e che per i protagonisti sarà un bagno di sangue.

Slasher in pieno stile new horror anni 70 (Tobe Hopper e Wes Craven insegnano), incredibilmente sadico e divertente, il film di Serra è uno dei migliori horror visti questi stagione (non che la concorrenza fosse agguerrita).
La tensione è costante (nonostante la durata non breve, visto il genere di pellicola), alcuni effettacci splatter lasciano il segno (occhio alle dita mozzate!) e un paio di sequenze, come quella nel cinema (in cui si proietta ad libitum "Che fine ha fatto Baby Jane?), assurgono quasi a cupa metafora dei nostri tempi, e non si scordano facilmente. Il finale incendiario, poi, è incredibilmente elaborato e spettacolare, nonchè inquietante, col suo dispiegarsi delirante di corpi in disfacimento e liquidi in ebollizione.

Al pubblico maschile piaceranno le due protagoniste femminili, Elisha Cuthbert (già conturbante porno-diva ne "La ragazza della porta accanto), e Paris Hilton (che, dopo essersi esibita in un - auto? - ironico spogliarello, fa una fine atroce, per la gioia dei suoi detrattori).

Notevoli le musiche di John Ottman, che rieccheggiano il mitico Bernard Herrmann, e martellante colonna sonora a base di Prodigy, Deftones, Stooges, Marilyn Manson e Interpol.
Producono Joel Silver e Robert Zemeckis (con la sua Dark Castle, già dietro a recenti horror dall'impianto classico come "I 13 Spettri" e "Ghost Ship"), ma il film, almeno in patria, è stato un sonoro flop.