CAST & CREDITS

cast:
James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Kevin Bacon, Rose Byrne, January Jones, Nicholas Hoult, Oliver Platt

regia:
Matthew Vaughn

distribuzione:
20th Century Fox

durata:
132'

sceneggiatura:
Ashley Miller, Zack Stentz, Jane Goldman, Matthew Vaughn, Bryan Singer, Sheldon Turner

fotografia:
John Mathieson

scenografie:
Chris Seagers

montaggio:
Eddie Hamilton, Lee Smith

costumi:
Sammy Sheldon

musiche:
Henry Jackman

X-Men - L'inizio | Recensione | Ondacinema

X-Men - L'inizio

di Matthew Vaughn

fantastico, azione, Usa (2011)

di Alex Poltronieri

Voto: 5.0
Solleticato da anni dalle major, e richiesto a gran voce dai fan, ecco arrivare, inevitabile, il prequel alle avventure dei mutanti X-Men. Con il ritorno di Bryan Singer, vero factotum della serie cinematografica, in veste di produttore, e lo spigliato Matthew Vaughn (già alle prese con un fumetto in "Kick Ass") in regia, e la promessa di realizzare un prodotto all'altezza delle aspettative degli appassionati degli uomini X, creati dalla fantasia di Stan Lee e Jack Kirby.
 
Si torna indietro nel tempo, al 1962, per svelare la genesi del team di mutanti-reietti intenzionato a salvare il mondo da un'imminente conflitto bellico. Il giovane e idealista Charles Xavier, potente telepate, convinto che tra uomini e mutanti possa instaurarsi un rapporto di integrazione, e il violento e vendicativo Erik Lehnsherr, capace di controllare i metalli (diventerà il villain "storico" Magneto), sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti e intenzionato ad eliminare chi lo aveva torturato e ammazzato la propria famiglia, si alleano e diventano amici, per fronteggiare una comune minaccia. Inizialmente assieme alla C.I.A., e poi senza l'ausilio del governo, i due mutanti, aiutati da una squadra di novellini alle prese con il controllo dei propri poteri, tenteranno di impedire al viscido Sebastian Shaw di scatenare una guerra nucleare tra Usa e Russia. Ispirandosi ai primi numeri dei fumetti pubblicati a partire dal 1963, e alla lontana alla serie del 2006 "X-Men: First Class", ideata da Jeff Parker e Roger Cruz, in cui venivano rielaborate le origini dei supereroi mutanti, la sceneggiatura firmata da ben cinque persone (il soggetto è opera anche di Bryan Singer e Sheldon Turner, nomination all'Oscar per "Tra le nuvole") è, come al solito, abbastanza sgangherata, sfilacciata e priva di pathos. E se il rapporto tra il progressista Xavier e il tormentato Lehnsherr-Magneto è affrontato con maggior complessità rispetto ai film precedenti, rendendo più fatalista e struggente il conflitto tra i due amici-nemici (che da un certo punto di vista ricordano il saggio Obi Wan Kenobi e l'iracondo Anakin Skywalker nella nuova trilogia di "Star Wars"), tutto il resto rimane sullo sfondo e non ingrana mai.
 
Il tema del mutante come diverso, metafora quantomai attuale tanto cara a Singer, è sbiadito e superficiale, e la cornice "storica", lievemente distopica (sono stati i mutanti ad impedire che la guerra fredda diventasse qualcosa di più preoccupante per le sorti dell'umanità), che tira in ballo addirittura la crisi dei missili di Cuba e Kennedy, è posticcia, inutile. Vaughn trasforma una delle più fantasiose serie di comic book mai create in una sorta di clone dei film di James Bond, con tanto di intrighi internazionali, servizi segreti, location esotiche ad hoc (Argentina, Russia, Londra...) e un megacattivone (Kevin Bacon) che sorseggia brandy nel suo sottomarino (il ghiaccio se lo procura direttamente dagli iceberg sopra la sua testa) mentre complotta per far entrare due nazioni in guerra tra loro. E l'Erik Lenhsherr-Magneto interpretato dal carismatico Fassbender, freddo killer alla ricerca degli assassini dei genitori, tradisce più di un debito (anche nel look) nei confronti degli 007 di Sean Connery e Daniel Craig. A livello di continuity nei confronti dei fumetti originali è meglio non interrogarsi, e certamente più di un fan storcerà il naso (la prima formazione degli X-Men era composta da Ciclope, Angelo, Bestia, Marvel Girl e l'Uomo ghiaccio, di questi solo uno compare nel film di Vaughn, mentre altre licenze sono francamente incomprensibili, a partire dai personaggi creati ex novo o da quelli stravolti e trasportati in un periodo storico con cui non hanno nulla a che spartire), ma anche i rapporti con le pellicole precedenti (ma cronologicamente successive) sono confusi.
 
Ma pur sorvolando su certe pecche di cui solo qualche aficionados potrebbe lamentarsi, il film fatica a divertire e troppi personaggi, nonostante gli sforzi del giovane e promettente cast (capeggiato dalla bella Jennifer Lawrence-Mystica, vista di recente in "Un gelido inverno"), sono tratteggiati in maniera approssimativa e gli sfondoni nel ridicolo non mancano (i costumi sgargianti dei mutanti non hanno nessuna giustificazione logica). Viene da chiedersi se i realizzatori dei film degli "X-Men" abbiano mai letto un fumetto in vita loro. Comunque, confezione professionale con bella fotografia "vintage" di John Mathieson e musiche sixties di Henry Jackman (sui titoli di coda, invece, una brutta canzone dei Take That).
 
Questa volta Stan Lee non compare nel suo abituale cameo, in compenso Hugh Jackman-Wolverine entra in scena per dieci secondi, ed è la scena più bella e spiritosa dell'intera pellicola.