CAST & CREDITS

cast:
A.J. Cook, Sebastian Roché, Vik Sahay, Simon Quarterman

regia:
William Brent Bell

distribuzione:
Moviemax

durata:
89'

produzione:
FilmDistrict, Incentive Filmed Entertainment, Prototype

sceneggiatura:
William Brent Bell , Matthew Peterman

fotografia:
Alejandro Martínez

montaggio:
William Brent Bell, Robert Komatsu, Tim Mirkovich

costumi:
Monica Florescu

musiche:
Brett Detar

La metamorfosi del male | Recensione | Ondacinema

La metamorfosi del male

di William Brent Bell

horror, Usa (2013)

di Antonio Pettierre

Voto: 4.0

A livello emotivo il Cinema crea nello spettatore commozione, terrore, felicità, cioè deve far piangere, paura o ridere. Il genere horror fondamentalmente agisce sulla creazione di terrore di chi guarda (e prima della nascita del Cinema in chi leggeva).
Il giovane regista William Brent Bell dopo il successo commerciale del suo precedente film "L'altra faccia del diavolo" ci riprova. Se lì trattava temi stravisti sul satanismo e possessione diabolica, ambientando il tutto a Roma, qui si sposta in Francia, nei boschi vicino a Lione (anche se il film è completamente girato in Romania) per raccontare l'ennesima variante della leggenda del lupo mannaro.

Negli ultimi anni il genere sta vivendo un momento di ricerca di nuovi temi e di nuovi spunti stilistici. E se c'è stato un fermento nelle cinematografie di lingua spagnola e francese o interessanti opere di autori provenienti dall'Estremo Oriente o dall'Australia e Nuova Zelanda, al contrario la produzione in Usa (degli studios o indipendente) sta attraversando una crisi di idee in un tentativo di aggiornare il genere horror. Ci sono prove più o meno riuscite come, ad esempio, quelle di James Wan ("Insidious") oppure il cinema di Rob Zombie ("Halloween - The Beginning"), ma siamo lontani dalla rivoluzione apportata negli anni 70 e 80 da maestri come John Carpenter, Sam Raimi, Tobe Hooper, Wes Craven, George Romero o Dario Argento.

Il film di Bell è distante anni luce da tutto questo e la sua messa in scena risulta alquanto stantia. Riprende temi classici del passato (l'uomo lupo, appunto) e li riveste con tematiche sociali (tipiche del cinema degli anni 70). La giovane avvocatessa Kate Moore (americana che vive in Francia) prende le difese di Talan Gwynek accusato dalla polizia di essere l'assassino di un feroce triplice omicidio. Supportata da un collaboratore investigativo e da uno scienziato esperto di animali feroci suo ex fidanzato, cerca di dimostrare l'innocenza del suo assistito. Ma ben presto scopriranno che Talan è un lupo mannaro che era controllato dai genitori. L'uccisione del padre in un finto incidente causato da un commissario di polizia corrotto fa scattare la sua rabbia. In questo caso il risveglio del mostro è causato da una speculazione terrena che vede coinvolta l'amministrazione locale.

Ma tutto questo è appena abbozzato e alla fine risulta solo un mero pretesto narrativo per giocare con la macchina da presa. Bell utilizza di nuovo il found footage, come nel suo precedente film, aggiungendo riprese in tempo reale. Ma se, da un lato, l'espediente stilistico è ormai abusato e sviscerato da registi ben più dotati del giovane americano, dall'altro l'utilizzo della camera a mano in perenne movimento, per imitare le riprese dal vero o i servizi giornalistici, è a dir poco irritante e alla fine stancante per lo spettatore. L'impianto della struttura filmica è fin troppo televisivo più che cinematografico e anche gli attori provengono da quel medium e la loro recitazione ne risente con dialoghi che spesso risultano imbarazzanti per la loro banalità. Oltretutto, Bell sbaglia clamorosamente anche la messa in quadro confondendo i punti di vista. Un esempio su tutti: quando la giovane avvocatessa insieme ai due collaboratori va in auto a trovare la madre del suo cliente la cinepresa è fissa all'interno dell'auto come quarto passeggero assente che diventa il punto di vista del regista; all'arrivo c'è un brutto stacco e in campo medio si riprende dal bosco, la casa e i tre personaggi che scendono dall'auto, cambiando completamente il punto di vista che non corrisponde a nulla.
C'è da dire poi che il film negli Usa è stato distribuito direttamente attraverso Internet e in home video. Questo per dire quale fosse la destinazione finale di questo modestissimo prodotto.