CAST & CREDITS

cast:
Seth MacFarlane, Charlize Theron, Liam Neeson, Amanda Seyfried, Giovanni Ribisi

regia:
Seth MacFarlane

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
116'

produzione:
Media Rights Capital, RGB Media

sceneggiatura:
Seth Macfarlane, Alec Sulkin, Wellesley Wild

fotografia:
Michael Barrett

scenografie:
Stephen J. Lineweaver

montaggio:
Jeff Freeman

costumi:
Cindy Evans

musiche:
Joel McNeely

Un milione di modi per morire nel West | Recensione | Ondacinema

Un milione di modi per morire nel West

di Seth MacFarlane

commedia, Usa (2014)

di Federica Bello

Voto: 6.5

Due anni dopo essersi celato dietro le sembianze dell'irriverente orsacchiotto "Ted" (2012), Seth MacFarlane si svela in carne e ossa in questo "Un milione di modi per morire nel West" del quale è regista, co-sceneggiatore - insieme ad Alec Sulkin e Wellesley Wild - e protagonista principale.
Il papà dei "Griffin", folle autore dalla genialità sregolata e fortemente politically uncorrect, ambienta questo suo secondo lungometraggio nel West, precisamente nell'Arizona del 1882, vestendo i panni dell'allevatore di pecore Albert Stark. In seguito ad una figuraccia, rimediata in un duello con la pistola davanti a tutti gli abitanti della città, Albert viene lasciato dalla fidanzata Louise (Amanda Seyfried) per il facoltoso Foy (Neil Patrick Harris).

Tuttavia, presto l'allevatore s'imbatte nella misteriosa Anna (Charlize Theron), bellissima pistolera in fuga dal marito e sanguinario fuorilegge Clinch Leatherwood (Liam Neeson). Tra i due sboccia l'amore e questo forte legame spinge Albert a trovare la forza d'animo per sopravvivere nel difficile e impervio mondo del West.

"Un milione di modo di morire nel West" è chiaramente una parodia del genere, infarcita di ogni cliché caro a questa tipologia di film (dal duello, alla rissa nel saloon) ma non solo: MacFarlane centra nel mirino uno dei momenti più bui, violenti e arretrati della storia degli Stati Uniti, dissacrandolo con ogni mezzo a sua disposizione. Il risultato è un frullato d'irriverenza, che spesso fa centro e altre volte si sfilaccia in momenti dove la trama (esile, a dire il vero) sembra quasi un pretesto per arrivare al momento di una nuova battuta, denotando una certa macchinosità d'insieme. Risultano davvero divertenti i camei che, di tanto in tanto, fanno capolino nella storia: particolarmente riuscito e a effetto quello di Cristopher Lloyd, il Doc di "Ritorno al Futuro".

Tra i momenti più intensi e divertenti, spicca il viaggio spirituale di Albert, che dopo aver ingurgitato una bevanda indiana, si lascia andare a visioni mistiche, dove realtà e paradosso consuonano all'unisono.  Effettivamente, nonostante la sua natura grottesca, questa sequenza cita i riti iniziatici degli indiani d'America, che affidavano al volo ascetico, nel "cerchio magico" della mente, la maturazione del proprio io.

MacFarlane si avvale di comprimari di prim'ordine, come un irresistibile Giovanni Ribisi, illibato e devoto cristiano, fidanzato con la prostituta Ruth (Sarah Silverman), desiderosa di arrivare al matrimonio "vergine"; e di una Charlize Theron a suo agio in un ruolo comico nel quale una volta di più da sfoggio della sua versatilità.
Tra sequenze esilaranti e irriverenti, la pellicola conferma il vivido talento di Seth MacFarlane, riuscito, col tempo, a creare un marchio riconoscibile in tutte le sue creazioni, caratterizzate da un umorismo tanto sagace quanto grottesco: una formula vincente per un pubblico eterogeneo.