CAST & CREDITS

cast:
Tom Cruise, Thandie Newton, Rade Serbedzija

regia:
John Woo

distribuzione:
Paramount pictures

durata:
123'

produzione:
Paramount pictures

sceneggiatura:
Robert Towne

fotografia:
Jeffrey Kimball

montaggio:
Stuart Baird

costumi:
Lizzy Gardiner

musiche:
Hans Zimmer

Mission: Impossible 2 | Recensione | Ondacinema

Mission: Impossible 2

di John Woo

azione, Usa (2000)

di Alberto Mazzoni

Voto: 7.0

Avendo soldi a sufficienza, il giusto curriculum e il physique du role, Tom Cruise decide di prodursi un vehicle: un film completamente dedicato alla sua persona e volto a sancire definitivamente il suo ruolo di star. A partire dalla prima memorabile sequenza di free climbing il messaggio dell'attore è inequivocabile: sono il più fico del pianeta.

Saggiamente Cruise chiama a dirigere il regista perfetto per l’epica d’azione: John Woo, maestro del cinema hardboiled orientale (“Bullett in the Head”, “The Killer”) che traferitosi negli USA non ha all’epoca ancora dato il meglio di sè (“Face Off” è interessante ma non riuscito del tutto). Il debito del cinema hollywoodiano post-Matrix nei confronti del cinema di Hong Kong è noto ed evidente: ad esempio nei combattimenti il montaggio frenetico da videoclip viene sostituito dalla slow motion, e diventa parte essenziale della regia di ogni scontro a fuoco il gioco di prospettiva in cui si deve tener conto di quel che vede il protagonista, di quel che vede il nemico e di quello che vedi tu spettatore. In “Mission Impossible 2” Woo dispiega tutto questo armamentario di trucchi ma ci mette anche le sue due passioni personali: le colombe che svolazzano qua e là nei momenti clou, e soprattutto il tema del doppio, che già era il principale asse narrativo di “The Killer”. Non è un caso che il titolo ufficiale del film sia M:I-2 che si può leggere come “sono io due (persone)?”. Tra l’agente segreto freelance Ethan Hunt (Tom Cruise) e il suo avversario Ambrose è infatti tutto un vertiginoso rincorrersi di scambi, di riflessi, di simmetrie. Ambrose fin dall’inizio si traveste da Hunt per impadronirsi del virus Chimera, a sua volta antitesi speculare del vaccino perfetto Bellerofonte. Il suo progetto è di mettersi in società con la compagnia farmaceutica che ha il vaccino e poi diffondere l’epidemia. Per recuperare il virus il piano di Hunt è di convincere una ex di Ambrose, l’abile ladra Nyah (una bellissima Thandie Newton), a tornare da lui e carpire le informazioni necessarie per l’azione. Ovviamente Hunt si innamora di Nyah ricambiato quindi la tensione è alta.

La sceneggiatura è nella media del genere con un paio di colpi di scena interessanti, e qualche passaggio tirato invece via, ma quello che conta sono le sequenze d’azione, girate magistralmente dalla prima all’ultima. Woo riesce a creare adrenalina non solo con gli scontri maschili a suon di pistole e calci volanti, ma anche e soprattutto nelle scene con protagonista Thandie Newton: un inseguimento automobilistico/erotico, uno scambio di buste tra la folla (la sequenza migliore del film), una passeggiata su un molo o verso una scogliera. Il film non è esente da difetti: i personaggi secondari sono inesistenti e nello scontro finale - parecchio acrobatico - allo spettatore è richiesta la stessa sospensione dell’incredulità che in un film di supereroi, ma l’episodio è comunque il migliore della serie (in particolar modo superiore a "Mission Impossible III"). Lo stile con cui è girato è così fortemente personale da renderlo infatti un prodotto anomalo e interessante tra i blockbuster del decennio. Data la mutata congiuntura globale, John Woo adesso è tornato in Cina (dove ha già girato lo splendido e innovativo “La battaglia dei tre regni”), quindi M:I-2 rimarrà forse come la sua opera migliore sul suolo americano, anche se non al livello delle produzioni asiatiche.

Chi aveva l’età giusta all’epoca ricorderà infine con affetto la tamarrissima theme song “Take a Look Around” dei Limp Bizkit.