Mister Link | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Diego Testa
6.0/10

Quinto lungometraggio animato di Laika Entertainments, "Mister Link" è l'ennesima prova di quei signori che a oggi sono i portabandiera, insieme ad Aardman Animations, dell'animazione in stop-motion, o passo uno. Una tecnica che comunemente viene riferita all'animazione manuale degli elementi e dei personaggi in scena; in questo caso si tratta di puppet animation, ossia la manipolazione di pupazzi o modellini nei singoli fotogrammi.

Handmade animation

Dal 2009 gli studi Laika hanno proposto un'animazione legata alla riproduzione e manipolazione dei modellini per fondare la propria produzione quasi interamente sulla tecnica sopra descritta, ibridando il modellismo con la computer grafica al fine di giungere ad un compromesso tra la fisicità dei pupazzi e la spettacolarità ed elasticità della CGI, finalizzando prodotti artisticamente preziosi, floridi e, a seconda dei riferimenti di ogni produzione, intelligentemente declinati al genere del film.
"Mister Link" è la storia del primate Mr. Link che contatta l'esploratore inglese Sir Lionel Frost chiedendogli di accompagnarlo nella valle di Shangri-La alla ricerca dei suoi simili, conosciuti come Yeti. A ostacolare la missione dell'esploratore, il leader reazionario della "Società dei grandi uomini", preoccupato, al tramonto del XIX secolo, di vedersi scalzato dalle visioni progressiste e moderne di uomini come Frost.

"Mister Link", come da tradizione degli studi, incasella temi impegnativi in una struttura avventurosa da bambini. Frost e Link, quest'ultimo anche ribattezzato Susan, si lanciano in una frenetica rincorsa che cambierà i reciproci sogni e le motivazioni, alterando la natura di un legame dapprincipio reciprocamente utilitaristico e infine sbocciante in un'amicizia necessaria e profonda. La lotta di Frost e Link contro la chiusura mentale della "Società dei grandi uomini" suggerisce la vittoria della determinazione e della capacità di sapersi stupire del nuovo, del diverso, un monito che Laika virtualmente rivolge ad un'animazione pop a volte impantanata in strutture ad uso e consumo di un pubblico facilmente appagabile da ciò che è noto e dunque rassicurante. Messaggio di apertura al prossimo, all'altro e alla scoperta (quel Missing perduto del titolo originale!) ribadito anche nel finale laddove la stessa alterità si chiude al mondo che li potrebbe danneggiare.

Tradizione e mitezza espressiva

La regia di Chris Butler, un altro nome noto in Laika insieme a quello di Travis Knight, pilota una rincorsa avventurosa tra panorami naturalistici e risse western, duetti da buddy comedy e slapstick gag. Butler confessa di aver pensato a "Mister Link" come una commistione tra il viaggio a tappe di "Il giro del mondo in 80 giorni" e il respiro avventuroso di "Indiana Jones". I riferimenti a romanzo e film si sprecano, tanto da farne un calco innamorato e inerte, finendo per esserne un rifacimento. Laika Entertainment ha sempre dimostrato una visione classica dell'animazione, non pretendendo mai di appropriarsi del materiale a cui attinge, quanto piuttosto riversarne il contenuto nel loro raffinato contenitore animato a mano.
In "Mister Link" si avverte una stanchezza espressiva, troppo costretto dal didascalismo mimetico dei riferimenti da cui Butler attinge. Diversamente da quanto accade in "Rango" in cui la citazione western finisce per essere un'unica grande bolla metafilmica, "Missing Link" trae un'ispirazione costantemente classicistica. Certamente le tematiche scelte sono ancora una volta encomiabili e sfondano i confini del film per bambini ma la forza espressiva spegne la fiamma vitalistica espressiva, spesso alimentata solamente dalla rifinitura della tecnica artistica.

Su quest'ultima vale la pena fare un discorso che coinvolga altri film animati recenti.
Per "Mister Link" sono stati investiti circa 100 milioni di dollari per produrre centinaia di variabili tra location e set, milioni di espressioni facciali per tutti i personaggi (flop al botteghino mondiale con 36 milioni di dollari incassati)[1], costumi prodotti a mano per una serie modellini di 30 centimetri (i dettagli tra peluria, accessori ed elementi in scena è impressionante). Laika propone stavolta quadri al limite del perfezionismo, alternando panorami caldi e ampi a montagne affilate e ghiacciate mentre la regia di Butler si diverte ad alternare tagli di regia dinamici e siparietti orizzontali da foglio cartaceo. La CGI, oltre a confezionare scene maggiormente dinamiche o difficilmente replicabili con effetti analogici (come il mostro di Lochness in apertura), infiocchetta sfondi e riempie di cromie e di personaggi minori le scene. L'occhio sembra quasi non percepire il movimento dei pupazzi per la scelta di girare on ones, cioè scegliendo una immagine a 24 fotogrammi al secondo invece di 12 (on twos) come accade per "Coraline", ad esempio.
"Mister Link" dunque opta per un'animazione fluida, movimentata e profondamente affinata, cosciente Butler di voler portare su schermo un film tanto semplice quanto in grado di rapire l'occhio, restituendo mondi vivi e vibranti, anche a scapito di lesinare sull'inventiva. In questo caso "Mister Link" deve confrontarsi con film animati dalla portata artistica altrettanto impattante che uniscono ambizioni anche concettuali. "Spider-Man: Into the Spider Verse" gioca con le connotazioni audiovisive a cui fa continui riferimenti (fumetto, anime); o ancora, per rimanere nel campo della tecnica del film, si pensi a come "Il piccolo principe" (2015) alterni digitale e stop-motion, attraverso l'ausilio di quest'ultima animando in forma cartacea il mondo del romanzo.
"Mister Link" è il grande investimento produttivo di Laika, pur risultando un fallimento commerciale: questi studi di animazione americani puntano alle vette espressive tra le più ambiziose nel mercato cinematografico, però devono riuscire ad aggiungere una forza espressiva altrettanto pervicace, come fu per la Pixar di Lasseter e compagnia a partire dal 2000, per entrare tra i grandi dell'animazione americana e non solo.

Vincitore del Golden Globe per il miglio film d'animazione 2020.

[1] Fonte: boxofficemojo.com


13/10/2020

Cast e credits

cast:
Zach Galifianakis, Hugh Jackman, Zoe Saldana, Stephen Fry


regia:
Chris Butler


titolo originale:
Missing Link


distribuzione:
01 Distribution


durata:
95'


produzione:
Laika, Annapurna Pictures


sceneggiatura:
Chris Butler


fotografia:
Chris Peterson


scenografie:
Nelson Lowry


montaggio:
Stephen Perkins


musiche:
Carter Burwell


Trama

Fine del XIX secolo. Il primate Mr. Link contatta l'esploratore inglese Sir Lionel Frost chiedendogli di accompagnarlo nella valle di Shangri-La alla ricerca dei suoi simili, conosciuti come Yeti. A ostacolare la missione dell'esploratore, il leader reazionario della "Società dei grandi uomini", preoccupato di vedersi scalzato dalle visioni progressiste e moderne di uomini come Frost. 

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