CAST & CREDITS

cast:
Michael Caine, Clémence Poésy, Justin Kirk, Jane Alexander, Gillian Anderson, Anne Alvaro

regia:
Sandra Nettelbeck

distribuzione:
Officine Ubu

durata:
116'

produzione:
Sidney Kimmel Entertainment, SCOPE Invest, Bavaria Pictures, Elzévir Films, Scope Pictures, Senator

sceneggiatura:
Sandra Nettelbeck

fotografia:
Michael Bertl

scenografie:
Stanislas Reydellet

montaggio:
Christoph Strothjohann

costumi:
Ramedhan Levy Maira, Maira Ramedhan Lévy

musiche:
Hans Zimmer

Mister Morgan | Recensione | Ondacinema

Mister Morgan

di Sandra Nettelbeck

commedia, drammatico, sentimentale, Francia/ Germania/ Belgio (2013)

di Diego Capuano

Voto: 6.0

"Mister Morgan" è un film che nasce da una perdita. Fino a che punto una regista dedita alla leggerezza del cinema d'autore (o presunto tale) europeo può piegare la carineria verso lidi più propriamente drammatici? Se la morte del padre  ha spinto Sandra Nettelbeck, prevalentemente nota per il successo di "Ricette d'amore"  a realizzare il film, il fulcro dalle tonalità agrodolci (più dolci che agre) ha dovuto virare verso emozioni più amarognole.

Superata la prima drammatica sequenza, in verità ci si presenta una commedia che obbedisce alla propria produzione globale: tratto dal romanzo "La douceur assassine" della francese Françoise Dornr e ambientato a Parigi, realizzato da una regista e da produttori tedeschi e interpretato da un attore inglese ma noto a livello mondiale. Questa multiculturalità è riprodotta nei meccanismi comici nel modo più ovvio: attraverso escamotage linguistici che, inutile sottolinearlo, in una versione anche parzialmente doppiata perdono qualsiasi senso logico.
L'espediente dello straniero (in questo caso un americano) che vive da anni all'estero senza aver appreso nemmeno la lingua del posto non è certo nuovo. Qui riesce a mantenere un equilibrio e a non irritare perché risulta essere soltanto un accettabile stratagemma per introdurre Matthew Morgan e farlo interagire con la francese Pauline. Il film si basa essenzialmente sulla conoscenza tra l'anziano Matthew e la giovane Pauline, il più classico incontro tra due solitudini metropolitane che, dietro alla facciata dell'apparenza che sembrerebbe indicare due personalità agli antipodi, nasconde un'intimità bisognosa di un completamento che soltanto la aleatorietà della vita può offrire. L'americano scontroso e grigio che ha perso la moglie e la francese estroversa e solare insegnante di cha cha cha che ha perso il padre. Ne nasce un rapporto che trascende quello filiale e che in cuor proprio nasconde forse un irrealizzabile amore, capace di eludere l'attrazione sessuale. Per rendere plausibile il tutto, lo spettatore deve accettare la sospensione dell'incredulità, intravedere nei gesti  e negli occhi di Pauline quella unicità che Mr.Morgan percepisce sin dal primo incontro in autobus. Quella salvifica opportunità che fa da rinascità ad una stanca quotidianità.
Con l'entrata in scena dei figli dell'uomo il film acquisisce un'inclinazione melodrammatica che prima richiama al pettine irrisolti nodi familiari, perlopiù riconducibili alla scomparsa della moglie di Matthew, dopodichè i sentimenti dei giovani intraprendono direzioni inaspettate e al contempo prevedibili ai fini della narrazione.

Difatti "Mister Morgan" non è un film che splende di originale luce né finge di farlo. Nemmeno evita tutti i clichè del caso. Sarebbe però ingiusto negargli una delicatezza e una sincerità che alleggeriscono tonalità non sempre leggere e brillanti (le quasi due ore di durata non sono poche).
Alla fine la pellicola della Nettelbeck contiene un classico messaggio di speranza, di chi edulcora con discrezione piccole e grandi penurie della quotidianità.
Ma, più di ogni altra cosa, risulta essere un film di Michael Caine. Un attore che, spoglio delle sovrastrutture di recenti blockbuster che lo hanno visto co-protagonista, si mette sommessamente in scena, risultando indiscutibilmente il motivo più valido per essere spettatori dell'ultimo amore del suo Mister Morgan.