CAST & CREDITS

cast:
Jon Foster, Sienna Miller, Peter Sarsgaard, Mena Suvari, Nick Nolte, Omid Abtahi

regia:
Rawson Marshall Thurber

distribuzione:
01 Distribution

durata:
95'

sceneggiatura:
Rawson Marshall Thurber

fotografia:
Michael Barrett

scenografie:
Maher Ahmad

montaggio:
Barbara Tulliver

costumi:
Wendy Chuck

musiche:
Theodore Shapiro

I misteri di Pittsburgh

di Rawson Marshall Thurber

drammatico, commedia, Usa (2008)

di Alex Poltronieri

Voto: 5.0
"E' l'inizio dell'estate ed eccomi qui nell'atrio di un grande albergo alto mille piani, dove una sfilza di ascensori lunga un chilometro e un'interminabile scia rossa di inservienti gallonati mi aspettano per portarmi su, su, in alto fra gli appartamenti di finanzieri, spie e stelline, dritto davanti all'ormeggio dello zeppelin sul tetto art déco, dove il grosso dirigibile d'agosto è sferzato dai venti".

E' il 1988 quando un giovanissimo scrittore, Michael Chabon, probabilmente la miglior penna in attività oltreoceano, esordisce con un romanzo chiamato "I misteri di Pittsburgh", emozionante sintesi tra racconto di formazione, spaccato di un'epoca, ritratto dolceamaro della provincia Usa, narrato con prosa incredibilmente ricca e sincera. L'acclamatissima opera prima di Chabon è stata solo il preambolo ad una lunga lista di successi letterari (e non, vedi il flirt con il mondo del cinema -lo script di "Spider Man 2" - e quello dei fumetti, con la serie dedicata all'Escapista), coronata dalla vittoria del premio Pulitzer per il fluviale capolavoro "Le fantastiche avventure di Kavalier & Clay". Ma torniamo al 1988, a "Pittsburgh", a Art Bechstein il protagonista del romanzo in oggetto. La lunga estate di Art, introverso studente alle prese con scelte importanti, è segnata dall'incontro con diversi personaggi: l'amicizia con l'omonimo Artur, l'amore per la coetanea e solare Phlox, il rapporto ambiguo con il rude Cleveland e la sua splendida fidanzata Jane. Ma dall'altro lato c'è l'ingombrante, e inquietante, presenza del padre, noto malavitoso del luogo, intenzionato a far intraprendere ad Art scelte ben precise e definitive. "I misteri di Pittsburgh" è soprattutto il racconto di una presa di coscienza che passa attraverso la sessualità (Art intreccia un triangolo amoroso con l'amico omosessuale Arthur e Phlox), messa su carta da Chabon con raro pudore e intimismo, l'amore, la morte (il libro si conclude con un crescendo da thriller che sfocia in un evento a dir poco tragico).

Vent'anni dopo. Il regista Rawson Marshall Thurber (improbabile autore del demenziale "Dodgeball - Palle al balzo") porta sul grande schermo il romanzo di Chabon, in una pellicola insapore e priva di finezze, che solo a tratti riesce a vivere di rendita sulle spalle del talento dello scrittore di "Wonder Boys". Qualche scelta di casting azzeccata (Nick Nolte nel ruolo del papà-gangster è perfetto, benché stia poco in scena, Peter Sarsgaard riesce a dare al suo Cleveland la giusta ambiguità) e affossata da altre sbagliatissime (Jon Foster non riesce a trasmettere nessuna empatia, Sienna Miller si limita a fare la bella statuina), ma a non far decollare il film è soprattutto una sceneggiatura priva di spessore che non si limita a massacrare il romanzo di Chabon eliminandone grosse porzioni, ma addirittura cancellandone dei personaggi essenziali (Arthur non compare nel film, la dualità etero - omosessuale è risolta interamente nel personaggio di Cleveland, mentre Phlox-Mena Suvari è ridotta a macchietta nel ruolo dell'ex fidanzata gelosa e vendicativa, forse per dare più spazio al personaggio di Jane - Sienna Miller, piuttosto marginale nell'opera di Chabon). Chi non ha familiarità con Chabon difficilmente potrà credere che alle spalle di questo esile filmetto wannabe Sundance possa esserci un grande autore: Thurber ha gioco facile quando si limita a riproporre fedelmente le parole dello scrittore, facendo uso e abuso di una voce over, altrimenti incappa in banalità da cinema indie per teenager (Pittsburgh come una bella serie di cartoline con Iron & Wine e Ryan Adams in colonna sonora) o grevità francamente inutili (i fan della Suvari e della Miller non avranno di che lamentarsi vista la generosità con cui le due attrice si offrono alla macchina da presa, non che questo giustifichi la visione della pellicola).

In definitiva quella che poteva essere una ghiotta occasione per far vivere in tre dimensioni gli indimenticabili personaggi di Chabon si è tradotta in una pellicola di poco conto che passa senza lasciare nulla, non a caso in patria sonoro flop di critica e pubblico. Da noi direttamente in dvd dopo due anni d'attesa, distribuita da Minerva Video.