CAST & CREDITS

cast:
Dominic West, Caitriona Balfe, Jack O Connell, Julia Roberts, George Clooney

regia:
Jodie Foster

distribuzione:
Sony Pictures

durata:
98'

produzione:
TriStar Pictures, LStar Capital, Smokehouse Pictures, Allegiance Theatre

sceneggiatura:
Jamie Linden, Alan DiFiore, Jim Kouf

fotografia:
Matthew Libatique

montaggio:
Matt Chesse

musiche:
Dominic Lewis

Money Monster - L'altra faccia del denaro | Recensione | Ondacinema

Money Monster - L'altra faccia del denaro

di Jodie Foster

drammatico, thriller, Usa (2016)

di Stefano Guerini Rocco

Voto: 7.0

È tutto pronto nello studio televisivo di "Money Monster", il programma che, tra una sfilata di ballerine in abiti succinti e un roboante jingle musicale, elargisce consigli finanziari a telespettatori sprovveduti. I tecnici si preparano in postazione, gli autori apportano le ultime al copione, produttori e assistenti siedono già in cabina di regia. Finalmente arriva anche Lee Gates, giornalista sornione e chiassoso quanto lo show che conduce: lo spettacolo può cominciare. Qualcosa però si inceppa nel rodato meccanismo della messinscena: durante la diretta irrompe Kyle Budwell, un ragazzotto di estrazione proletaria che ha perso tutti i suoi risparmi a causa di un cattivo investimento. Budwell è arrabbiato, certo, ma non è in cerca di vendetta, bensì di risposte: vuole sapere come è stato possibile che le sue azioni abbiano bruciato 800 milioni di dollari in un solo pomeriggio, lasciando sul lastrico centinaia di piccoli investitori come lui. È con questo intento che, armato di pistola e di giubbotto esplosivo, costringe Gates e i suoi collaboratori a dimenticare l'intrattenimento becero e piacione e a trasformarsi in veri giornalisti investigativi. Ma siccome tutto è showbiz, il sequestro è orchestrato e condotto a favore di telecamera: the show must go on.

Alla sua quarta prova dietro la macchina da presa, grazie anche a un valido allenamento in tivù (le serie di culto "House of Cards" e "Orange is the New Black"), Jodie Foster centra finalmente il bersaglio. Presentato fuori concorso a Cannes 2016, in contemporanea con la distribuzione in sala, "Money Monster - L'altra faccia del denaro" è un onesto thriller di intrattenimento puro, capace di strizzare l'occhio all'attualità e a certo cinema d'impegno civile, senza però commettere l'errore di prendersi troppo sul serio.

Il modello di riferimento dichiarato dalla regista stessa è "Quel pomeriggio di un giorno da cani" di Sidney Lumet, anche se, ripercorrendo la recente filmografia della Foster, il pensiero corre inevitabilmente al fulminante, teso, palpitante "Inside Man". Certo, qualsiasi paragone sarebbe impari: "Money Monster" non può contare né sulla claustrofobica alienazione dell'iconico capolavoro con Pacino, né sull'adrenalinica complessità di Spike Lee. Tuttavia la regia lineare, coerente e senza fronzoli regala al film una pulizia e una genuinità ammirevoli: rinunciando a qualsiasi tentazione autoriale, Foster abbraccia una convenzionalità di linguaggio che, in questo caso, fa rima con solidità drammaturgica (se non addirittura con classicità).

Al risultato concorrono certamente anche le prove degli abili protagonisti: George Clooney (anche produttore) e Julia Roberts, divi di consumato mestiere, e soprattutto Jack O'Connell, giovane astro in ascesa che gioca la sua performance sul crinale sottile tra rabbia e disperazione. Il merito principale è però di una sceneggiatura che, al netto di qualche semplificazione inopportuna, sa costruire uno spettacolo appassionante e coinvolgente, basato su un senso del ritmo quasi inappuntabile. E con il pregio ulteriore di coltivare e alimentare per tutta la durata della narrazione un controcanto ironico arguto e sinceramente divertente, che salva il film dalla deriva retorica e moralista sempre in agguato.

Peccato solo che Foster e i suoi sceneggiatori non abbiano trovato il coraggio di approfondire una critica sociale più corrosiva. Il ritratto dello spietato mondo della finanza, con i suoi meccanismi ambigui e i suoi sordidi faccendieri, non aggiunge nulla di nuovo alla rappresentazione comune. Qualche sferzata più incisiva, anche se solo furtivamente accennata, è invece riservata al sistema dei media e della comunicazione. Un universo implacabile e feroce quanto quello delle banche, pronto a lucrare sulle umane miserie, a farsi beffe della vita e della morte, a trasformare tutto in entertainment da consumare e buttare senza impegno. Come quando Patty, la regista del programma, chiede al cameraman di avvicinarsi al sequestratore perché "è in ombra". A "Money Monster", forse, non avrebbe guastato un po' del cinismo che dimostrano i suoi personaggi.