CAST & CREDITS

regia:
Dan Scanlon

distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures

durata:
104'

produzione:
Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures

sceneggiatura:
Robert L. Baird, Daniel Gerson, Dan Scanlon

fotografia:
Matt Aspbury, Jean-Claude Kalache

scenografie:
Ricky Nierva

montaggio:
Greg Snyder

musiche:
Randy Newman

Monsters University | Recensione | Ondacinema

Monsters University

di Dan Scanlon

animazione, commedia, Usa (2013)

di Diego Capuano

Voto: 7.0

Quando la Pixar, nel cinema contemporaneo casa di produzione Regina nella realizzazione di sogni e magie per nuove e vecchie generazioni, ha iniziato a sviluppare sequel di fortunate pellicole (dal bellissimo "Toy Story 3 - La grande fuga" al meno interessante "Cars 2") le perplessità dei fan hanno cominciato ad aleggiare nell'aria. Ma come - si chiedevano i tantissimi ammiratori - proprio la Pixar Animation Studios, che ci aveva abituati ad attenderci l'inimmaginabile, si poggia su allori pur se nobili comunque già esplorati?
Così John Lasseter e soci, straordinari artisti ma anche ormai vecchi marpioni dell'establishment hollywoodiano, hanno preso l'industria in parziale contropiede: non un sequel, bensì un prequel. E per realizzare ciò il classico predestinato scelto è stato nientemeno che "Monsters & Co." (2001), per qualcuno (compreso chi scrive) Il capolavoro dei Nostri.

La verità è però probabilmente diversa. Il marchio ha prodotto nel corso degli anni una quantità sterminata e variegata di gadget. Ieri i ragazzi di oggi e oggi i bambini che hanno recuperato i vecchi Pixar (e relativi oggettini immessi sul mercato) grazie all'home video, hanno scatenato la propria immaginazione. Molti sono coloro che hanno favoleggiato sulle vite di ieri e di domani di Mike Wazowski e James P. "Sulley" Sullivan. Nel mondo di oggi simili personaggi hanno già un proprio passato, forse ancor più di un ipotetico futuro: vite create dagli spettatori grazie a una creatività che deriva proprio dalle radici che hanno prodotto i frutti delle fantasticherie: quelle del mondo Pixar che, paradossalmente o forse no, con la genialità di mostrarci ciò che non abbiamo ancora visto, ci ha sicuramente indotti ad aspettative fuori dall'ordinario. Se, dunque, i frutti non obbediscono più alla logica passata, la delusione è generatrice di un processo che penalizza più del necessario gli esiti artististici degli artefici di questi immaginifici mondi. Chi per anni ha viaggiato ad alta quota ha l'obbligo di un riposo non più che fugace.
Ma, dopo i deboli (se rapportati ai precedenti lavori) "Cars 2" e "Ribelle - The Brave", se il risveglio c'è, risulta ancora sonnacchioso.

Il piano dei realizzatori è indubbiamente elementare: come la coppia di protagonisti di "Monsters & Co." divennero il duo principe degli spaventi di Mostropoli. Per farlo attraversarono prevedibili tappe: l'antipatia iniziale, i dissapori, la conoscenza, le affinità, l'amicizia, la morale finale. Questo cammino è incatastato in un circuito e un meccanismo ben definito: l'ambientazione è quella dell' università per mostri (la Monsters University, per l'appunto), l'azione/ motivo conduttore è quello delle prove da superare per laurearsi come gruppo più spaventoso dell'università (Mike e Sulley saranno aiutati da alcuni improbabili e sfigati spaventatori). Gli esiti saranno misuratamente inaspettati.

Come preventivato il film si rifà più ad "Animal House " di John Landis (e coevi college movie) piuttosto che alla neovolgare commedia statunitense.
Il principale insagnamento è: presi singolarmente i due protagoniste hanno straordinarie capacità, ma restano incompiuti. La collaborazione che si fa amicizia produce risultati e completa la coppia, pronta per il reale percorso che regalerà loro tante soddisfazioni. Anche se il finale,  panoramica su future foto, ci suggerisce che ciò che abbiamo visto è soltanto la prima tappa della gavetta, ponendoci un dubbio: poteva la storia universitaria dei due protagonisti essere soltanto una porzione di un prequel capace di attraversare davvero le più svariate tappe della pre-celebrità?
Indipendentemente dai palesati dubbi, il divertimento, seppur raramente geniale e certamente regressivo rispetto al film del 2001, è immancabile: le peripezie di Mike e Sulley sono dignitose e i due sono figure tanto straordinarie che il rivederli in azione sul grande schermo provoca sovente sussulti di gioia e commozione, al di là della necessità dell'operazione.