CAST & CREDITS

cast:
Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon, Laurence Fishburne, Marcia Gay Harden, Laura Linney

regia:
Clint Eastwood

distribuzione:
Warner Bros.

durata:
138'

produzione:
Warner Bros.,Village Roadshow Pictures, NPV Entertainment, Malpaso Productions

sceneggiatura:
Brian Helgeland

fotografia:
Tom Stern

scenografie:
Henry Bumstead

montaggio:
Joel Cox

musiche:
Clint Eastwood

Mystic River | Recensione | Ondacinema

Mystic River

di Clint Eastwood

drammatico, thriller, Usa (2003)

di Antonio Pettierre

Voto: 9.0

Vittime e carnefici

Jimmy, Sean  e Dave sono tre ragazzini che giocano per strada in un quartiere periferico di Boston. Mentre stanno scrivendo i loro nomi sul cemento fresco del marciapiede due fantomatici poliziotti li rimproverano e costringono Dave a salire sulla loro auto.

Inizia così "Mystic River", venticinquesimo film di Clint Eastwood, con un rapimento di un ragazzino da parte di due pedofili. Dave, dopo quattro giorni, riuscirà a fuggire e tornare a casa violentato nel corpo e nell'anima. Eastwood in due sequenze e poche battute di dialogo riesce a mettere in scena un macigno morale su cui poggerà tutto lo sviluppo diegetico del film.

Eseguendo un ellissi temporale la vicenda si sposta venticinque anni più tardi. Con una linearità tipica del suo cinema, Eastwood condensa l'intensità drammaturgica nella messa in scena e l'utilizzo di interpretazioni che donano spessore ai personaggi e rendono in modo diretto la complessità delle interazioni tra di loro. I tre ragazzini sono cresciuti. Jimmy Markum (Sean Penn) è un malavitoso che gestisce un emporio, sposato in seconde nozze e con una figlia diciannovenne avuta dalla sua prima moglie. Sean Devine (Kevin Bacon) è un detective della polizia di stato del Massachusetts e Dave Boyle è sposato con un figlio, segnato ancora dalle violenze subite da ragazzino.

La scomparsa della giovane figlia di Jimmy, Katie,  e il ritrovamento del suo cadavere, mette in moto una nuova dinamica dei rapporti tra i tre uomini. Sean indaga sulla morte di Katie, ma Jimmy è impaziente di trovare il responsabile e si farà accecare dalla sete di vendetta. Lo strano comportamento di Dave e i dubbi della moglie Celeste danno la certezza che il colpevole sia il suo amico. Dave con l'inganno viene portato in un bar isolato e fatto ubriacare dai componenti della banda di Jimmy. Dave sale sull'auto nel sedile posteriore e si gira a vedere la strada vuota alle sue spalle, in un'iterazione della stessa inquadratura dell'incipit, quando Dave bambino è costretto a salire sull'auto dei rapitori. Anche lì si gira a guardarsi indietro e vede Jimmy e Sean che non fanno nulla, così come la loro assenza-presenza nella seconda inquadratura dà una cifra morale di un'opera così densa emotivamente come "Mystic River" con un'eleganza formale che fa gridare al capolavoro.

Dave è una vittima predestinata (anche se non la sola) e Jimmy e Sean, su diversi piani, sono carnefici. Jimmy uccide Dave credendo che sia colpevole. Dave professa la sua innocenza dicendo che il sangue che ha visto Celeste è di un pedofilo che probabilmente ha ucciso e non di Katie. Sean scoprirà che invece Katie è stata uccisa per uno stupido gioco da altri due ragazzini (ancora una vittima, ancora due carnefici, in una ripetizione metaforica di un destino ineluttabile a cui non ci si può opporre). Dopo aver capito che Dave è stato ucciso per errore,  Sean dice a Jimmy: "Su quell'auto ci siamo saliti tutti e tre" in una rappresentazione di un senso di colpa per quello che (non) hanno fatto; i tre ragazzini sono stati vittime (e in qualche modo tutti e tre anche carnefici).

 

Il fiume della colpa

La sceneggiatura di Brian Helgeland lavora molto sui dialoghi e sulle ellissi. Eastwood riesce a creare una messa in scena che narra per metonimia, dove molti sviluppi narrativi sono svelati in modo indiretto - sia attraverso il dialogo dei personaggi sia giocando sulla messa in serie di sequenze che non ci sono, ma che lo spettatore può tranquillamente immaginare e ricostruire. E come se il regista americano avesse lavorato sugli spazi bianchi tra una parola e l'altra del suo linguaggio cinematografico. Del resto si ha sempre la sensazione di sapere più di quello che si vede.

Il senso di colpa di questo scuro thriller etico viene metaforicamente mostrato dalle lunghe inquadrature del fiume Mystic. Le immagini del letto d'acqua nero del fiume, che fin dall'inizio punteggiano tutto il film, sono inquietanti e dicono tutto sul malessere che pervade un'intera città, generazione, umanità. E le sue rive sono protagoniste dell'assassinio di Dave da parte di Jimmy. Un assassino doppio perché, mentre sulla scena assistiamo all'omicidio di Dave, ne viene narrato un altro compiuto con le stesse modalità da Jimmy vent'anni prima. Il Mystic River è il cuore di tenebra che lava nel sangue le colpe di Jimmy e della sua famiglia. Ma è un cuore di tenebra che richiede vittime sacrificali (Dave, Katie).

Il fiume è sempre preso dall'alto, così come la strade del quartiere dove vivono Jimmy e Dave, in un parallelismo spaziale che sovrappone la forza cupa del fiume con le strade e le case degli uomini. Il cuore di tenebra è non solo metaforico, ma è quello di Jimmy, di Dave e anche di Sean che alla fine sa tutto ma non fa nulla. Così come di Annabeth, la moglie di Jimmy, che giustifica l'operato del marito perché lui sa "sempre fare la cosa giusta per proteggere la sua famiglia" e anche di Celeste, la moglie di Dave, che non ha il coraggio di credere al marito e lo vende a Jimmy per paura, per debolezza (un'altra vittima che si trasforma in carnefice).

 

Destini incrociati

Girato in soli 39 giorni, con "Mystic River" Clint Eastwood ancora una volta riesce a narrare una storia complessa attraverso una messa in scena scarna, dove ogni inquadratura è curata nel minimo dettaglio.

La macchina da presa non si vede quasi mai, sempre al servizio della bravura di un cast al di sopra di ogni aspettativa (con grandi prove d'attore da parte di Sean Penn e Tim Robbins). Fa eccezione l'uso del dolly e delle panoramiche aeree solo quando si inquadrano il fiume e alcune volte le strade del quartiere, per allargare lo spazio di un perimetro fisico e psicologico ben definito.

I destini incrociati dei vari personaggi del film (sia i protagonisti che i secondari) in un tessuto narrativo dall'ordito complesso, rendono compatto e denso questo film di Eastwood all'interno di una classicità delle forma che fa di "Mystic River" un vero e proprio capolavoro del cinema americano contemporaneo.