CAST & CREDITS

cast:
Aaron Paul, Imogen Poots, Dominic Cooper

regia:
Scott Waugh

distribuzione:
01 distribution

durata:
130'

produzione:
Electronic Arts

sceneggiatura:
George Gatins

fotografia:
Shane Huribut

montaggio:
Scott Waugh

musiche:
Nathan Furst

Need for Speed | Recensione | Ondacinema

Need for Speed

di Scott Waugh

corse automobilistiche, Usa (2014)

di Alberto Mazzoni

Voto: 4.5

Un campagnolo biondo, squattrinato, coraggioso e dal cuore d'oro sfida alle corse un cattivo (e vigliacco) italoamericano ricchissimo di Manhattan che gli ha rubato la ragazza, centinaia di migliaia di dollari e il migliore amico. Chi vincerà?
Un film di macchine può avere un'anima, come l'insuperato "Punto Zero", figlio di tempi migliori, o il crepuscolare "Ronin" che ambiva a parlare di altro ma rimane nel cuore per gli inseguimenti nei vicoli di Francia. Molti sono i casi di inseguimenti d'auto perfetti che si rubano un film intero, si pensi a quello de "I padroni della notte", o al prefinale di "The Bourne Supremacy".  Niente, niente di tutto questo è presente in "Need for Speed", un film che decide di confrontarsi piuttosto con "Fast and Furious", ne esce vincitore e comunque lascia sconfortati.

Non è chiaro se il punto più basso del film sono gli estenuanti duetti amorosi dei pur volonterosi protagonisti (Aaron Paul e Imogen Poots) due wasp che litigano su chi ha gli occhi più blu, o gli incessanti sketch comici dei personaggi delle minoranze etniche (l'ispanico, il nero, l'indefinito) . Tragicamente, sommando questi due elementi si arriva probabilmente a metà del minutaggio del film (o questa è l'impressione che lasciano nello spettatore). La trama non ha senso né sulla scala del film in toto, né su quella delle singole sequenze, con passaggi logici che superano il limite del comico involontario. Gente che non solo conserva le prove di un delitto ma le fotografa e tiene le foto sul computer di lavoro, cose così. Forse Aaron Paul ha scelto questo film proprio per rilassarsi dopo gli incastri perfetti della trama di "Breaking Bad", chissà.

Gli inseguimenti, perché è per questo che si va a vedere "Need for Speed". Gli inseguimenti fanno venire nostalgia dei "Blues Brothers". Quando i fratelli passano da una highway all'altra, lasciandosi dietro pile di macchine della polizia. Come livello di pathos siamo lì, ma sorprendentemente il numero degli incidenti è molto più basso in "Need for Speed". E' come se tutto il budget si fosse concentrato sull'ultima corsa, con le sue macchine da milioni di dollari, effettivamente quasi erotiche alla vista, ma che non ha molto senso veder correre in strade minuscole e arzigogolate. Il regista, ex stuntman, non è incapace, e riesce ad infilare attimi di velocità ed emozione qua e là, ma alla fine è tutto un curva derapante su curva derapante e corse contromano in cui sono sempre gli altri bravissimi a spostarsi. E punti molto tristi come il rifornimento in corsa e l'assalto dei cacciatori di taglie nel deserto, privi di senso narrativo, del ritmo e del ridicolo.
Ci sono film in cui epica, tecnica e adrenalina vanno insieme. "Need for Speed" non è uno di quelli.