CAST & CREDITS

cast:
Paola Cortellesi, Raoul Bova, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Caterina Guzzanti, Dario Cassini, Valerio Aprea, Lucia Ocone, Lillo

regia:
Massimiliano Bruno

distribuzione:
01 Distribution

durata:
95'

produzione:
* Italian International Film, Rai Cinema, Banca popolare di Vicenza

sceneggiatura:
Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone

fotografia:
Roberto Forza

scenografie:
Sonia Peng

montaggio:
Luciana Pandolfelli

costumi:
Alberto Moretti

musiche:
Giuliano Taviani, Carmelo Travia

Nessuno mi può giudicare | Recensione | Ondacinema

Nessuno mi può giudicare

di Massimiliano Bruno

commedia, Italia (2011)

di Giancarlo Usai

Voto: 6.5

La commedia all'italiana ci manca molto. Ci manca quell'inconfondibile stile dei nostri autori passati, capaci di scrivere con una mano battute irresistibilmente comiche e con l'altra riflessioni profonde e alla portata di tutti su che cosa è il nostro Paese. Senza scomodare i grandi maestri dei decenni d'oro, registi e sceneggiatori bravissimi fotografi dell'Italia contemporanea li abbiamo avuti sempre. Tranne in quest'ultimo periodo, in cui invece è accaduto uno strano fenomeno inverso. Vale a dire, una serie lunghissima di uscite cinematografiche nostrane presuntuose, esageratamente ambiziose, che annunciavano il ritorno in pompa magna della Commedia, senza però averne alcuna forza tipica.

Dal Checco Zalone plurimilionario all'Antonio Albanese troppo stereotipato, fino alla definitiva eclissi della stella Fausto Brizzi, ormai accucciato sugli allori della sua rendita da autore di "cinepanettoni". Tutti i campioni d'incasso di questo 2011 hanno solo sfiorato in superficie quella che è la realtà dell'Italia attuale. Non che l'esordio di Massimiliano Bruno riesca a fare molto di meglio, ma "Nessuno mi può giudicare", almeno, riesce a catturare meglio i "tipi" classici del panorama nazionale.

E se anche la storia della donna della Roma bene che può sopravvivere ai debiti solo inventandosi escort appare troppo debitrice della cronaca degli ultimi tempi, tradendo troppa voglia di inseguire la curiosità morbosa del grande pubblico, è pur vero che il film, sinceramente, fa ridere. E riesce anche a dare uno spaccato di un gruppo sociale variegato e abbastanza originale. Così tutti, dal belloccio Raul Bova al razzista Rocco Papaleo (sua la battuta cult "ve lo meritate Nanni Moretti"), dalla prostituta Anna Foglietta (la più brava di tutti) alla protagonista Paola Cortellesi (poco credibile, a dire il vero, in questo doppio ruolo), tutto il cast gira bene in questo piccolo affresco corale di un mondo romano che ha conosciuto il benessere e combatte contro la sua stessa dignità per non affondare nel malcostume e nel degrado morale.

Bruno deve migliorare su tante cose, la regia, spesso, tradisce una pigrizia che ha qualcosa di televisivo. Ma la sceneggiatura, come detto, regala momenti di comicità autentica e spunti di riflessione intelligenti sulla realtà che ci circonda. Non si tratta, forse, di riflessioni che portano a una visione d'insieme del nostro Paese, come i maestri che non citeremo riuscivano spesso a fare, ma per un giovane autore esordiente, soprattutto se comparato alla media molto deludente dei colleghi che hanno tentato negli ultimi tempi un percorso artistico simile, è un inizio incoraggiante.