CAST & CREDITS

cast:
Ryuhei Matsuda, Hitomi , Masanobu Ando, Shinya Tsukamoto

regia:
Shinya Tsukamoto

distribuzione:
Minerva Pictures

durata:
106'

produzione:
Shin-Ichi Kawahara, Yumiko Takebe, Shinya Tsukamoto

sceneggiatura:
Shinya Tsukamoto

fotografia:
Shinya Tsukamoto, Takayuki Shida

Nightmare Detective | Recensione | Ondacinema

Nightmare Detective

di Shinya Tsukamoto

thriller, Giappone (2006)

di Anna Maria Pelella

Voto: 6.0

Una detective coi tacchi a spillo nella piovosa Tokyo di Tsukamoto può avere una vita difficile, se persino i suicidi non sono come appaiono, poi, è sicuro che avrà filo da torcere. Prima di tutto dai colleghi, che hanno paura di una donna che può essere femminile e professionale al tempo stesso. E poi dall'indagatore dell'incubo, un personaggio misterioso quasi quanto il killer seriale a cui dà la caccia, con straordinarie doti che gli consentono di entrare nei sogni delle persone, ma che vive questo suo dono come una maledizione. E poi c'è lui, il killer, Tsukamoto stesso che, come altrove, si sceglie la parte più ambivalente e nel contempo affascinante.

L'ambientazione di questo nuovo lavoro del maestro giapponese è il suo punto di forza, come pure la recitazione. Un po' meno convincente risulta il plot, altrove assai più intrigante e originale, come nel caso di "Vital" o per lo meno coinvolgente come in quello di "A Snake of June". Le corse notturne tra sogno e realtà sanno un po' di metallico, come neanche in "Tetsuo", e non è presente qui la sanguinosa corporeità di "Tokyio Fist", a fare da contraltare al poco sangue che scorre.

Gli indizi intriganti di cui è piena la prima parte fanno ben sperare, ma dopo quasi un'ora si ha la netta sensazione che Tsukamoto abbia scelto di non svelare nulla di quello che promette: come Kiyoshi Kurosawa prima di lui, sceglie una via più divulgativa a discapito di una profondità altrove sempre presente e qui solo sussurrata. La rappresentazione del male sembra edulcorata a favore di una fruibilità da pubblico non asiatico, che toglie molto alla forza delle immagini del talentuoso regista. Inoltre, il doppiaggio del Dvd italiano uccide il pathos presente nella versione originale, come troppo spesso accade con i prodotti asiatici usciti direttamente in questo supporto e destinati al pubblico di soli estimatori.