CAST & CREDITS

cast:
Paul Rudd, Jennifer Aniston, Justin Theroux, Alan Alda, Malin Akerman, Ken Marino, Joe Lo Truglio

regia:
David Wain

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
98'

produzione:
A Hop Dog, Apatow Productions, Relativity Media

sceneggiatura:
David Wain, Ken Marino

fotografia:
Michael Bonvillain

scenografie:
Aaron Osborne

montaggio:
David Moritz, Robert Nassau

costumi:
Debra McGuire

musiche:
Craig Wedren

Nudi e felici | Recensione | Ondacinema

Nudi e felici

di David Wain

commedia, Usa (2012)

di Paolo D'Alessandro

Voto: 5.5

Cosa succederebbe se si ci lasciasse alle spalle lo stress della città, la routine lavorativa, l'oppressione del denaro? Cosa succederebbe se si scegliesse di condurre una vita più libera e aperta? È questa è la strada da percorrere per Lynda (Jennifer Aniston) e George (Paul Rudd), lei documentarista con la fissa con i pinguini affetti da cancro ai testicoli, lui broker infelice e rassegnato. Improvvisamente disoccupati, i due lasciano la città e il microappartamento appena comprato per riparare dal borioso fratello di lui, ma si imbattono nell'Elysium Bed & Breakfast, comune hippie gestita dal carismatico Seth (Justin Theroux). Nonostante le ritrosie di Lynda, George recide i legami con la vita precedente e tenta, non senza qualche goffaggine, di abbracciare questa comunità, complice lo zampino di Seth, interessato a mettere le mani sulla moglie del nostro. Intanto, un tenace avvocato vuole impossessarsi dei terreni di Elysium per costruire un casinò, e sarà proprio la donna a guidare una crociata "nudista" di protesta per sensibilizzare l'opinione pubblica. 

La gradevolezza di "Nudi e felici" è giustificata soprattutto dal cast, in primis l'innato talento comico Paul Rudd, qui prodotto dall'onnipresente Judd Apatow e diretto da David Wain. Ma Rudd non è solo: un Justin Theroux irriconoscibile e strambo gli fornisce un degno antagonista, mentre la sempre splendida Malin Akerman allunga l'assist per le uniche sequenze memorabili della pellicola. Il resto viene traghettato miracolosamente all'happy ending nonostante la sceneggiatura grezza e sfilacciata, a una riscrittura o due dalla quadratura di intreccio e dialoghi: Wain punta sul consumato repertorio di umorismo sul mondo "fricchettone" e sulla prevedibilità degli archi dei personaggi, solo in rarissime occasioni sfruttate con pieno effetto comico. Peccato poi, e questo ormai è un topos della commedia americana recente, per l'abuso del riferimento a parti genitali maschili. Risparmiati da una possibile e truce tourette visiva, l'area semantica del pene viene esplosa in talmente tante declinazioni che l'evidenza di quanto si diceva poc'anzi, della necessità di ulteriori stesure, diventa lampante. Però, bisogna riconoscerlo, il termine diventa protagonista di una sequenza di volgarità quasi commovente. In parallelo corre un impianto tematico sfocato quanto tradizionale, nonostante i timidi ribaltamenti di prospettiva tipici di questi soggetti e i lampi di brillante parodia hippie tutti affidati al sarcasmo senile del grande vecchio Carvin (Alan Alda). "Nudi e felici" insomma regala momenti di piacevolezza, ma la scrittura è troppo acerba per mordere.

Piccola nota di merito all'adattamento italiano, che, per una volta, ha appiccicato alla pellicola un titolo più sensato (è tutto relativo) rispetto a quello originale, Wanderlust, espressione romantica per "gioia del girovagare", elemento del tutto assente nel film.