CAST & CREDITS

cast:
Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Ivo Avido, Gigio Morra, Antonia Truppo, Nino Frassica, Ninni Bruschetta, Sabrina Ferilli

regia:
Maccio Capatonda

distribuzione:
Medusa Film

durata:
99'

produzione:
Lotus Production, Leone Film Group

sceneggiatura:
Maccio Capatonda, Gianluca Ansanelli, Herbert Ballerina, Daniele Grigolo, Danilo Carlani, Sergio Spaccavento

fotografia:
Massimo Schiavon

scenografie:
Paolo Sansoni

montaggio:
Giogiò Franchini, Maccio Capatonda

costumi:
Chiara Maria Massa

musiche:
Lorenzo Tomio

Omicidio all'italiana | Recensione | Ondacinema

Omicidio all'italiana

di Maccio Capatonda

commedia grottesca, Italia (2017)

di Matteo De Simei

Voto: 6.5

Quando Oscar Carogna fece la sua comparsa per la prima volta all'interno di "Unreal TG" per poi approdare nella serie "Mario" (all'interno della rubrica "La morte del giorno in HD"), Marcello Macchia, in arte Maccio Capatonda, aveva compiuto l'ennesima genialata all'interno dei suoi numerosi sketch. Quella di sottolineare, tra originali gag demenziali, lo sciacallaggio e la disumanità di alcune fonti di "informazione" di fronte alla tragedia. Oltre a Carogna, Maccio ha estrapolato dal suo folto repertorio di personaggi bislacchi, anche una coppia di rozzi analfabeti attratti dal variopinto mondo televisivo, i fratelli Peluria. Dal mix di queste due rappresentazioni surreali nasce "Omicidio all'italiana", il suo secondo lungometraggio, dopo l'esordio (non perfettamente riuscito) di "Italiano medio". La squadra tecnica e artistica è rimasta quasi la stessa ma in questa seconda sortita, Maccio sembra essere riuscito a trovare il giusto equilibrio tra l'irrefrenabile e discontinuo slapstick demenziale e l'esigenza di una rappresentazione cinematografica.

Pino Peluria è il sindaco di Acitrullo, uno sconfinato paesino abruzzese di sedici abitanti piuttosto attempati, avulsi dalla tecnologia e dediti al culto del santo Patrono, San Ceppato. La svolta narrativa arriva quando la Contessa Ugalda Martirio in Cazzati muore in circostanze misteriose, soffocata da un babbacchione, tipico dolce locale. Pino e suo fratello vicesindaco, mossi dal grande desiderio di migrazione verso la metropoli di Campobasso e da una gran voglia di uscire dall'anonimato, decidono di emulare Cogne, Avetrana e Novi Ligure, inscenando un efferato omicidio. La reazione a catena che ne scaturisce permette a Maccio e ai cinque sceneggiatori di destreggiarsi di fronte alle più terribili e inqualificabili "storie vere" del nostro paese: giornalisti in assetto SWAT nelle interviste, scene del crimine manipolate da autori televisivi, presentatrici regine disposte a tutto pur di fare share (la Ferilli è palesemente la copia conforme della D'Urso). E ancora, gite turistiche con tanto di selfie coi cadaveri, politici che fanno comunicati in loop sottolineando i soliti luoghi comuni anche quando il tema di riferimento si rivela essere tutt'altro, una giustizia sommaria decisa al televoto durante un processo/reality... Insomma, le bassezze e le mostruosità del Bel Paese si susseguono senza sosta e anche la demenza fine a se stessa è non di meno azzeccata (il cameo di Frassica, le sequenze della Panda e del rifornimento al fiume).

L'apologo di "Omicidio all'italiana", oltre a rappresentare un ben più completo continuum di "Italiano medio" (la cui trasformazione di Giulio Verme era improntata al consumismo e all'apparire che prevale sull'essere), è una commedia che pur negli evidenti limiti di osmosi tra singoli sketch parodistici e funzionalità cinematografica, trova il miracolo (di San Ceppato) di ritrovarsi intelligente, riflessiva (senza per questo prendersi mai sul serio), con notevoli passi in avanti anche in fase di scrittura quando, nelle battute finali, il grottesco si tramuta in giallo con tanto di coup de théâtre hitchcockiano (!). Un film da vedere e apprezzare, per ridere sul pianto dei nostri tempi senza neanche star troppo a pensare alla riuscita, alla funzionalità o alla necessità dell'operazione. Perché come diceva Mel Brooks, "ogni tanto il mondo ha bisogno di rilassarsi con intrattenimento puro. È perché io ho bisogno di soldi".