CAST & CREDITS

cast:
Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Jacob Matschenz, Cristina do Rego, Joseph M'Barek, Jaime Ferkic, Darvin Schmidt, Leander Hagen, Lucas Hardt

regia:
Dennis Gansel

distribuzione:
Bim Distribuzione

durata:
101'

produzione:
Constantin Film Produktion ,  Rat Pack Filmproduktion GmbH

sceneggiatura:
Dennis Gansel, Peter Thorwarth

fotografia:
Torsten Breuer

scenografie:
Knut Loewe

montaggio:
Ueli Christen

costumi:
Ivana Milos

musiche:
Heiko Maile

L'onda | Recensione | Ondacinema

L'onda

di Dennis Gansel

drammatico, Germania (2008)

di Rocco Castagnoli

Voto: 6.5
"Non sono mai riuscito a spiegarmi come l'individuo umano fosse disponibile a privarsi della propria libertà in cambio dell'idea di essere superiore a tutti gli altri"
(Ron Jones)

Alla base di tutto c'è un esperimento sociologico ideato, messo in pratica e repentinamente abortito dal professor Jones, docente californiano, nel 1967. La sua convinzione che la società moderna potesse ancora potenzialmente subire il "fascino del totalitarismo" lo aveva portato a provare con un gruppo di suoi alunni un "gioco" alquanto pericoloso: fingersi per una settimana leader assoluto e indiscusso della classe, educare i ragazzi al rigido rispetto dell'autorità e alla totale disciplina, compattare e cementare lo "spirito di gruppo" tramite l'uso di una divisa comune, di segni di riconoscimento ben definiti, di un'identificazione istantanea e immediata. 

Inutile dire come le previsioni dell'uomo ci avessero preso: tempo tre giorni e l'immedesimazione da parte degli alunni (e anche del professore stesso) all'interno del "gioco" avevano innescato dei meccanismi comportamentali che rischiavano seriamente di andare oltre le semplici quattro mura scolastiche (discriminazione, propaganda violenta, affermazione del potere). Per fortuna di tutti, l'"Onda" californiana era stata debellata sul nascere, e senza particolari conseguenze.

Ora, partendo dal presupposto "cosa sarebbe successo se", vale a dire se la situazione fosse veramente degenerata, tale episodio è stato trasformato prima in un libro, poi anche in una serie televisiva. Stavolta è il turno del cinema, con l'interessante aggiunta dell'ambientazione nella Germania dei giorni nostri (e la cosa, per vie indirette, richiama alla mente anche una situazione analoga, quella del film "The Experiment" del 2001, appunto tedesco).

L'intento di Gansel (regista e co-sceneggiatore) è evidentemente duplice: da una parte quello di mostrare in generale come le masse, soprattuto quelle giovanili, siano ancora oggi facili ad un soggiogamento implicito della propria volontà (non è difficile ritrovare in questo discorso anche il ruolo dei media, per dire), e quanto basti poco, anche solo il carisma di una persona, affinché da una semplice teoria (non necessariamente ideologica o politica) si passi subito al coinvolgimento pratico di un numero imponente di persone; dall'altra quello di analizzare, ancora, il difficile e contraddittorio rapporto che intercorre fra la nuova generazione tedesca e la "memoria storica" del loro passato, non a caso uno degli esempi di regime dittatoriale più lampanti del XX secolo ("Oh no, ancora con la storia del Terzo Reich", è una delle prime reazioni degli alunni alla proposta del professore, e anche: "Come possiamo sentirci in colpa per qualcosa a cui non abbiamo preso parte?", evidentemente).

Detto questo, il film ha il merito di sviluppare l'idea di partenza in modo tutto sommato convincente, costruendo una buona struttura narrativa basata sull'intreccio delle varie vicende dei protagonisti coinvolti nell'esperimento (professore e studenti) e accumulando piano piano una crescente tensione ed un disagio sempre più tangibile e soffocante che va di pari passo con l'affermarsi e l'espandersi dell'"Onda" bianca dei ragazzi, a sua volta sempre più radicale e violenta; fino a culminare in un picco drammatico magari leggermente prevedibile ma comunque assai difficile da digerire (e quel primo piano finale è, a conti fatti, molto più di una semplice presa di coscienza).

D'altro canto però Gansel sbaglia un po' la mira quando deve delineare i personaggi: forse perché troppo preso dal voler comunicare univocamente il suo messaggio, "taglia" letteralmente con l'accetta ogni loro caratterizzazione, sia a livello generale (i genitori dei ragazzi tutti assenti, noncuranti, quasi menefreghisti; gli alunni stessi prima tutti sballati, anarchici e strafottenti poi per ribaltamento tutti squadrati, disciplinati, ligi al rispetto dell'Onda), sia personaggio per personaggio (il professore "anticonformista" e rockettaro, la "guardia del corpo" che crede troppo nell'Onda e arriva a bruciare tutti i suoi vestiti firmati, la ragazza "ribelle" coi rasta che lascia subito la classe, l'altra che forse perché toccata nell'orgoglio ha una crisi di coscienza un po' forzata e si mette a fare falsa contro-propaganda), limitandosi ogni tanto a lanciare senza troppa motivazione altre considerazioni metaforiche (il fallimento dei rapporti di coppia, il fallimento dell'individualismo).

Cose che magari, se sviluppate meglio, avrebbero potuto dare più consistenza ad un film  tutto sommato buono, anche se un po' troppo imbrigliato nell'effetto pedagogico che si propone di trasmettere.