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5.0/10

Il villaggio protagonista del film è sineddoche di una situazione tragica ed estesa, quella che vede un insanabile conflitto civile e religioso tra parti avverse che vivono l'una accanto all'altra. Alle soglie del Terzo Millennio, ci racconta la voce fuori campo, sembra esserci la pace ma, come la si è ottenuta, è un'altra storia che merita di essere raccontata. Protagoniste assolute sono le donne, madri, mogli, sorelle, tutte accomunate da qualche lutto passato, tutte disposte a collaborare affinché in futuro non scorra più il sangue tra i propri cari di sesso maschile. Nel resto del paese infuriano nuovi scontri e le donne si muovono per nascondere agli uomini gli ultimi avvenimenti (guastando l'unico televisore funzionante, bruciando i giornali), ma una serie di dispetti e beghe di poco conto rischiano di innescare l'ennesima faida fratricida tra la comunità cristiana e quella musulmana.

Co-sceneggiato  dalla stessa regista, che scrive il soggetto ripensando alla propria infanzia in Libano, "E ora dove andiamo?" ha la pregevole intenzione di raccontare un mondo difficile e complesso nella maniera più semplice e leggera possibile, attraverso un costrutto fiabesco che non ha paura dei cliché e di personaggi macchiettistici. Se però cinema di cartapesta doveva essere, tanto valeva  esserlo fino in fondo, utilizzando scelte estetiche e narrative ad hoc: non basta di certo la recitazione sopra le righe dell'ottimo cast per distrarre da passaggi narrativi discutibili, che mostrano una sceneggiatura slabbrata e poco coerente. Ad esempio l'assunzione del gruppo di lap-dancer rumene per irretire i propri uomini, previo accordo per lo di sciopero del sesso, sembra prendere spunto dalla "Lisistrata" di Aristofane, ma a tale premessa non v'è nessuna degna conseguenza, poiché i motivi che spingono le protagoniste per l'operazione finale provengono dalla svolta drammatica del racconto: un ripido slittamento da farsa a tragedia, per poi risolvere la questione nuovamente in farsa senza contiguità.
 
Numerosi sono i momenti di scollamento dalla realtà, come all'inizio del film, quando tutte le donne del villaggio si dirigono a pregare verso la tomba dei loro cari, e questo carosello in divisa da lutto, sulle note di una musica etnica, si trasforma in un singolare e ancheggiante balletto; la Labaki, però, non realizza una commedia musicale, come una scena del genere potrebbe far supporre, bensì inserisce alcune sequenze da musical a macchia di leopardo nel tessuto filmico, oltrepassando abbondantemente la soglia del videoclip (di cui è stata regista a inizio carriera). Vista la loro natura accessoria, non si possono  definire altrimenti le scene della canzone d'amore "pensata" da Amale (Labaki) e Rabih (Farhat), la triste fuga nei boschi della donna interpretata dalla regista e la sequenza del folle esperimento gastronomico (la più divertente del film). Lo sguardo della Labaki non riesce a dare personalità a una regia attenta solo a inquadrare le azioni e a non farne risaltare le motivazioni emotive, sottolineate poi dagli sfoghi dei personaggi di Amale e Takla in momenti ad alto tasso isterico-drammatico: la regia rimane patinata e appiattita su una fotografia dai colori stereotipati, che sembra ambientare fin troppo spesso le scene all'alba o al tramonto.

Se non fosse per l'eccessiva quantità di piaggeria, a "E ora dove andiamo?", secondo lungometraggio dell'autrice e protagonista di "Caramel", verrebbe voglia di volergli bene, soprattutto dopo aver visto la già citata e bizzarra sequenza musicale, nella quale troviamo le donne del villaggio riunitesi a impastare tortini conditi di hashish e barbiturici in previsione di una folle festa notturna. E poi, si sa, le donne salveranno il mondo...ma per il buon cinema sarà meglio ritentare un'altra volta. 


Per saperne di più: "E ora dove andiamo?" - Incontro con Nadine Labaki 



Cast e credits

cast:
Nadine Labaki, Claude Baz Mussawbaa, Leyla Hakim, Yvonne Maalouf, Antoinette Noufaily, Petra Saghbini, Ali Haidar, Kevin Abboud, Mostafa Al Sakka


regia:
Nadine Labaki


distribuzione:
Eagle Pictures


durata:
100'


produzione:
Les Films des Tournelles


sceneggiatura:
Nadine Labaki, Jihad Hojeily, Rodney Al Haddad, Thomas Bidegain


fotografia:
Christophe Offenstein


montaggio:
Véronique Lange


costumi:
Caroline Labaki


musiche:
Khaled Mouzannar


Trama
Sul bordo di una strada dissestata, un corteo di donne avanza in processione verso il cimitero del villaggio. Takla, Amale, Yvonne, Afaf e Saydeh affrontano stoicamente il caldo soffocante di mezzogiorno reggendo le fotografie dei loro amati uomini, perduti in una guerra futile, lunga e lontana. Alcune di loro portano un velo, altre indossano croci di legno, ma tutte sono vestite di nero, unite da una sofferenza condivisa. Giunta alle porte del cimitero, la processione si divide in due congregazioni: musulmani da una parte e cristiani dall'altra. Unite da una causa comune, l'impensabile amicizia tra queste donne supera, contro ogni aspettativa, tutti i punti di contrasto religiosi che creano scompiglio nella loro società e, insieme, grazie alla loro straordinaria inventiva, mettono in atto dei piani esilaranti cercando di distrarre gli uomini del villaggio, in modo da allentare la tensione interreligiosa
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