Recensioni

Overboard

di Rob Greenberg, Bob Fisher

commedia, Usa (2018)

CAST & CREDITS

cast:
Eugenio Derbez, Anna Faris, Swoosie Kurtz, Eva Longoria, John Hannah

regia:
Rob Greenberg, Bob Fisher

distribuzione:
Eagle Pictures

durata:
112'

produzione:
Pantelion Films, 3Pas Studios, Metro-Goldwyn-Mayer (MGM)

sceneggiatura:
Bob Fisher, Rob Greenberg

fotografia:
Michael Barrett

montaggio:
Lee Haxall

musiche:
Lyle Workman

Overboard | Recensione | Ondacinema

Overboard

di Rob Greenberg, Bob Fisher

commedia, Usa (2018)

di Giancarlo Usai

Voto: 2.5

I nostri lettori ci perdoneranno se anche quest'anno non potremo esimerci dall'utilizzare l'espressione "fondo di magazzino" per un film. Ebbene, l'occasione è ottima per questa recensione. "Overboard" è il remake di una commedia romantica degli anni 80, diretta dal compianto Garry Marshall (per intenderci, quello di "Pretty Woman") e interpretata da due icone come Goldie Hawn e Kurt Russell. Stavolta, la distribuzione italiana, per marcare le differenze in modo accentuato da quel tipo di cinema d'intrattenimento artigianale semplice ma sincero che andava in voga a Hollywood in quegli anni, ha deciso di lasciare il titolo in originale per confondere un po' le acque. In realtà, ormai, il gioco lo conosciamo alla perfezione: quando le idee latitano, i produttori americani riprendono vecchi soggetti, magari li modificano un po', come in questo caso, e li ripropongono al giovane pubblico da multisala del nuovo millennio.

A parti (e sessi) invertite rispetto all'originale, il film di Bob Fisher e Rob Greenberg gioca tutto sugli equivoci. Una donna che vuole fare l'infermiera, ma è costretta a fare la domestica a bordo di uno yacht di un odioso e ricchissimo rampollo di origini messicane, viene prima licenziata dallo stesso e poi escogita un geniale modo per vendicarsi. L'uomo infatti, vittima di un banale incidente, ha perso la memoria. Ecco che lei può presentarsi in ospedale come sua moglie e costringerlo da quel momento a confrontarsi con la dura realtà della vita del ceto medio-basso.

Diciamolo in tutta franchezza: "Overboard" è una delle commedie più fiacche, maldestre e noiose che ci sia capitato di vedere negli ultimi anni. A differenza di altre pellicole simili, qui non si tratta neanche di un problema di scrittura sciatta o regia pigra o lavoro attoriale approssimativo. No, perché sia chi è in scena (Anna "Scary Movie" Faris ed Eugenio Derbez), sia chi rimane dietro la macchina da presa (per inciso, Greenberg ha diretto diversi episodi di "Scrubs" e di "How I Met Your Mother") ce la mette tutta per dare un ritmo e un certo coinvolgimento dinamico alla vicenda narrata. Ma il problema è che tutti gli elementi, messi insieme, non funzionano minimamente: sbagliati i tempi comici, incomprensibili diverse battute a effetto, terribilmente vecchi e superati certi meccanismi narrativi.

Pianificato più a tavolino per la bella stagione al cinema che realmente concepito come opera cinematografica a tutto tondo, "Overboard" tradisce le intenzioni persino nella scelta del protagonista da affiancare alla Faris. Derbez, che non dirà molto al pubblico europeo, è un idolo per gli spettatori ispanici degli Stati Uniti (oltre che un vero divo nella patria messicana). Per quanto risulta fuori contesto, la sua scelta ci è parsa quasi soprattutto di marketing, per tentare di conquistare una determinata fetta di pubblico. Imbarazzanti anche alcune scelte sceniche: un villino gradevole immerso nel verde viene presentato come una sorta di baracca dove vivrebbe una famiglia disagiata del sottoproletariato.

Non daremo poi giudizi etici sulla pericolosa deriva maschilista del film, considerando che la protagonista insegue come sogno quello di poter "fregare" l'ignaro ricco smemorato. Ma senza volerci addentrare nella morale politica, è sufficiente quella artistica per bocciare senza appello il film. Sui titoli di coda resta un pensiero che ha dell'inquietante: quando deciderà Hollywood di arrestare questa insulsa e autodistruttiva strategia del remake incontrollato? Non sarà mai troppo presto.