Padre vostro | Film | Recensione | Ondacinema

Ondacinema

recensione di Diego Capuano
5.0/10

Sovente nel corso degli ultimi anni, a cavallo tra il pontificato di Papa Benedetto XVI e Papa Francesco, hanno fatto capolino nelle cronache giornalistiche scandali inerenti alla Chiesa Cattolica. Casi riguardanti principalmente controversie legate alla pedofilia nel mondo clericale. Azioni talvolta emerse, insabbiate, lasciate alla deriva.
Non si fatica a capire che gli umori scaturiti da tali vicende, la cui percezione popolare sarebbe sufficientemente per creare una indignazione anche al di là della più che richiesta giustizia si trovano alla base di un film come "Padre vostro".

Quello tra le controversie della Chiesa Cattolica e il cinema è un rapporto avvalorato da memorabili incursioni buñueliane, che però non avevano bisogno di un impianto accusatorio per manifestarsi. Si avvalorava invece di graffi anche fugaci, ma di certo indelebili.
Più difficile ricordare parabole cinematografiche su scottanti e delicate situazioni ecclesiastiche racchiuse in un microcosmo che sembra un prodotto interamente impregnato e condizionato dalla sacra Bibbia.
In mancanza di riferimenti cinematografici croati (un movimento che a conti fatti non esiste o è, comunque, di nulla visibilità), di fronte al film di Vinko Brešan, la carta stampata in cerca di paragoni attinenti ha allargato il campo alla ex-Jugoslavia tirando prevedibilmente dal cilindro il nome di Emir Kusturica, che però è pertinente soltanto nell'iniziale presupposto dell'autore di realizzare una "tragicommedia balcanica".
Il film è tratto da una pièce teatrale Mate Matišić e intende trattare una concreta questione locale: la Croazia ha subito un drastico calo demografico. Come affrontare il tema del calo delle nascite e come sintetizzare gli uomri consequenziali che il delicato risultato comporta?

Sono diversi i fattori che fanno di "Padre vostro" un film non riuscito. Sin dalle prime sequenze Brešan presenta personaggi, episodi e temi che non riesce a gestire con la dovuta attenzione. Probabilmente nelle intenzioni del regista c'è la volontà di introdurre nell'impianto narrativo elementi che dovrebbero trovare raccordi e armonie soltanto con il completamento del quadro generale. Emblematico in tal senso ciò che inizialmente ci viene presentato come lo scontro generazionale tra il vecchio parroco e il giovane e diversamente innovativo prete. Un dualismo  e una premessa che si perde per strada: il personaggio dell'anziano uomo di Chiesa sparisce e viene reintrodotto soltanto nel melodrammatico finale dove spuntano fuori i riferimenti di cui sopra: la pedofilia, il sesso come elemento mascherato ma presente all'interno della diocesi. Ma sono suggerimenti gettati sullo schermo senza criteri definiti, decontestualizzati e non abbastanza conformi a ciò che avevamo visto prima.

Una delle premesse del regista è quella di raccontare una storia di "preti, aghi e preservativi". Ma a ben vedere, dopo una manciata di siparietti, anche l'accostamento prete-preservativo è accantonato, in favore di una storiella che incrocia inaspettate gravidanze e matrimoni riparatori tra gli abitanti dell'isoletta. In uno stile che predilige pochi movimenti di camera e un umorismo quasi irricevibile fuori dal contesto locale: il motivo conduttore è uno scenario piano con sfondo bianco (la purezza della Chiesa) regnato da atti peccaminosi della popolazione (l'immaginario di Don Fabijan che supera le illibate barriere del subconscio). Ne esce un altro bozzetto di un altro microcosmo provinciale dove peripezie poco inventive sovrastano le alte problematiche che, tradendo le iniziali premesse, restano timidamente sullo sfondo.


25/05/2014

Cast e credits

cast:
Marinko Prga, Jadranka Đokić, Dražen Kühn, Marija Škaričić, Nikša Butijer, Krešimir Mikić


regia:
Vinko Brešan


titolo originale:
Svećenikova djeca


distribuzione:
Officine Ubu


durata:
96'


produzione:
Interfilm, Croatian Radiotelevision, Zillion Film


sceneggiatura:
Vinko Brešan, Mate Matišić


fotografia:
Mirko Pivcevic


scenografie:
Damir Gabelica


montaggio:
Sandra Botica


costumi:
Zeljka Franulovic


musiche:
Mate Matisic


Trama
Preoccupato per il declino della natalità, e convinto di comportarsi nella maniera più corretta, dal momento che "anche il Papa è contro l'uso dei contraccettivi", don Fabijan, parroco di una piccola isola della Dalmazia, inizia a bucare tutti i preservativi presenti sull'isola. Al lavoro del prete, presto si aggiunge quello del farmacista, che segretamente somministra pillole di vitamine invece di contraccettivi. Mentre le gravidanze indesiderate aumentano, Don Fabijan fa di tutto per sposare queste coppie secondo la corretta usanza cristiana, anche contro la loro volontà. Ben presto, l'azione del religioso inizia a influenzare la vita degli abitanti dell'isola, con conseguenze imprevedibili...