Recensioni

Paul

di Greg Mottola

commedia, fantastico, Usa/ Uk (2011)

CAST & CREDITS

cast:
Simon Pegg, Nick Frost, Jason Bateman, Kristen Wiig, Sigourney Weaver, Seth Rogen, Bill Hader

regia:
Greg Mottola

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
104'

sceneggiatura:
Nick Frost, Simon Pegg

fotografia:
Lawrence Sher

scenografie:
Jefferson Sage

montaggio:
Chris Dickens

costumi:
Nancy Steiner

musiche:
David Arnold

Paul | Recensione | Ondacinema

Paul

di Greg Mottola

commedia, fantastico, Usa/ Uk (2011)

di Alex Poltronieri

Voto: 7.0
Nerd sullo schermo ma anche nella realtà, il duo di attori-sceneggiatori Simon Pegg e Nick Frost, e il regista Greg Mottola, amano omaggiare il cinema con cui sono cresciuti. Sotto la direzione di Edgar Wright i primi due hanno realizzato “L'alba dei morti dementi – Shaun of the Dead” e “Hot Fuzz”, che omaggiavano, con perizia filologica, rispettivamente il genere horror, in particolare il ciclo degli zombie di Romero, e il cinema action e poliziesco (americano e non, dalla Bigelow a Sergio Leone a John Woo) senza però mai divagare nella parodia fine a sé stessa stile “Scary Movie”. Da par suo Mottola ha confezionato due delle commedie adolescenziali più riuscite degli anni 2000, “Superbad” e “Adventureland”, che paradossalmente paiono uscire direttamente dagli anni '80 nel loro rifarsi al filone coming-of-age di quegli anni (John Hughes in testa). E se “Superbad” si avvicinava più alla goliardia di un “Animal House”, benché filtrato attraverso la consapevolezza amara e disillusa dei nostri tempi, “Adventureland”, più personale, era intriso di una struggente malinconia.
 
Pegg-Frost e Mottola collaborano ora in quello che a tutti gli effetti è il logico proseguimento del loro percorso “autoriale”. “Paul” è innanzitutto un omaggio al cinema sci-fi statunitense degli anni '80, quello di Spielberg, Zemeckis, George Lucas, Joe Dante, Landis, Carpenter. E se la mano dei due simpatici protagonisti-sceneggiatori è evidente nel profluvio di citazioni, il film è intriso del gentile romanticismo di Mottola, ma è anche un insolito miscuglio con la comicità volgare e caciarona del comico Seth Rogen, che in originale da la voce all'alieno Paul (in italiano il buffo extraterrestre parla invece con la voce di Elio, scelta non proprio felicissima), e contamina volontariamente il film con la sua verve sboccata. Il risultato è indubbiamente divertente e fila spedito come un treno, ma rischia anche di deludere parzialmente i fan dei personaggi sopra citati. “Paul” non possiede lo humour demenziale e le trovate alla Monty Python dei precedenti lavori di Pegg e Frost: nella sua struttura da commedia “on the road” è placidamente prevedibile e regala poche sorprese, e se le tante citazioni manderanno in visibilio i fan cinefili (da quelle testuali di “Guerre stellari” e “Ritorno al futuro”, a quelle visive, come per esempio la montagna di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, in cui si svolge il finale della pellicola) il resto del pubblico stenterà a cogliere i riferimenti. Pare quasi che senza l'esplosivo Wright alla regia e alle prese con un budget più alto, Pegg e Frost abbiano voluto rischiare meno (si vocifera di una prima sceneggiatura dai toni molto più dark).
 
Curiosi poi i sottotesti homo: bizzarra coppia inglese in terra Usa, i due protagonisti sono continuamente scambiati per omosessuali (sono inseguiti pure da un duo di bifolchi, come i “Blues Brothers”), malinteso che cela però un pizzico di verità. L'arrivo dell'alieno Paul, e in seguito della puritana Ruth (per cui Graeme-Pegg prende una cotta) mette in crisi l'equilibrio della coppia, scatenando gelosie e cattiverie, facendo intuire qualcosa in più di un'amicizia virile. Lo scarto tra la naivitè del cinema del passato e la sguaiatezza delle pellicole contemporanee, chiarisce una volta per tutte che non è più possibile avvicinarsi a questo tipo di film con occhi innocenti (l'imminente “Super 8” di Abrams potrebbe farci ricredere) e che forse l'unica via possibile per affrontare questo genere è quella malinconica dell'omaggio. Certo, l'impressione finale è quella di un giochino per pochi, forse troppo consapevole per coinvolgere davvero, ma, merito soprattutto del divertente e divertito cast (meritano una segnalazione anche i “men in black” interpretati da Jason Bateman e Bill Hader e la comparsata finale di Sigourney Weaver, ancora alle prese con un alieno da eliminare) la pellicola di Mottola sa comunque farsi volere bene.
 
Colonna sonora ugualmente citazionista e azzeccata con brani dei Only Ones (“Another Girl, Another Planet”), B-52's (“Planet Claire”), Electric Light Orchestra (“All Over the World”) e via dicendo.