CAST & CREDITS

cast:
Jack Black, Dylan Minnette, Odeya Rush, Ryan Lee, Amy Ryan, Gillian Bell, Halston Sage, Steven Krueger, Keith Arthur Bolden

regia:
Rob Letterman

distribuzione:
Warner Bros

durata:
103'

produzione:
Columbia Pictures, LStar Capital, Original Film, Sony Pictures Animation, Village Roadshow Pictures,

sceneggiatura:
Darren Lemke

fotografia:
Javier Aguirresarobe

scenografie:
Sean Haworth

montaggio:
Jim May

costumi:
Judianna Makovsky

musiche:
Danny Elfman

Piccoli brividi | Recensione | Ondacinema

Piccoli brividi

di Rob Letterman

avventura, fantastico, commedia, Usa/Australia (2015)

di Lorenzo Taddei

Voto: 7.5

Dopo "I fantastici viaggi di Gulliver" Jack Black torna a lavorare per Letterman, interpretando non più il protagonista di una storia ma lo scrittore, ovvero Robert Lawrence Stine, prolifico autore della serie di racconti e romanzi horror per ragazzi "Piccoli Brividi"("Goosebumps", cioè letteralmente "pelle d'oca"). La scelta di Jack Black si rivela azzeccata fin dalla sua prima comparsa: la sua smorfia è intimidatoria e rassicurante, anche i bambini che non conoscono il personaggio tipico di Black mostrano verso il suo ghigno minaccioso una certa inspiegabile fiducia.  

La storia è semplice ma non priva del vero colpo di scena, che come afferma lo stesso Stine è necessario a una buona storia addirittura più del finale. La prima parte del film è ottima. Zach (Dylan Minnette, per i fan di Lost: il figlio di Jack Sheppard) e Hannah (Odeya Rush) sono i due protagonisti praticamente già destinati al vissero felici e contenti; ma la forza del racconto è affidata da un lato a Black che trova in Ryan Lee (Champ) la sua vera spalla comica e dall'altra ai molto ben dosati effetti speciali (il mostro di Pasadena e gli gnomi da giardino che rievocano la spietatezza inesorabile dei Gremlins).

Liberati dal vendicativo "Slappy" (un pupazzo da ventriloquo doppiato dallo stesso Jack Black) i mostri da reali, quali erano nella mente di Stine  e nelle pagine dei suoi libri, diventano "realmente reali" e invadono la città in un caos che ricorda quello di "Jumanji". La resa dei conti passa per un - probabilmente necessario - climax che vede opposti i nostri eroi, momentaneamente barricati dentro la scuola del paese, a un'orda di mostri dalle fattezze più svariate. Nella seconda parte del film gli effetti speciali prendono il sopravvento sui personaggi, la vena comica di Champ si affievolisce e anche Jack Black batte la fiacca per riprendersi nel finale con - non uno ma - due colpi di scena.

Tra le tante blasonate uscite del momento il film di Letterman passa giustamente in secondo piano, ma è giusto anche restituirgli l'attenzione che merita. Da molto tempo non mi capitava di partecipare a un film del genere, di prendervi letteralmente parte, senza trovarci il pretesto per far polemica. Con questo intendo dire che la maggior parte dei film, anche di animazione, definiti "film per tutti" si rivolgono in realtà soprattutto agli adulti, che di fatto sono quelli che portano i bambini al cinema. Così fioccano le allusioni sessuali, le istigazioni a competere anche con mezzi più o meno leali, atti violenti mascherati da gesta eroiche eccetera eccetera. Non è questo il caso. "Piccoli brividi" è un horror educato, si vede bene nell'atteggiamento quasi premuroso degli zombie, un film che favorisce una discussione critica tra adulti e bambini.

C'è dentro come detto un po' di "Jumanji", un po' dei "Gremlins" (anche se i Gremlins, Gizmo a parte, erano violenti e sanguinari), ci sono riferimenti a "Mars Attacks!", al più recente "Super8" di J.J. Abrams (dove tra gli altri ritroviamo Ryan Lee),  all'ironia a oltranza dei "Ghostbusters" (ma anche al loro modo di risucchiare i mostri) e perfino all'amore sdolcinato tra Patrick Swayze e Demi Moore in "Ghost". Alimentata dalla musica sempre perfetta di Danny Elfman in "Piccoli Brividi" c'è dentro soprattutto un'atmosfera che mi ha riportato indietro di vent'anni, a un tempo che "atmosfera" era solo una parola mentre "avventura" una parola magica.