CAST & CREDITS

cast:
Hugh Grant, Salma Hayek, Jeremy Piven, Brendan Gleeson, Imelda Staunton, David Tennant

regia:
Peter Lord, Jeff Newitt

distribuzione:
Warner Bros. Pictures Italia

durata:
88'

produzione:
Aardman Animations, Sony Pictures Animation

sceneggiatura:
Gideon Defoe

fotografia:
Frank Passingham

scenografie:
Norman Garwood

montaggio:
Justin Krish

musiche:
Theodore Shapiro

Pirati! Briganti da strapazzo | Recensione | Ondacinema

Pirati! Briganti da strapazzo

di Peter Lord, Jeff Newitt

animazione, Gran Bretagna/Usa (2012)

di Diego Capuano

Voto: 7.0

Ne è passata di acqua sotto galeoni, vascelli e fregate nei mari cinematografici degli anni 2000. La figura del pirata è prepotentemente tornata alla ribalta grazie (o per colpa di) alla saga dei "Pirati dei Caraibi". Il rischio è stato quello di filtrare le vecchie avventure dei sette mari attraverso le mirabilie delle giostre moderne. In questo modo è il cinema che si aggrappa al gioco e non il film che si fa Luna Park. Con l'effetto - testimoniato dal calo di spettatori nell'ultimo capitolo delle avventure di Jack Sparrow - di esporre una materia plasticosa, dunque fasulla.
"Pirati! Briganti da strapazzo" non è una parodia della saga con Johnny Depp, ma una rilettura di vecchi classici del genere. Poco del mainstream moderno, molto di film intramontabili come l'ottimo "Il corsaro dell'isola verde" di Robert Siodmak (con Burt Lancaster) con un occhio, forse, ai celebri videogiochi di "Monkey Island", sempreverde del genere.

La britannica Aardman Animations dopo l'esperimento di "Il figlio di Babbo Natale", completamente in computer graphic, torna alla sua vecchia filosofia: adoperando una animazione in stop-motion denominata claymation, che crea personaggi e sfondi tramite sostanze malleabili (prevalentemente plastilina), anche in ere tecnologicamente avanzate, pur passando da pellicola a digitale, si limita in questo caso ad utilizzare la CGI esclusivamente per la creazione del cielo e del mare. Elementi che imprimono una sterzata voluta rispetto al notevole precedente di Peter Lord, "Galline in fuga": da un pollaio che era praticamente un campo di prigionia a luoghi perennemente a cielo aperto.

La Aardman, rispetto a precedenti opere, ovviamente su tutte le avventure di Wallace & Gromit che, nei cortometraggi più che nel film "Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro", rappresentano una pietra miliare dell'animazione contemporanea, con "Pirati! Briganti da strapazzo" si presenta con un lavoro più tradizionale, con personaggi meno anomali e situazioni tipiche di collaudati e solidi schemi dei racconti d'avventura.
Ciò succede fondamentalmente nella prima parte, dove la gradevolezza di massa anacronistica dell'insieme soltanto parzialmente rivitalizza mari già esplorati. Il film cresce lentamente, prende quota quando accellera verso territori surreali - come ci si aspetterebbe da chi ha collaborato per Wallace & Gromit, del resto - e prende il volo nell'assurdità della galoppata finale.

Tratto dal primo libro della serie umoristica piratesca dello scrittore Gideon Defoe, ambientato nel 1837, il film utilizza l'epoca e l'epica storica per inserire personaggi realmente esistiti, per ottenere unghiate irriverenti e, spesso, molto divertenti: il giovane Charles Darwin mostra ben più di una debolezza ed è sorprendente l'umiliazione che riceve quando si ritrova vestito da pennuto. La Regina Vittoria, pur non tra le più amate autorità nella storia della Gran Bretagna, è rappresentata con una crudeltà probabilmente mai affibiata ad una reale. E i personaggi di contorno sono gustosi almeno quanto Capitan Pirata e la sua ciurma: si pensi al babbuino assistente di Darwin che cita Harpo Marx. Quando il galeone di Sua Maestà viene sommerso come la casa di "Hollywood Party" di Blake Edwards, l'apoteosi della sfrontatezza catastrofica di Peter Lord e Jeff Newitt può dirsi realizzata e gli spettatori possono andare a casa contenti.