CAST & CREDITS

cast:
Margherita Buy, Virna Lisi, Sandra Ceccarelli, Luigi Lo Cascio, Ricky Tognazzi

regia:
Cristina Comencini

distribuzione:
01 Distribution

durata:
102'

produzione:
Cattleya, Rai Cinema, The Producers Productions ltd.

sceneggiatura:
Cristina Comencini, Lucilla Schiaffino, Giulia Calenda

fotografia:
Fabio Cianchetti

Il più bel giorno della mia vita | Recensione | Ondacinema

Il più bel giorno della mia vita

di Cristina Comencini

commedia, Italia (2001)

di Claudio Fabretti

Voto: 6.5
"Il più bel giorno della mia vita" è un ritratto di famiglia a tinte delicate, tratteggiato con grande umanità e sensibilità. Un'opera in cui Cristina Comenicini (figlia e sorella d'arte, regista e scrittrice di talento) ritrova la forma migliore, confermandosi, insieme a Francesca Archibugi, una delle registe più dotate della generazione di mezzo del cinema italiano.

Gli strumenti tipici della commedia d'autore italiana (viene in mente "La Famiglia" di Scola, ma anche "Speriamo che sia femmina" di Monicelli) rivivono nell'intreccio delle vicende di un ampio gruppo di personaggi, che fanno capo a una memorabile matriarca borghese (cui conferisce passione e intensità una grande Virna Lisi), dietro la cui forza si cela una sostanziale fragilità, nascosta negli anni da un prolungato esercizio di pudori, censure e rimozioni. Da questo "centro" si irradiano le storie dei tre figli: Sara (Margherita Buy), vedova precoce e sfortunata, maniacalmente preoccupata della sessualità del figlio, che intreccia una relazione telefonica con un misterioso ammiratore (Ricky Tognazzi); Rita (Sandra Ceccarelli) sposa inquieta di Carlo e amante atterrita di un affascinante veterinario (Jean-Hugues Anglade); Claudio (Luigi Lo Cascio) avvocato e single, in lotta per il riconoscimento della propria omosessualità. E da queste, a loro volta, si dipartono le storie dei nipoti, in bilico tra piccoli drammi adolescenziali, frustrazioni e insicurezze.

L'armonia e il perbenismo familiari stendono un velo, spesso ipocrita, su una realtà ben più precaria che si manifesta nel finale, attraverso una reazione a catena, che metterà a soqquadro ogni equilibrio, certezza e convenzione.
Con tocco sobrio e delicato, Comencini indaga le quotidianità familiari della borghesia agiata. Ma proprio dalla banalità della consuetudine, riesce a trarre un ritratto di famiglia umano, intenso e garbatamente ironico, dove sensibilità maschile e femminile si intrecciano e si completano. Una menzione speciale per gli attori, tra i quali oltre alla solita Margherita Buy (all'ennesima prova da "nevrastenica"), spicca un'ottima Sandra Ceccarelli, capace di dar vita, forse, al personaggio più complesso e contraddittorio.