CAST & CREDITS

cast:
Zoey Deutch, Halston Sage, Logan Miller, Elena Kampouris, Jennifer Beals

regia:
Ry Russo-Young

distribuzione:
Eagle Pictures

durata:
98'

produzione:
Awesomeness TV, Jon Shestack Productions

sceneggiatura:
Maria Maggenti

fotografia:
Michael Fimognari

montaggio:
Joe Landauer

musiche:
Adam Taylor

Prima di domani | Recensione | Ondacinema

Prima di domani

di Ry Russo-Young

drammatico, Usa (2017)

di Stefano Guerini Rocco

Voto: 5.5

Sam, viso delicato da bambolina russa, ha tutto quello che un'adolescente all'ultimo anno di high school potrebbe desiderare: un armadio all'ultimo grido, una famiglia amorevole e permissiva, un gruppo di amiche affiatate e popolarissime e, soprattutto, un ragazzotto fascinoso e ugualmente popolare che, finalmente, dopo lunga, casta e penosa attesa, la farà "diventare donna".

Inizia come il più placido e prevedibile dei teen movie questo "Prima di domani". Del resto, la sceneggiatura è tratta dal romanzo omonimo di Lauren Oliver, fenomenale (ed ennesimo) bestseller afferente al filone della Young Adult Literature, e porta la firma di Maria Maggenti, specialista del genere per adolescenti con all'attivo commedie blasonate come "Due ragazze innamorate" e l'imminente reboot di "Dirty Dancing".

Il film inanella dunque, uno dopo l'altro, tutti gli archetipi del genere. Sam è la reginetta della scuola, che sfila per i corridoi insieme alle sue inseparabili amiche scuotendo la chioma folta e lucente, mentre al resto dei membri dell'eterogenea fauna scolastica - l'atleta nerboruto, l'emarginata con tendenze sociopatiche, il poeta dall'animo sensibile, la nerd che gioca a fare la dura - non resta che guardarla con ammirazione e un pizzico di invidia. Inoltre, nella migliore tradizione teen, la costruzione del plot sembra svilupparsi interamente intorno al pilastro narrativo dell'attesa spasmodica della perdita della verginità, vero rito ancestrale d'iniziazione e tappa imprescindibile di qualsiasi coming-of-age degno di questo nome.
Eppure, dopo un lungo primo atto di descrizione dell'ambiente e introduzione dei personaggi, "Prima di domani" prende una piega "originale" (le virgolette sono d'obbligo) e inaspettata. Sbanda, per così dire, proprio come la jeep sulla quale viaggiano le giovani protagoniste. Complice un incidente stradale, infatti, Sam si ritroverà intrappolata in una sorta di vortice temporale che la costringerà a ripetere indefessamente, ancora e ancora, il giorno della propria (non) morte. Una sorta di limbo annichilente che non conosce soluzione di continuità.

Naturalmente, trattandosi di un racconto di formazione, dopo la prima reazione di frustrazione e smarrimento, la ragazza capisce presto che questa sarà l'irripetibile occasione per fare ammenda e per correggere i propri errori, spezzando finalmente il ciclo secondo cui, come afferma lei stessa, "c'è sempre qualcuno che ride e qualcuno che viene deriso". Sam intraprende così una sorta di personalissima via crucis attraverso i piccoli, grandi peccati della sua routine quotidiana, cercando una soluzione pacificatrice per ogni sgarbo e ogni meschinità - a volte riuscendo, altre fallendo e riprovando ancora, con sempre crescente lucidità e determinazione. Una vera e propria ricerca d'identità, dunque, che all'insegna del motto "become who you are" trova il suo climax nella sequenza della festa durante la quale le amiche di Sam si scagliano, goliardicamente prima e brutalmente poi, contro l'emarginata Juliet, tutta grembiuloni sgualciti e capelli informi, in puro stile "Carrie - Lo sguardo di Satana". Certo, al posto del barile di sangue di maiale ci sono degli assai più cool e rassicuranti boccali di birra, ma la ferocia dell'attacco, lo scotto dell'umiliazione, la furia vendicatrice e il conseguente sentimento di generale catarsi sono gli stessi - fatte le debite proporzioni tra i due film, s'intende.

Qui però il motore s'ingolfa, per continuare con la metafora automobilistica, e inceppa il meccanismo di un racconto che altrimenti sarebbe scorso placido e garbato. Infatti, nel tentativo di nobilitare un materiale narrativo leggero per vocazione e risaputo per necessità, "Prima di domani" si appesantisce di epilogo fastidiosamente cripto-cattolico, secondo cui le azioni della protagonista vengono dettate da un Dio vendicativo da Antico Testamento e il riscatto finale è possibile solo attraverso un sacrificio da vera martire cristiana. Nel tentativo di fuggire le strette maglie del genere adolescenziale, infatti, Maggenti e la regista Ry Russo-Young, un lungometraggio indipendente in stile Sundance alle spalle, cercano di tessere una parabola "adulta" che, paradossalmente, riesce solo a evidenziare l'artificiosa pretenziosità dell'intero film. Una zavorra inutilmente greve e moralistica, solo a tratti riscattata dalla freschezza delle quattro interpreti principali, che finisce per azzoppare ineluttabilmente quello che altrimenti sarebbe stato un divertente, insolito, spensierato incrocio tra "Bling Ring" e "Ricomincio da capo".