Ondacinema

7.0/10
Tratto da un racconto di Louis Begley, "About Schmidt" è la terza fatica di Alexander Payne, tre anni dopo aver affrontato le problematiche scolastiche di "Election".

Non è una situazione atipica quella in cui si ritrova Warren Schmidt: un uomo che sta entrando progressivamente nella vecchiaia e che il destino ha voluto si ritrovasse senza lavoro (anche il buon vecchio Edmund Burke già teorizzava il lavoro come fondamentale per scacciare gli spettri dei dolori esistenziali) e senza moglie, nel periodo più burrascoso della sua vita. Warren capisce come la soddisfazione più grande che lo tiene ancora in carreggiata non sia la moglie (“chi è questa vecchia donna che vive a casa mia?”) benché quarantadue anni di matrimonio siano più che sufficienti per renderla parte integrante della sua vita. L'ancora di salvezza si chiama invece Jeannie. E proprio il matrimonio della figlia collima con l'ultimo atto prima del sipario, su un mondo a cui Warren Schmidt non può più chiedere nulla se non avere il disgraziato tempo di scoprire una calda relazione epistolare tra la defunta moglie e il suo amico di vecchia data. Tutto è perso. Rimane solo Jeannie. Anzi no, anche lei se ne sta andando. Rimane solo Ndugu.

La pellicola è un susseguirsi di vicende grottesche al limite dell'assurdo, marchiate dal pensiero del regista di inquadrare un mondo (una vita) triste e traboccante di solitudine, prontamente velata da quell'ironia quasi nervosa che serve solamente a rendere ancora più mesto il messaggio agli occhi dello spettatore. Il viaggio intrapreso dal monumentale Nicholson/Warren diventa retoricamente una presa di posizione del passato, pronto a fare i conti con il Nostro. Conti che non tornano perché il passato non può mai profetizzare le strade del futuro. Solo il palpitante (e decisivo) intervento al matrimonio e la commovente lettera finale indirizzata al bambino africano sentenzieranno che il passato è passato e la vita va avanti. Seppur melanconicamente. Tra le lacune di Payne, sicuramente il rammarico più grande sta nel non aver sfruttato a tutto tondo la figura del protagonista, reso alla perfezione da Jack Nicholson. Un film che dato il tema delicato si fa apprezzare comunque e che difatti proietterà meritatamente il giovane regista e sceneggiatore, due anni dopo i riflettori di questa pellicola, all'Oscar con "Sideways". Ottime, infine, le musiche di Rolfe Kent ed Erik Satie.

A proposito di Nicholson. Senza di lui non staremmo a commentare e celebrare questo lavoro. Una leggenda.

Cast e credits

cast:
Jack Nicholson, Hope Davis, Dermot Mulroney, June Squibb, Kathy Bates


regia:
Alexander Payne


distribuzione:
Nexo 2003


durata:
124'


produzione:
New Line Cinema, Avery Pix


sceneggiatura:
Alexander Payne, Jim Taylor


fotografia:
James Glennon


scenografie:
Jane Ann Stewart


montaggio:
Kevin Tent


costumi:
Wendy Chuck


musiche:
Rolfe Kent, Eric Satie


Trama
Warren Schmidt ha da poco raggiunto il traguardo della pensione. Dopo la morte della moglie, in piena crisi esistenziale, intraprende un vaggio alla ricerca di se stesso (e della figlia)
Link

Sito ufficiale

Sito italiano