CAST & CREDITS

cast:
John Krasinski, Drew Barrymore, Ted Danson, Kristen Bell, Vinessa Shaw

regia:
Ken Kwapis

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
107'

produzione:
Universal Pictures, Anonymous Content, Working Title

sceneggiatura:
Jack Amiel, Michael Begler

fotografia:
John Bailey

scenografie:
Nelson Coates

montaggio:
Cara Silverman

costumi:
Shay Cunliffe

musiche:
Cliff Eidelman

Qualcosa di straordinario | Recensione | Ondacinema

Qualcosa di straordinario

di Ken Kwapis

drammatico, romantico, Usa/Gran Bretagna (2011)

di Paolo D'Alessandro

Voto: 5.5

1988, siamo agli sgoccioli dell'era Reagan. In un piccolo villaggio dell'Alaska, Adam Carlson (John Krasinski), un giovane giornalista in cerca di successo, s'imbatte per caso nella notizia di una vita: una famiglia di tre balene è rimasta intrappolata tra i ghiacci. Grazie a Rachel (Drew Barrymore), ex-fidanzata di Adam nonché attivista di Greenpeace, il caso attira l'attenzione di tutti gli Stati Uniti, attaccati ai teleschermi mentre i tentativi di salvataggio sembrano fallire l'uno dopo l'altro.

Capita ancora che Hollywood sforni film che ricalcano i cliché che i detrattori le hanno affibbiato per anni. "Qualcosa di straordinario" ha tanti di quegli ingredienti messi al posto "giusto" che sembra quasi un composto chimico. Al di là del facile sarcasmo, Ken Kwapis ha cucito la pellicola proprio sul vecchio canovaccio del film drama rassicurante per famiglie: coppie improbabili che ritrovano l'amore, commoventi carrelli in avanti, e poi buoni sentimenti e risate di condimento. In più, è una storia vera. "Qualcosa di straordinario" però dà sfoggio di una insospettabile consapevolezza del presente: ogni singolo personaggio (tranne quello dell'immacolata protagonista, vien da sé) è motivato nel suo agire altruista soltanto dal puro ritorno di immagine. In fondo, già negli anni 80 la dieta mediatica comprendeva portate intere di melodrammi da telegiornale, come ben commentato nella scena della classe elementare in cui i bambini presentano alla maestra estenuata soltanto relazioni sull'affaire baleniero. Ma è proprio la stessa insistenza con cui questa dinamica viene ripetuta a renderla ingenua: tutto il film ruota attorno a una continua ricerca dell'occasione che, come recita il titolo originale ("Big Miracle"), diventa redenzione insperata, quasi che ci resti solo la tragedia ambientale per espiare le nostre sporchissime coscienze collettive.

Com'è consuetudine, se c'è tanta bontà ad anestetizzarci, passa in secondo piano che Kwapis abbia ripescato due attori protagonisti, Drew Barrymore ("La verità è che non gli piaci abbastanza") e il buon  Krasinski  (con lui dagli anni di militanza televisiva nella versione Usa di "The Office"), che non riescono a stabilire alcun interplay (e di fatti il loro subplot romantico è appena accennato), e che lo script lanci in scena macchiette infilate in situazioni che ne ribadiscono con testardaggine la sterilità. Rimane la confezione di maniera e ben ritmata, ma all'interno c'è la dose di autoindulgenza che gli Usa si somministrano quando vogliono mettersi in discussione.