CAST & CREDITS

cast:
Jane Birkin, Sergio Castellitto, André Marcon

regia:
Jacques Rivette

distribuzione:
Les Films du Losange

durata:
84'

produzione:
Pierre Grise Productions

sceneggiatura:
Pascal Bonitzer, Christine Laurent, Jacques Rivette, Sergio Castellitto

scenografie:
Emmanuel de Chauvigny

montaggio:
Nicole Lubtchansky

costumi:
Laurence Struz

Questione di punti di vista | Recensione | Ondacinema

Questione di punti di vista

di Jacques Rivette

commedia, drammatico, Francia/Italia (2009)

di Claudio Zito

Voto: 5.5
Vittorio, un signore italiano (Sergio Castellitto), aiuta in Francia Kate (Jane Birkin), una donna in panne con l'auto. Di lui non sappiamo nulla, se non che si trova in viaggio da Milano a Barcellona e che qui qualcuno lo attende. Anche il passato di lei è avvolto nel mistero, ma l'enigma è destinato a risolversi, in parte, nel proseguo del film. Fatto sta che l'uomo interrompe il suo viaggio per seguire la donna, che ritorna a lavorare nel circo di famiglia dopo una lunga assenza.

La prima considerazione da farsi è che quello di Rivette, dal lato stilistico, è ancora un buon cinema. I dialoghi, innanzi tutto. Quando due persone si parlano non serve che spieghino tutto per filo e per segno; a volte basta un gesto, uno sguardo, una mezza frase per capirsi. Il regista ne è consapevole e affida al non detto un'importanza consistente, collocandosi agli antipodi del suo illustre compagno di Nouvelle Vague, Eric Rohmer. Ciò che invece accomuna i due maestri è l'incedere compassato del racconto, il voler quasi cullare lo spettatore, sollecitato al contempo - dall'assenza di didascalismi - a riflettere su ciò che sta osservando.

Notevole poi la descrizione dell'ambiente del circo. I protagonisti della pellicola sono delle anime perse? La raffigurazione dei circensi ne è lo specchio ideale: i numeri dei clown sono molto più inquieti che divertenti (in ambito cinematografico il regista non ha certo bisogno di maestri, ma l'influenza di Harold Pinter, negli scambi di battute, parrebbe evidente), il pubblico è desolatamente esiguo, non ci sono speaker urlanti né polke trascinanti ad accompagnare le esibizioni. I dialoghi rompono silenzi assordanti, i figuranti stessi sembrano costantemente in prova, anche durante gli spettacoli. E non sorridono mai, i loro volti palesano una spiccata malinconia esistenziale. Al solito, il confine tra vita è finzione è labile, come quello tra cinema e teatro.

Fatte salva queste considerazioni, va detto però che "Questione di punti di vista" non è un film particolarmente riuscito. Fanno storcere il naso i monologhi tra sé se è sé della Birkin che rievocano il passato di Kate quasi a coprire una grossa lacuna narrativa: non si sa come mostrare una situazione? La si spiega a voce alta. Se è vero che l'impostazione teatrale giustifica in parte, a posteriori, tali facili espedienti stilistici e che l'evoluzione della sceneggiatura approda ai medesimi argomenti, il tutto ha il sapore di un abile artificio, piuttosto che di una problematizzazione dell'approccio alla materia.

La nota più dolente è tuttavia costituita dal personaggio di Vittorio. Castellitto, anche sceneggiatore, si cuce addosso una macchietta che non è in grado di reggere adeguatamente. Schiva, misteriosa, si muove a scatti come una marionetta, senza che l'attore abbia il fisico del ruolo. Se il celare il suo passato e il suo futuro, scelta tutt'altro che nuova, trova la propria ratio nel suo fine narrativo (il punto di vista esterno che subentra in un ambiente chiuso modificandone il destino), tale mistero è eccessivamente esibito, nel momento in cui Vittorio non risponde, o la fa in maniera scopertamente evasiva, alle domande riguardo la propria biografia.

Più stimolante della gran parte dei film normalmente distribuiti, "Questione di punti di vista" è dunque un'opera sostanzialmente irrisolta, non all'altezza del curriculum del suo autore. Resta però la libertà di fondo di un cinema che non ha paura di mostrare l'inessenziale. E quando Kate esce attraverso il tendone, Vittorio entra sul palco e, senza ragione né funzione alcuna, zittisce qualcuno che sta picchettando chissà cosa, anche a noi non resta che rimanere in silenzio e ammirare le poche zampate di classe di un vecchio leone. Non certo un leone da circo!