CAST & CREDITS

cast:
Jennifer Lopez, Ryan Guzman, John Corbett, Ian Nelson, Kristin Chenoweth, Lexi Atkins

regia:
Rob Cohen

distribuzione:
Universal International

durata:
90'

produzione:
Blumhouse Productions

sceneggiatura:
Barbara Curry

fotografia:
Dave McFarland

scenografie:
Charles Varga

montaggio:
Michel Aller

costumi:
Courtney Hoffman

musiche:
Randy Edelman, Nathan Barr

Il ragazzo della porta accanto | Recensione | Ondacinema

Il ragazzo della porta accanto

di Rob Cohen

thriller, Usa (2015)

di Mirko Salvini

Voto: 4.5

Quando si parla di "guilty pleasure" in inglese si usa talvolta l'espressione "so bad it's good", per indicare tutte quelle opere che si caratterizzano per uno stile e dei contenuti talmente inadeguati da finire per risultare divertenti malgrado i loro evidenti difetti, anzi forse proprio per quelli. "Il ragazzo della porta accanto", prevedibile thriller diretto da Rob Cohen e interpretato da Jennifer Lopez, poteva aspirare a rientrare nella categoria dei film "talmente brutti da sembrare belli" ma nonostante i suoi innegabili elementi "camp" è realizzato con una certa competenza ed evita accuratamente certi eccessi che lo avrebbero reso probabilmente più ridicolo ma lo avrebbero anche distinto da tante pellicole viste e riviste.
Cohen, regista che ha alle spalle una robusta filmografia nel cinema di genere (tra i suoi successi "Dragon", "Daylight", "DragonHeart" e il primo "Fast & Furious"), si rifà ad una sceneggiatura dell'ex avvocato Barbara Curry che segue strade già percorse. Il problema però è che in questo plot in cui "Attrazione Fatale" si mescola a "Ormai sono una donna", l'unica variazione apportata è che la protagonista femminile da figura minacciosa diventa la potenziale vittima che deve difendere sé stessa e i propri cari da un partner che inizialmente non sembra così pericoloso.

La sempre ineffabile J.Lo (per la quale comunque "The Boy Next Door" rappresenta, alla faccia delle critiche negative, un capitolo positivo, dato che a fronte di un budget di 4 milioni ne ha incassati più di 50) interpreta Claire, una professoressa di lettere (e prima che comincino i commenti ricordiamoci che negli anni l'abbiamo vista nei panni di psicologa, poliziotta e cacciatrice di taglie), separata da un marito fedifrago (il John Corbett della, fra le altre cose, serie tv "Un medico fra gli orsi") e con tanto di figlio adolescente Kevin (Ian Nelson) preso di mira da immancabili bulli. Claire apparentemente dà l'idea di una donna forte e sicura ma in realtà sta attraversando un periodo di crisi. Non si saprà probabilmente mai se la Lopez sognasse un ruolo alla Diane Lane in "Unfaithful" o alla Julianne Moore in "Chloe", però qui siamo più dalle parti della Halle Berry di "The Call" (che però era un film migliore, grazie alla presenza dietro la macchina da presa di Brad Anderson); al di là di inevitabili paragoni, la star quarantasettenne è in gran forma e risulta quindi poco credibile il comportamento del consorte. La vita della donna prende una svolta, all'inizio neanche troppo negativa, quando conosce Noah, il nipote del vicino di casa, arrivato per assistere il prozio infermo. Gentile e disponibile, Noah (al quale dà il volto Ryan Guzman, attore con una certa somiglianza a James Franco e proveniente dai film della serie "Step Up", forse ancora acerbo per un ruolo così), aiutando Claire nei lavori pesanti, regalandole preziose prime edizioni dell'Iliade (meglio tacere, comunque se siete curiosi sappiate che hanno l'aspetto di quei volumetti rilegati che la Fabbri qualche anno fa distribuiva nelle edicole) e dando una mano a Kevin sia coi problemi a scuola, sia per quanto riguarda la timidezza con le ragazze. Durante un weekend in cui il figlio è al campeggio col padre, Claire, reduce da un terrificante appuntamento organizzato dalla collega e amica interpretata da Kristin Chenoweth (attrice che ha un Emmy e un Tony in curriculum, quindi potrebbe tranquillamente aspirare a ruoli più interessanti), cede alle attenzioni di Noah, salvo poi pentirsene immediatamente (e per quale motivo poi? In fondo si vede che Guzman non è un ragazzino). Noah, come è usanza in questi film, una volta respinto, da ragazzo premuroso e carino che sembrava, si trasforma in un vero e proprio emulo del Mark Wahlberg di "Fear", usando le sue abilità di meccanico, hacker e kickboxer per perseguitare Claire a casa come a scuola e si rivela pericolosissimo per lei e i suoi familiari, anche perché nel frattempo vengono fuori cose alquanto inquietanti sul passato del solo in apparenza solare giovanotto.

Tra anacronismi (nell'epoca del "cloud" ha senso il tentativo spasmodico di recuperare un file da un computer?) e colpi di scena telefonati, il film si avvia velocemente verso la sua conclusione, mostrando anche in quel caso poca voglia di tentare strade meno scontate. Cohen mette in scena il tutto in maniera competente, ma senza particolari guizzi (la sequenza migliore, in gloria ai suoi trascorsi nell'action, è quella di un incidente in macchina sfiorato). Visto che almeno in apparenza non pare tentato dal realizzare uno "scult" assoluto (ma in verità quale regista lo è mai?), la prossima volta sarebbe il caso che trovasse il modo di lavorare su uno script in grado di offrirgli soddisfazioni che non siano soltanto un facile successo di cassetta.