CAST & CREDITS

cast:
Mathieu Amalric, Emmanuelle Devos, Valentin Lelong, Catherine Deneuve

regia:
Arnaud Desplechin

distribuzione:
Wellspring Media

durata:
150'

produzione:
Pascale Caucheteux

sceneggiatura:
Arnaud Desplechin, Roger Bohbot

fotografia:
Eric Gautier

I re e la regina | Recensione | Ondacinema

I re e la regina

di Arnaud Desplechin

commedia / drammatico, Francia (2006)

di Marco Conte

Voto: 8.5

Ci sono voluti due anni prima che questo bellissimo film di Arnaud Desplechin approdasse anche da noi, grazie alla Fandango. Meglio tardi che mai.

"I re e la regina" è la storia di Nora (Emmanuelle Devos) e Ismael (Mathieu Amalric), prima insieme e adesso separati. Il film dura due ore e mezzo, ma il connubio tra la drammaticità e la comicità ne rendono piacevole la visione. Piacevole è poi un aggettivo che non rende giustizia né alla regia e né al montaggio: una brillante fase di découpage avrà sicuramente impegnato a dovere sia Laurence Briaud che lo stesso Desplechin. Cosa c'è di più bello nel cinema contemporaneo del saper riprendere documentaristicamente la finzione? Desplechin, come i Dardenne e Kechiche, lo fa ottimamente incidendo inossidabilmente uno stile europeo peculiare che conserva, senza aver paura di mostrarlo, il proprio passato e le proprie tradizioni.

Si dice un gran bene della nuova ondata orientale osservando che da troppo tempo il buon cinema latiterebbe in Europa, ma è la stessa qualità e la stessa sincerità e spontaneità dei nostri maestri passati a risiedere nelle opere di questi "giovani" cineasti contemporanei, basterebbe metterli a fuoco, anzi no, lasciarli con la messa a fuoco automatica, in modo che il caso e l'attimo diventino le incognite determinanti.

Si parlava di regia e di montaggio, ebbene, con del materiale girato così bene non si può che godere nella fase di taglia e cuci. Gli assemblamenti sono strutturati spesso tramite un soffice décadrage che evita però l'autocompiacimento e la boria. Il ritmo delle inquadrature sembra volersi assumere tutta la responsabilità della comunicazione con lo spettatore, che viene fagocitato dai continui salti di fotogrammi, riduzioni improvvise di campo senza interruzione di ripresa e mini piani-sequenza.

Tutto l'apparato tecnico del film è "a supporto" di una sceneggiatura mai banale e superficiale (siamo in Francia), i dialoghi (dello stesso Desplechin in collaborazione con Roger Bohbot) parlano di vita, di amore, di bambini, di donne e di uomini ("Ma come faccio a parlare con lei, lei è una donna! Le donne non hanno anima, anzi, ce l'hanno ma non è come quella degli uomini, si chiama in maniera differente perché vi si pongono in maniera diversa... gli uomini camminano su una linea retta, le donne vivono in aria, dentro a bolle collegate da cunicoli...").

"I re e la regina" è, ad avviso di chi scrive, uno dei film più belli usciti nel nuovo millennio.