Ondacinema

recensione di Rudi Capra
3.0/10

Rebecca

"Rebecca" (Hitchcock 1940), "Gli uccelli" (Hitchcock 1963), "Mia cugina Rachele" (Koster 1952) e lo splendido e misconosciuto "A Venezia… un dicembre rosso shocking" (Roeg 1973). L’elenco dei film ispirati a Daphne du Maurier mostra che è quasi impossibile cavare un adattamento insulso da un suo romanzo.

Quasi, appunto. E dire che Ben Wheatley, dopo "Kill List" e "High-Rise", sembrava un profilo ideale per rimettere in scena il romanticismo gotico, virante al paranormale, della scrittrice cornica. Diluito il tono cupo del soggetto originario in una cinematografia linda, luminosa, "Rebecca" cede a una profondità di campo implacabile, che farebbe invidia a una réclame di D&G. Lontana dall’espressionismo hitchcockiano, mutilata dei dark corners che marcano l’estetica neo-noir. L’ambiguità è espunta anche al livello della scenografia, della colonna sonora, di abiti e make-up, che riducono a macchiette da fiction anche gli interpreti più navigati (Kristin Scott Thomas e Armie Hammer).

La trama segue pedissequamente la versione hitchcockiana, ma depurata da ogni contaminazione orrorifica, di ogni influenza soprannaturale. Così concepito, "Rebecca" si riduce a una scarna sequenza di eventi gonfiata con la visualità nuziale di una fiction televisiva, più simile alla Merveilleuse Angélique che alle eroine oscure della scrittrice. Si forma una coppia male assortita, poi bene assortita, tra gelosie insospettabili e sospetti gelosi. E la casa brucia. Il romanticismo gotico e misterioso di du Maurier lascia posto a un romanticismo né gotico né misterioso, tanto che viene da chiedersi quale interesse Wheatley abbia trovato nel progetto. Probabilmente nessuno.

E non si capisce perché dovremmo trovarlo noi. Forse perché l’ennesimo remake depensante di un titolo storico conferma il persistere di una tendenza nel cinema contemporaneo. Forse perché "Rebecca", più di altri titoli, interpreta nel peggiore dei modi il decalogo visuale delle produzioni Netflix: la glassa dell’opulenta risoluzione 4k nasconde il tanto che manca dietro il poco che c’è.


11/11/2020

Cast e credits

cast:
Lily James, Armie Hammer, Kristin Scott Thomas


regia:
Ben Wheatley


titolo originale:
Rebecca


distribuzione:
Netflix


durata:
121'


produzione:
Netflix, Working Title Films


sceneggiatura:
Jane Goldman, Joe Shrapnel, Anna Waterhouse


fotografia:
Laurie Rose


scenografie:
Sarah Greenwood


montaggio:
Jonathan Amos


costumi:
Julian Day


musiche:
Clint Mansell


Trama
Rebecca, giovane dama di compagnia, diventa la moglie del ricco e influente vedovo Maxim de Winter. Ma il ricordo della defunta moglie proietta ombre sinistre  
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