Recensioni

Red Eye

di Wes Craven

thriller, Usa (2005)

CAST & CREDITS

cast:
Rachel McAdams, Cillian Murphy, Brian Cox, Jayma Mays, Jack Scalia

regia:
Wes Craven

distribuzione:
Paramount

durata:
85'

sceneggiatura:
Carl Ellsworth

fotografia:
Robert D. Yeoman

scenografie:
Bruce Alan Miller

montaggio:
Stuart Levy, Patrick Lussier

musiche:
Marco Beltrami

Red Eye | Recensione | Ondacinema

Red Eye

di Wes Craven

thriller, Usa (2005)

di Alex Poltronieri

Voto: 4.0

Misteri della critica americana. Il precedente, imperfetto, ma comunque più riuscito e personale, film di Wes Craven, "Cursed", è stato stroncato all'unanimità (e ignorato dal pubblico), mentre il nuovo, e più convenzionale, "Red Eye" è stato addirittura elogiato come una delle opere più riuscite dell'intera carriera del regista americano, papà di Freddy Krueger.

L'idea/scommessa alla base di "Red Eye" (cosa significhi il titolo il film non lo dice, però) non è poi così nuova, ed è di stampo hitchcockiano: ambientare un thriller nel medesimo spazio per tutta la sua durata (o in questo caso per tre quarti di pellicola).

Durante un volo notturno diretto a Miami, una ragazza (Rachel McAdams, bellissima quanto anonima) è ricattata dal giovane e astuto killer Jack (sic!) Rippner (Cillian Murphy). Se si rifiuta di aiutare il suo aguzzino nell'assassinio di un noto politico che alloggia nell'albergo da lei diretto, ne eliminerà il padre.
 
Metafora delle paranoie dell'America post undici settembre? Ambiguo gioco del gatto e del topo, in cui i protagonisti per nascondere il loro vero volto, e le proprie intenzioni, non hanno bisogno di una maschera di halloween come il maniaco di "Scream"? Il film non è nulla di tutto questo, purtroppo. Messa in scena pseudo televisiva e piatta, in cui è impossibile riconoscere la mano del regista de "Il Serpente e l'arcobaleno" e "Nightmare", sceneggiatura prevedibile e con ben poche sorprese (ovviamente nell'ultima parte la protagonista si scoprirà più dura e tenace del killer, e gli darà del filo da torcere), tensione al minimo, dialoghi risibili.
 
Un thrillerino banale e innocuo, quasi la versione ad alta quota, e mal riuscita, di "Collateral" di Michael Mann. Evidentemente Craven fuori dal genere horror ha poche carte da giocare (come già era parso nello scipito melò "La musica del cuore"), o forse è solo il segno di un'impasse creativa che ormai dura da diversi anni (il terzo episodio di "Scream" gridava già vendetta).
 
Degna di nota solamente l'interpretazione di Cillian Murphy (perfetto come psicopatico anche nel recente "Batman Begins"), volto effeminato e ambiguo, è un perfetto assassino dai modi raffinati e dalla battuta cinica, che regala i pochi brividi della pellicola.