CAST & CREDITS

cast:
Jason Bateman, Rebecca Hall, Joel Edgerton

regia:
Joel Edgerton

distribuzione:
Koch Media

durata:
108'

produzione:
Blumhouse Productions, Blue-Tongue Films, Ahimsa Films

sceneggiatura:
Joel Edgerton

fotografia:
Eduard Grau

scenografie:
Richard Sherman

montaggio:
Luke Doolan

costumi:
Terry Anderson

musiche:
Danny Bensi, Saunder Jurriaans

Regali da uno sconosciuto - The Gift | Recensione | Ondacinema

Regali da uno sconosciuto - The Gift

di Joel Edgerton

thriller, drammatico, Usa (2015)

di Antonio Pettierre

Voto: 6.0

"La vendetta è un piatto che va servito freddo". Detto popolare che ha origine incerte (e più volte ripreso in diverse varianti nella letteratura e nel cinema), ma che si addice bene a "Regali da uno sconosciuto - The Gift" di Joel Edgerton (anche sceneggiatore, produttore e interprete).
La giovane coppia Callum, Simon (Jason Bateman) e la moglie Robyn (Rebecca Hall), si è appena trasferita da Chicago a Los Angeles, per un nuovo lavoro (Simon è esperto di sicurezza) e per lasciarsi alle spalle la perdita di un figlio e la conseguente depressione di Robyn e ricominciare da capo. Il giorno stesso, mentre i due stanno acquistando l'arredamento della nuova casa, incontrano in un grande magazzino Gordon Mosley, un vecchio compagno di scuola di Simon. In un primo momento Simon non riconosce l'uomo, ma poi lo rammenta dopo un breve scambio di informazioni reciproche. Sembra tutto molto casuale, ma l'incontro non è fortuito. Gordon, detto "Gordo", inizia a frequentare la casa dei Callum, omaggiando con doni e biglietti enigmatici la coppia, e cerca sempre di andare a trovare Robyn quando Simon è al lavoro. Fin da subito Simon non ha piacere di vedere Gordon, che ricorda come un tipo strano, mentre Robyn prova per lui simpatia, capendo che dietro quell'uomo, che ha difficoltà a relazionarsi, si nasconde una tragedia personale e una vita difficile.

"The Gift" (l'aggiunta del titolo italiano è fuorviante, perché alla fine si tratterà di un unico regalo particolare che Gordon farà a Robyn) è un thriller psicologico, dove non scorre sangue, ma una continua tensione costruita durante tutto lo svolgersi del film, dove lo scontro è tra Gordon e Simon, e Robyn diventa il crocevia della scoperta della verità finale e oggetto/soggetto della contesa tra i due uomini, protagonisti vent'anni prima di un episodio che ha distrutto per sempre la vita di Gordon a causa di un'azione di Simon. Il tema della vendetta è l'aspetto principale della pellicola e anche il più interessante, scaturito dai fantasmi di un passato che ha segnato la vita di entrambi.

La sceneggiatura, scritta con il giusto equilibrio di suspense e di rivelazioni, che si disseminano in modo equilibrato durante lo svolgersi della diegesi, tratta l'aspetto morale con un'idea forte esplorata in modo originale. Il ribaltamento delle apparenze è ben gestito: se da un lato Simon è un uomo di successo e Gordon è disturbato, ben presto lo spettatore comprende come la verità sia altra, e il cambio di registro dei personaggi rivela a che prezzo Simon debba il suo successo. Così, alla fine, si parteggia per Gordon che cerca una rivincita nei confronti di un bugiardo patologico e sostanzialmente privo di scrupoli come Simon, che non si ferma davanti a nulla pur di raggiungere i suoi scopi, anche sapendo di rovinare la vita alle persone che vivono intorno a lui.
La violenza, quindi, è sempre sotto traccia, una violenza psicologica più che fisica (a parte il pestaggio di Gordon da parte di Simon in una delle scene finali della pellicola). E il momento del maggiore successo di Simon, che ottiene una promozione e con la moglie Robyn rimasta incinta nuovamente dopo svariati tentativi, proprio nel giorno della nascita del figlio, si trasforma in quello della sua rovinosa caduta e della realizzazione della vendetta di Gordon, attesa e preparata da vent'anni.

L'attore e sceneggiatore australiano, al debutto come regista, mette in scena un thriller con tutti i cliché del genere in modo corretto, ma senza particolari guizzi: la macchina da presa si sofferma molto sui corridoi vuoti e silenziosi della casa; i primi piani, in particolare su Robyn, mettono in evidenza il travaglio della donna (Rebecca Hall è la migliore del trio di attori protagonisti) e i suoi dubbi crescenti sul marito; e c'è una predilezioni per i totali che in modo semplice racchiudono i personaggi in una messa in quadro anodina.
Se Joel Edgerton non brilla nella recitazione - e del resto ci aveva già lasciati perplessi anche come agente dell'Fbi John Connelly in "Black Mass - L'ultimo gangster" e in "Exodus - Dei e re", dove interpretava il re egiziano Ramses - si rivela un brillante sceneggiatore e un regista sufficientemente preparato (molto debitore alle atmosfere hitchcockiane), ma che deve compiere ancora un lungo lavoro su questo versante. Speriamo che sia un primo passo anche solo nel diventare un creatore di buoni prodotti di cinema di genere.