CAST & CREDITS

cast:
Vincenzo Salemme, Guglielmo Scilla, Enrica Pintore

regia:
Cristiano Bortone

distribuzione:
Lucky Red

durata:
96'

produzione:
Orisa Produzioni

sceneggiatura:
Cristiano Bortone, Fausto Brizzi, Pulsatilla

fotografia:
Roberto De Nigris

scenografie:
Carlo Rascigno,Priscilla Rossi Parolini

montaggio:
Claudio Di Mauro

costumi:
Claudette Lilly

musiche:
Andrea Farri

10 regole per fare innamorare | Recensione | Ondacinema

10 regole per fare innamorare

di Cristiano Bortone

commedia, Italia (2012)

di Carlo Cerofolini

Voto: 5.0
Negli anni 80 ci fu addirittura una canzone, "Teorema" di Marco Ferradini che cristallizzava la formula per fare innamorare una donna. In precedenza, parliamo dell'epoca dei lumi, cioè nel tardo settecento si credette addirittura di poter adottare i parametri della ragione per imbrigliare sentimenti ed emotività. Calcoli matematici, schemi psicologici, esperienze di vita vissuta, qualunque sia il modo di parlarne e nonostante gli sforzi messi in campo, l'amore resta sempre sfuggente e imprevedibile. Lo sa bene Roberto (Vincenzo Salemme), quando nell'illustrare le regole che permetteranno al figlio di conquistare la ragazza dei suoi sogni, sarà costretto ad ammettere che per quel sentimento non esistono comportamenti preconfezionati ma una predisposizione inspiegabile e misteriosa. Affermazione che farebbe pensare ad un approfondimento che però il film non ricerca preferendo di gran lunga seguire l'esempio di certo cinema giovanilistico di matrice americana, che al cervello preferiscono un marketing visivo di stampo catodico e pubblicitario, con un'attenzione concentrata quasi esclusivamente sull'estetica di personaggi giovani carini e disoccupati alla costante ricerca dell'empatia dello spettatore. Così, mentre il film mette in fila una dopo l'altro i tentativi per fare innamorare la ragazza, rigorosamente preceduti dalla lezione teorica che il professore trasforma in simposi goliardici e mangerecci, davanti ai nostri occhi si delinea lo spaccato di una gioventù attenta a non trascurare ogni dettaglio del proprio look,  ma sotto tutela dal punto di vista del discernimento. Una carenza che paradossalmente la sceneggiatura evidenzia quando decide di aiutarli con le ovvietà suggerite dal personaggio interpretato da Salemme, tanto simpatico quanto scontato nel proporre slogan ("conosci cosa le piace e fai finta che piaccia anche a te") che un ragazzo normale dovrebbe conoscere a memoria e che invece guardando le facce degli interessati risultano pillole di saggezza infinita. Un'improbabilità che non trova riscatto né sul piano del divertimento - l'attore napoletano può contare su finestre di comicità da gag televisiva come quella che lo vede impegnato nel botta e risposta con l'inquilino dello stabile a cui ha citofonato per errore - né su quello dell'intrattenimento, giocato interamente sulla goffagine e sull'ingenuità del protagonista che, nel tentativo di raggiugere il suo scopo, rimarrà coinvolto in situazioni a metà strada tra il ridicolo e l'inverosimile, con fughe, capitomboli e salvataggi all'ultimo minuto più adatte a una slapstick comedy che al registro sofisticato a cui comunque il prodotto aspira.

Al suo terzo lungometraggio Cristiano Bortone mette a disposizione la sua ecletticità di documentarista, produttore ("Saimir", 2004) e uomo di televisione per un film che strizza l'occhio al box office in maniera garbata, promuovendo volti nuovi o quasi come quello di Guglielmo Scilla, disinvolto ma compiaciuto nel ruolo del giovane innamorato ed Enrica Pintore, penalizzata da un personaggio monocorde, in quello dell'oggetto del desiderio. Peccato che lo faccia con poca fantasia nella scrittura (la sceneggiatura è frutto di una collaborazione con Fausto Brizzi e Pulsatilla) ed in maniera discontinua in termini di regia, troppo indulgente con i due protagonisti ed un pò meno con chi invece, parliamo per esempio di Fatima Trotta nel ruolo di Mary, la ragazza che insieme ad altri due amici condivide l'appartamento di Marco, avrebbe le qualità per primeggiare. Sul piano produttivo è interessante notare il realismo di una casa di produzione come la Lucky Red di Andrea Occhipinti che in tempi di magra si adatta alle circostanze abbassando le pretese e lavorando su un prodotto che mira agli incassi senza alcuna reticenza. Un segno dei tempi.