CAST & CREDITS

cast:
Diane Keaton, Morgan Freeman, Cynthia Nixon, Alysia Reiner, Josh Pais, Claire van der Boom, Korey Jackson

regia:
Richard Loncraine

distribuzione:
Videa

durata:
92'

produzione:
Lascaux Films, Latitude Productions, Revelations Entertainment

sceneggiatura:
Charlie Peters

fotografia:
Jonathan Freeman

musiche:
David Newman

Ruth & Alex - L'amore cerca casa | Recensione | Ondacinema

Ruth & Alex - L'amore cerca casa

di Richard Loncraine

commedia, Usa (2014)

di Stefano Guerini Rocco

Voto: 5.5

Ruth e Alex si amano da più di quarant'anni. Lei è un'insegnante in pensione, lui un pittore di discreta fama e, soprattutto, afroamericano. Un particolare che ha creato non pochi problemi alla loro unione negli anni Settanta. Ma oggi, nell'America obamiana, mentre si incamminano serenamente sulla via della senilità, i loro problemi sono ormai altri. Lo sono, per esempio, i cinque piani di scale (si veda il titolo originale "5 Flights Up") sui quali l'attempata coppietta è costretta ad arrampicarsi tutti i giorni per varcare l'uscio di casa. Che fare dunque? Lasciare il nido in cui hanno trascorso felicemente l'intera vita insieme? Trasferirsi? Già, ma dove?

Tratto dal romanzo "Heroic Measures" di Jill Ciment, trasformato in best seller estivo dalla potentissima signora dei salotti tivù Oprah Winfrey, "Ruth & Alex - L'amore cerca casa" racconta l'epopea tragicomica che devono affrontare i coniugi Carver per riuscire a vendere il loro appartamento, tra frenesie del mercato immobiliare, reminiscenze nostalgiche, bilanci di vita, acquirenti bizzarri e contrattempi d'ogni tipo.

Su questo canovaccio lineare lo sceneggiatore Charlie Peters innesta tre sub-plots che interagiscono e arricchiscono di echi e sfumature (o almeno dovrebbero) l'intreccio principale: la fuga per la città di un presunto terrorista (un giovane musulmano, ça va sans dire), la critica operazione chirurgica dell'acciaccata cagnolina Dorothy e i ricordi dei giovani Carver che, negli anni Settanta, si conoscono, si innamorano e decidono di sposarsi contro tutto e tutti.

Se può suonare debole e puerile la metafora della cagnolina che, contro ogni pronostico, si rialza e riprende a camminare sulle proprie gambe (pardon, zampe), più interessante è la cronaca forsennata delle ricerche del fuggitivo, fonte di commenti preoccupati, sospettosi, sgradevoli e finanche feroci di molti personaggi.

Sì, oggi Ruth e Alex possono amarsi liberamente e rivendicare il proprio diritto alla felicità, ma nell'America paranoica post 11 settembre c'è ancora spazio per pregiudizi, discriminazioni e razzismo. In un gioco di specchi con i flashback degli anni Settanta (peccato siano così deboli e didascalici), ostilità e ipocrisie continuano a  sopravvivere e covano dietro le porte di appartamenti eleganti, i sorrisi di giovani sposini, i tailleur di rampanti agenti immobiliari.

Uno spunto di riflessione non banale per una delicata commedia agrodolce come questa, che riporta alla mente il recente "I toni dell'amore", dove un'altra coppia matura e "diversa" (questa volta gay, non multietnica) si ritrova a dover fronteggiare ingiustizie, diffidenze e un'analoga emergenza abitativa. "Ruth & Alex" non ha però la lucidità e l'amarezza temperata del film di Ira Sachs, e la critica sociale scivola leggera per lasciare spazio a una morale più ottimista e conciliatoria.

Il regista Richard Loncraine conferma le sue qualità di solido mestierante senza guizzi, ma ha almeno il merito di rinunciare a qualsiasi tentazione melodrammatica (sempre in agguato) e di condurre in porto con grazia e pudore questa commedia gentile, sofisticata e piacevolmente inconsistente.

Soprattutto, dirige con mirabile misura due vecchie glorie ormai bistrattate dalle produzioni contemporanee: Morgan Freeman, troppo spesso costretto in ruoli secondari di ripetitivi action movie, e Diane Keaton, finalmente libera dai tic e dagli isterismi che hanno caratterizzato le sue ultime apparizioni. Certo, questa volta la panchina non è più quella di fronte al celeberrimo Queensboro di "Manhattan", ma trovarla seduta, in controluce, assorta a guardare il Williamsburg Bridge di Brooklyn, scalda un po' il cuore.
In definitiva, "Ruth & Alex" finisce per assomigliare ai suoi protagonisti e al loro appartamento: caldo, accogliente, confortevole, garbato e irreparabilmente fuori dalla realtà.