Sasha e il Polo Nord | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Diego Capuano
6.5/10

Il cinema come ricerca, scoperta e, di conseguenza, come avventura. Ma anche abbandono emozionale di un qualcosa che è già stato, già vissuto da altri e, quindi, una condivisione di un oggetto - di molti oggetti - prezioso per predecessori e finalmente esposto ed offerto all'altrui sfera emozionale.
L'epica dei  grandi viaggi avventurosi  si presenta ad inizio film, scolpita in una ambientazione - la San Pietroburgo del 1882 - che da subito rompe gli argini di quell'aristocrazia aggirata fin dalla tenera età dalla giovane protagonista Sasha.
Le storie (e leggende) passate si fanno dunque storia di vita e del primo lungometraggio del francese Rémi Chayé. I racconti uditi dalla ragazzina sono fonte di arricchimento di quell'immaginario fanciullesco obbligatorio per definire lo sviluppo e la concretezza del futuro vivere quotidiano. Ma essendo imbevuti in modo diretto da un parentato tanto stretto l'istinto ed il cuore - più che la ragione - di andare "oltre" l'emendento delle parole risulta essere quasi una inevitabile fatalità del suo destino.

La svolta di "Sasha e Il Polo Nord" permette di stabilire la rotta e suggerire suggestioni ed intenzioni della pellicola: il distacco di Sasha dalla nobile famiglia cela in prima battuta l'atto di ribellione in sé da una condizione che possiamo definire esistenziale, tanto nella posizione sociale - che non richiede scalate né sforzi - tanto nell'essere donna, predestinata agli intrighi e struggimenti sentimentali in ambienti tanto rigidi e schematici.
Seguendo dunque la sua proverbiale stella polare, la protagonista affronta un'avventura che nel film di Chayé è tenuta come a freno. L'azione che si manifesta non è necessariamente più importante o sottolineata dei sentimenti, delle piccole sfumature, della presa di coscienza della giovane Sasha. Il romanzo di formazione sembra imploso. Guarda certamente a "L'isola del tesoro" di Robert  Stevenson e allo "Strogoff" di Jules Verne, ma non vuole tradire una propria vena poetica intimista che si direbbe in antitesi con le roboanti manovre d'azione di imperanti americanismi.
Ma al contempo sacrifica e sconta una eccessiva intransigenza narrativa, che in taluni casi non disdegnerebbe scarti e scatti verso lidi non per forza piegati a facili spettacolarizzazioni:  nell'ambito di un racconto di genere lo sprint può disegnare una parabola avventurosa, per l'appunto, di più ampio (e avvincente) respiro narrativo.
Ciò non inficia, comunque, una onestà e una devozione verso la materia che con delicatezza e coerenza si sposa con la tecnica d'animazione adottata.

Ex illustratore e fumettista, Chayé è emerso nel mondo dell'animazione grazie a film come "Il segreto di Kells" di Tomm Moore e Norma Tmowey e "La tela animata" di Jean-François Laguionie . Come dire: una scuola di tutto rispetto che per l'occasione opta nello stile grafico per una scelta raffinata ed essenziale.  Nel dare fisionomie, scenografie, movimenti a personaggi e cose che animano il film è stata scelta la soluzione di abolire i contorni del disegno, così da ottenere un effetto che rimanda ad una tela dai colori pastello anche se - dice il direttore artistico Patrice Suau - tra le maggiori fonti di ispirazione vi sono le fotografie dell'australiano Frank Hurley ed alcuni manifesti ferroviari degli anni 40.
Visivamemte risultano in particolar modo suggestive le sequenze che sposano questa tecnica con una paesaggistica innevata. Il tenuo cadere dei fiocchi di neve fa un tutt'uno con la delicatezza del tocco, accende con discrezione il colore e lì si scioglie non a caso nel momento più emozionante del film.


08/05/2017

Cast e credits

regia:
Rémi Chayé


titolo originale:
Tout en haut du monde


distribuzione:
P.F.A. Films


durata:
81'


produzione:
Sacrebleu Productions ... Maybe Movies, France 3 Cinéma, Studio 2 Minutes, Nørlum


sceneggiatura:
Claire Paoletti, Patricia Valeix


montaggio:
Benjamin Massoubre


musiche:
Jonathan Morali


Trama
San Pietroburgo, 1882. Sasha, una giovanissima aristocratica russa, sogna il Grande Nord e si strugge per suo nonno Oloukine, un rinomato esploratore dell’Artico che non ha mai fatto ritorno dall’ultima spedizione alla conquista del Polo Nord. Oloukine ha trasmesso la sua vocazione a Sasha, ma i genitori della ragazza meditano di darla presto in sposa, e hanno già organizzato per lei le nozze. Sasha però si ribella a questo destino e decide di partire alla ricerca di Oloukine, verso il Grande Nord...